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Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
lunedì, 18 agosto 2008
- 23:35
CHI NON VUOLE VEDERE
Dai giornali giunge la conferma: turismo in calo a Porto San Giorgio. A questo punto non possono più mentire neppure le testate locali, pagate si direbbe per diffondere il falso, vedi il servizio insultante, vergognoso, del Tg 3 regionale a proposito di Lido 3 Archi: deve essere caduto molto in basso il tg Marche, oppure deve avere maniglie molto in alto chi comanda a Fermo, perchè si assista a un tale patetico concentrato di bufale volte a illudere gli ultimi sprovveduti a beneficio di chi, intervistato, giura di non volere affatto sbarazzarsi di quell'appartamento nel Bronx fermano che, al contrario, non pensa che a sbolognare.
Torniamo, comunque, a Porto San Giorgio e alle sue mestizie. Tra le quali spicca l'assessore alla cultura, questo ragazzino ambizioso che più le spara grosse e meno si imbarazza. Ma i risultati sono un'altra cosa, qualcuno dovrebbe spiegarci in cosa è consistita la roboante stagione culturale a parte i lampioni dipinti di rosa e una sfilata di estetiste in omaggio alla bellezza come categoria dello spirito. Kalos kagathos a parte, la stagione si era già aperta tra le polemiche, con la sortita di alcuni parroci che spingevano per una chiusura anticipata dei locali a scopo di contenimento del teppismo. Pretesa forse pretesca, ma che ha avuto almeno il merito di ribadire un problema annoso per il paese, quello della sicurezza.
In effetti, la situazione travalica l'esigenza di un limite orario per le saracinesche: il disagio, a lungo andare, si è tramutato da giovanile in collettivo. C'è una situazione endemica a Porto San Giorgio, dove da abbondanti dieci anni atti di teppismo, danneggiamenti, risse e perfino duelli, scritte deliranti a coprire centro e lungomare, risorgenze di gang più o meno “baby”, schiamazzi e frastuoni si riscontrano ciclicamente. Durante la passata legislatura queste situazioni erano talmente frequenti che l'allora sindaco Brignocchi ogni settimana parlava di “fatti isolati”, senza capire di ribadire un ossimoro.
Quello che non si dice, peraltro, si mormora. Come l'onnipresenza della 'ndrangheta, come, e non potrebbe essere altrimenti, l'invadenza della droga. Qui l'emergenza si fa ultraventennale, come confermano i continui processi fin dagli anni Ottanta, le operazioni ininterrotte delle forze dell'Ordine, gli allarmi dalla procura di Fermo. E i risorgenti tentativi d'infiltrazione di focolai dalla criminalità organizzata, che oggi utilizzano anche manodopera extracomunitaria disposta a tutto.
Oggi sappiamo da fonti investigative qualificate, ma anche da diversi commercianti, specie della fascia del lungomare, che il numero di giovani “stonati”, è in crescita. Che il prezzo di un grammo di cocaina è crollato intorno ai 12-15 euro, ovviamente tagliata con le peggiori porcherie, come l'ammoniaca. Che l'età del primo approccio è anch'essa crollata, intorno ai 13 anni. Che l'ultima “tendenza” è, di nuovo, l'eroina, questa volta fumata. Che anche gli altri prodotti del prontuario, dalle pasticche al fumo, non conoscono crisi. Che lo stesso consumo di alcoolici è in espansione, del resto in linea col dato nazionale. Ogni fine settimana nel Fermano la polizia stradale ritira decine di patenti, nel Fermano, tutte per guida in stato di ebbrezza o di alterazione.
Ora, fare cultura significa anche vedere i problemi che ci sono. Se ci si ostina a rimuoverli, non può esserci profilassi culturale (seria, possibilmente) che tenga. E i giovani, in tutto il comprensorio e in particolare a Porto San Giorgio, sono profondamente ignoranti, involuti, indifferenti al bene collettivo, sensibili solo ai feticci del conformismo puttanesco da amici di Maria. È da qui che le istituzioni, laiche e confessionali, dovrebbero partire se vogliono arginare quello che per comodità chiamiamo “disagio”. Il sindaco Agostini a proposito della chiusura anticipata dei locali ha scomodato la “repressione”, dimostrando come minimo una approssimativa conoscenza del linguaggio; d'altra parte, non c'è dubbio che cavarsela con una simile misura, o anche solo partire da quella, è come tirar su la famosa casa cominciando dal tetto. Noi crediamo che, per cominciare, le istituzioni, laiche e confessionali, dovrebbero concedersi quell'atto di coraggio che consiste nell'aprire gli occhi: in diversi contesti giovanili, non estranea qualche scuola, si verificano deprimenti situazioni già oltre il bullismo: sono casi di emarginazione, se non di “punizione”, verso chi non si adegua alla sottocultura dello sballo. Una sottocultura che, anche questa è cosa nota, parte dall'età scolare e sale fino ad anni sempre meno verdi e sempre più bianchi. Di polvere - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
domenica, 17 agosto 2008
- 10:51
TRASTULLI
C'è un regime fascista?, si interroga alla maniera dei gesuiti Famiglia Cristiana. C'è un regime fascista!, risponde di compattezza sovietica la pletora di comici giornalisti, giornalisti comici e intellettuali di servizio solitamente anticlericali. Può darsi: ma nessuno se n'è accorto, nessuno a parte i fanatici di professione avverte la differenza col regime precedente, eccezion fatta per il ripescaggio, trascurabile, di Daniele Luttazzi. Per il resto malcostume e delinquenza, nostrana o d'importazione, giovanile o familiare, continuano imperterriti. Certo, le misure sulla sicurezza riescono irritanti in un Paese gesuitico, ma di sicurezza c'era e c'è bisogno, non ci si può limitare a rimuovere il problema come ha fatto la sinistra schiava delle sue idiozie. Famiglia Cristiana fa il suo mestiere, ma scomodare il fascismo suona non si sa bene se più eretico o patetico, Berlusconi come dittatore fa quello che può, a Napoli ha mandato l'esercito ma sotto pagava i camorristi perchè stessero buoni. Un dittatore all'italiana. Se il regime si palesa nell'insofferenza verso Sabina e Grillo, siamo più nella profilassi psichiatrica che in quella autoritaria. E un dittatore non si lascerebbe attaccare notte e giorno da un emulo come Di Pietro, il cui partitino è una Forza Italia in minore.
C'è un regime? Può darsi, ma pare più realistico il solito, immarcescibile consociativismo di casta, la spartizione degli affari e del potere nel segno, questo sì, di un conformismo che non lascia scampo e della tipica cafoneria super partes. Però a questo punto cavarsela con le solite televisioni berlusconiane è troppo facile specie quando si vede l'intelligenza di sinistra inventarsi televisioncine di stampo berlusconiano, quando la si vede sposare le cause dei furbetti, dei tronisti, dei Corona, dei Luxuria all'isola della Ventura. Berlusconi ha molti scheletri nell'armadio e molte colpe, ma non quella di un'opposizione evanescente che si accontenta del sottoregime. A noi pare che tutto continui più o meno come sempre in un Paese che ha perduto perfino il senso del proprio squallore e celebra, da sinistra, il governatore presunto ladrone Del Turco come un martire. Del resto, Famiglia Cristiana difende il suo attacco come “libero dibattito”, cosa impensabile in un regime serio.
Non è che le idee siano soffocate: mancano, semplicemente, surrogate da varie mafie e camarille. Quanto a libertà d'espressione, invece, effettivamente le maglie sono ristrette. Però nell'altro senso. Ci sono alcuni totem e tabù che non si possono violare senza venire reietti dall'informazione e dalla sottoletteratura conformista: i rom risorsa irrinunciabile, l'accoglienza illimitata, i giovani intoccabili, il merito antidemocratico, l'atomo di destra, l'America madre di tutti i crimini. Questa fiera dell'idiozia resta comandata dalla sinistra laicista, da quella radicale a quella sedicente riformista che adesso ha scoperto l'idillio con Famiglia Cristiana in attesa di tornare a crocifiggerla. Una sinistra che vive bene nei salotti e nei comfort classisti e consumisti, ma che riscopre l'intolleranza di sicurezza appena torna utile, subito pronta a suddividere l'umanità a seconda dei giornali che legge. Ne incontro una, di queste trinariciute per calcolo, non più giovane, che mi apostrofa all'edicola: sei cambiato, sei berlusconiano, comperi il Corriere della Sera. Le rispondo che l'Unità attualmente non è una cosa seria e non solo perchè ci scrive lei (traghettata dal Corriere della Sera nel sollievo del compagno, ex senatore Pci).
C'è un regime? In un Paese dove nessuno rispetta nessuna regola e il concetto di sanzione è stato praticamente soppresso. A noi pare che certi trastulli metafisici se li possano permettere solo i privilegiati, che coincidono con gli allarmisti. Per tutti gli altri c'è il problema, sempre più alla lettera, della fame - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
sabato, 16 agosto 2008
- 14:35
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Caro Massimo, oggi mi piace davvero tutto, anche la nuova massima.
Quanti ricordi risvegli. Il treno che si infilava sotto l a galleria della stazione di Milano, tutta coperta di vetrate fuligginose, i facchini che arrivavano a prendere i bagagli, il taxi che ci portava a casa , e mai una volta che io potessi sedermi sugli strapuntini; quelli toccavano ai fratelli più grandi; e poi la portinaia Clelia: “Oh, ma come siete cresciuti ! Ecco qui i vostri pesci rossi, stanno bene, gli ho cambiato l’acqua tutti i giorni…” E l’ascensore con le porte di ferro a soffietto, e la panca di legno sovrastata dallo specchio. Noi sbirciavamo là per vedere se eravamo cresciuti davvero e provavamo col dito se arrivavamo a premere i bottoni….Ci aspettava la terrazza ancora fiorita, dove potevamo disegnare “il mondo” col gesso e ricominciare a saltare su un piede solo da un riquadro all’altro, accompagnati dalla vecchia cantilena ;”Am?” “Salam”, ”Am?” “Salam”,……Si giocava ancora al mondo quando eri piccolo tu? Ieri ho visto un nonno superstite che aveva tracciato un “mondo” sulla sabbia e cercava di insegnarlo a una nipotina perplessa… Quanto tempo è passato. Ma forse i pensieri dei ragazzini che devono tornare in città sono ancora gli stessi:” Da domani mi metto a fare i compiti delle vacanze….Che rottura.. Tanto non servono a niente.. E poi la Prof neanche li guarda.. Cosa ce li dà per fare,,, solo per rompere…” E i grandi che fanno finta di scandalizzarsi ma pensano che in fondo hanno ragione i ragazzi. I compiti delle vacanze non servono a niente; una settimana di ripasso serio sarebbe molto più utile per rimetterli in carreggiata…,
Ciao, tu sei una specie di suggeritore… Cristina
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
- 08:45
Ferragosto se n'è andato e non importa quanta estate resta: non sarà più la stessa. Da oggi la stagione comincia a declinare, la testa si sposta al ritorno alla fatica di ogni giorno, una pena che forse cerchiamo, che aspettiamo sempre più impazienti: ricordo quando si ripartiva per la città, ed era un incanto di addii e ritrovamenti, la nostalgia per il mare non più amico si diluiva nell'attesa per la casa da riaprire, il quartiere da riscoprire, i vecchi profumi, le atmosfere ritrovate. Sapendo che durava un giorno, e mi sarei ritrovato a rimpiangere quel caldo. Quei bagni. Quell'isola del tempo. Vorremmo restare sospesi per sempre e non vediamo l'ora di rientrare nel presente. Più che una sindrome di Stoccolma, una sorta di fatalismo, di rassegnazione, sapendo noi quello che ci aspetta: una normalità dell'incubo, tra notizie incredibili e piccoli grandi traumi quotidiani. Il distacco dalle tensioni, la moratoria dagli impegni evapora, già da lunedì ci torneranno addosso i vecchi conti da pagare. E settembre s'intravvede, prima benevolo, illusorio nella sua promessa d'estate eterna, poi, di colpo, al primo rovescio terribile nell'annuncio del freddo che verrà, come una strega cui il vento ha strappato la maschera - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
venerdì, 15 agosto 2008
- 01:19
Se solo fosse un giorno di vacanza questo. Se solo chiunque potesse passarlo come gli pare, sprofondato in mare, avventurato in montagna, in compagnia di una canna da pesca, di amici ad un desco, di un amore esclusivo, di un picnic in campagna. Se solo anche chi lavora si sentisse un po' in vacanza. Se solo per un giorno tutto rimanesse sospeso, le brutte notizie, le delusioni, e questi muscoli in tensione che non si rilasciano mai. Se solo oggi nessuno si facesse male. Se solo al computer non sedesse nessuno. Se solo nessuno venisse a trovare questo blog, perchè ha di meglio da fare. Se solo non fosse un ferragosto da film di Verdone, ma un giorno da ricordare. Se solo nessuno fosse solo. Almeno oggi - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
giovedì, 14 agosto 2008
- 09:16
Un libro non per l'estate ma per l'anno intero. Un libro che è stato una sorpresa, per quanto bene è scritto, e una scoperta per le informazioni al di là di ogni immaginazione. Dedicato ai Pangloss che, se crolla il mondo, si spostano di un centimetro e si scrollano il polverone dalle spalle. Mc Mafia, di Misha Glenny, Mondadori strade blu. Abbiate il coraggio della realtà - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
mercoledì, 13 agosto 2008
- 13:53
ATTENZIONE!
IMMINENTI DUE NUOVE DATE DELLO SCONCERTO TOUR
PAOLO BENVEGNU' E MASSIMO DEL PAPA
IL 22 AGOSTO A CENTOBUCHI (AP) BREVEVITA VIDEOBAR
IL 23 AGOSTO A PESCARA
PER MAGGIORI DETTAGLI, CONSULTATE
LO SPAZIO "SCORRIBANDE"
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE
- 00:32
28 GIORNI
Salvate il soldato Del Turco. Che dopo 28 sanguinosi giorni di carcerazione preventiva (ma cosa sono 28 giorni in una vita da Del Turco?) è ormai un eroe dei nostri tempi: intervistato, coccolato, mitizzato insieme alla Sacra Famiglia, figli e congiunti e perfino il cagnolino, per Del Turco sembra profilarsi un rilucente futuro dopo il fulgido passato interrotto dall'apostrofo galeotto. Oggi, si sa, la cella è un must, uno status symbol, meglio se in isolamento, regala l'aura di martire patriottico, come Confalonieri allo Spielberg, ma ancor di più è una conferma del potere: se ha meritato la gattabuia vuol dire che ha fatto quel che ha fatto e se lo ha fatto vuol dire che poteva farlo. Ma dove vai se un po' in prigione non ci stai? E allora, sotto col panegirico, che non è fine a se stesso: quando in soccorso corre la grande stampa, corrono i grandi giornali progressisti o liberali, che le cose le sanno davvero come sono anche se non sempre le dicono, e che soprattutto sanno come andranno a finire, è il segno che si preparano assoluzioni, riabilitazioni e strapuntini parlamentari o comunque di Stato (anche per il resto della Sacra Famiglia Intervistata, cioè ossequiata). Del Turco, le cui accuse – presunte ruberie sistematiche per una dozzina di milioni d'euro, a capo di un sodalizio tra politica e malaffare - già nessuno ricorda più, a cominciare dall'informazione pubblicitaria, nei suoi 28 giorni di calvario non ha perso un grammo anzi si è ripresentato, parole sue, “in forma smagliante”. Come all'uscita dal beauty farm. Di sicuro non ha patito la solitudine: a visitarlo, una processione interminabile di colleghi di ogni risma, dove per colleghi s'intende gente a vario titolo di potere. Vista la tempra, è difficile credere che con l'illustre detenuto abbiano parlato del tempo, di cucina o di quadri. Quelli, almeno, dipinti da Del Turco - Massimodelpapa
OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
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