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domenica, 30 aprile 2006

- 10:29

PENSIERINO DELLA DOMENICA
A CASA, A CASA!
La mancanza di dignità, più che di serietà, con cui si è formalmente aperta la nuova legislatura, nel segno della continuità mafiosa con Berlusconi, dimostra, ad abundantiam, come si ormai illusorio, e forse complice, votare un Palazzo che non si pone nemmeno più il problema di rappresentare altro che se stesso, il Proprio potere mafiosamente concordato e spartito. I tg di regime si sono equamente fiondati tra gli abbonati a vita del Palazzo, che considerano da sempre “cosa nostra”, e gli esordienti totali, giulivi nella loro sconoscenza di una politica mai bazzicata fino a ieri. Sopra loro, al Senato per poco non la spunta un picciotto di 87 anni, alla Camera va un inetto, prima da sindacalista poi da politico, che ha preteso la poltrona senza se e senza ma e poi l'ha dedicata, offensivamente, “alle operaie e agli operai”. I quali non dispongono di tenuta con piscina come la sua in Umbria. A questo punto si precisa meglio il senso della rifondazione comunista e della sua icona Luxuria. Da “lusso”, non altro.
mdp
p.s. Bersagliato dalle continue invasioni di Di Pietro alla mia casella elettronica, con implacabili quanto scolastici articoletti, ho dovuto prendermi, io, la briga di andare sul suo sito, disiscrivermi, eccetera. Ho la matematica certezza che non servirà. Ma una cosa vorrei sapere: chi gliel'ha dato, al legalitario Di Pietro, il mio indirizzo e sopratutto il diritto di scassarmi i cabasisi?

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sabato, 29 aprile 2006

- 12:53

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Massimo,
Melissa p.(o chi per lei) che scrive su "internazionale"... Eppure ieri sera ho bevuto solo un succo di frutta e un caffe'. E' possibile che non sia rimasto quasi piu niente a questo mondo che non mi susciti un enorme, perplesso e disgustato "mah..."?
Cosimo

Possibile.

mdp

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venerdì, 28 aprile 2006

- 11:30

CALCI IN CULO OFFRONSI
Le brigate islamiche, cui si attribuisce l'attentato coi tre morti italiani, puntualmente esaltato dai gruppi più antagonisti, soprattutto della intelligenza e della dignità, paiono le stesse cui si attribuisce il massacro di Enzo Baldoni.
A esprimere cordoglio, su tutti la banda di malfattori che a tutti i costi ha voluto infilarsi in questa guerra, senz'altre ragioni che il tornaconto personale e affaristico di Berlusconi. E per carità non li chiamassero eroi, questi altri tre mandati a farsi annientare per niente. Erano, come sempre, poveretti finiti nel posto peggiore del mondo per la famiglia, per uno stipendio più umano, per una illusione raccontata loro dalla propaganda di regime. Che continuerà, più forte e bugiarda di prima: è l'unica strada possibile, a questo punto.
Berlusconi non verrà riprocessato grazie alla legge dell'on. Pecorella, del partito di Berlusconi, che vieta ulteriori giudizi a chi è stato assolto in primo grado. L'avv. Pecorella, legale di Berlusconi, dopo il felice esito processuale dovuto alla legge dell'on. Pecorella, deputato di Berlusconi, ha così commentato: “Ci sono dei giudici a Milano”. Peccato che a Milano non ci sia chi piglia a calci in culo l'on. avv. Pecorella.
Sessant'anni fa, brigava giovinetto nei lavori preparatori alla Costituzione. Poi ci sono stati il boom, lo sboom, la strategia della Tensione, la Cia, la P2, Gladio, Sindona, Pecorelli, la mafia, una prescrizione per i capelli, e Andreotti è sempre qui, arbitro del nostro destino politico. Agghiacciante, allucinante. E vergognoso: uno che, secondo la Cassazione, teneva contatti privilegiati coi mafiosi di altissimo livello, proposto per la seconda carica dello Stato. Se c'è un Paese gattopardo, questo è l'Italia.
Vladimir Luxuria, sempre più intelligente, dopo la donna perfetta identificata nella velona rifatta Santanchè, ha definito il suo uomo ideale: Cossiga, questo vecchio rottame dello spionismo atlantico, il peggio del peggio del regime democristiano passato indenne dalla strage di Moro a quelle di Ustica, di Bologna e sempre salendo di grado fino al Colle, dove si è distinto per picconate demenziali e scellerate. L'amico di “Lillino” Gelli, l'organizzatore di Gladio il quale, per tacer del resto, in occasione dell'ultimissima strage a Nassirya, costata 3 morti italiani, ha commentato in modo sciacallesco: “Il 25 aprile Milano ha chiamato, il 27 Nassiriya ha risposto”, con allusione ai noglobal e movimenti di cui Luxuria è icona. Ma Luxuria lo vuole, questo tutt'altro che splendido ottantenne. Si mettessero un po' d'accordo... Intanto, ieri al telegiornale servizio sull'esordio luxurioso: passa mezz'ora a scegliere tra giacchine e scarpette col tacco alto. A quando un calendario?
Massimo Del Papa

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- 09:54

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Hai visto l'ultima di Vladimira, nell'intervista a Newssettimanale sul suo esordio a Montecitorio (riportata su Dagospia)? "In questo periodo mi piace un look minimal, lesbo chic newyorchese". Ma che vada a cagare. Siamo nell'eterna commedia dell'arte, non c'è niente da fare. Buon weekend Massimo, ciao
Davide

L'importante è che sia chic...

mdp

Ciao Massimo, mi chiamo Davide. Ti leggo sempre quasi avidamente, anche se l'effetto è purtroppo deprimente. Volevo chiederti, 1. considerato tutto, non ti sembra che una delle poche degne persone rimaste nel cosiddetto Palazzo sia Scalfaro ? altro che il presidente sciaboletta (geniale la tua definizione...) 2. invogli davvero a emigrare. ma tu dove andresti ? una coppia di amici sta pensando di andarsene in Danimarca....
Grazie molte se vorrai rispondermi. Un carissimo saluto,
DG

Anche a me piace Scalfaro: è un galantuomo; e mi piacerebbe perdermi in qualche isoletta del mediterraneo, dove c'è il sole tutto l'anno, non servono vestiti e non si paga lo stipendio e la pensione a parlamentari vergognosi come i nostri.
mdp

Caro Massimo leggendo “in utero” , più specificatamente quando parli delle bandiere di Israele bruciate in nome dell’antinazifascismo, mi è tornato in mente un avvenimento avvenuto durante la gita scolastica svoltasi a Praga. A Praga esiste un quartiere ebraico con cimitero, museo, sinagoga, ecc. e per visitare i luoghi chiusi (sinagoga e museo) bisognava indossare la kippa. A parte i soliti stronzi che si definiscono fascisti, che del fascismo non conoscono niente, neanche quello scritto nei libri di scuola in quanto re-interpretato, a proprio piacimento, da colui che ha maggiori contatti con la demenza di gruppi quali Forza Nuova e altre stronzate simili, ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’affermazione di un mio compagno che si definisce di sinistra. Dopo avermi visto con la kippa in testa, indossata per rispetto religioso, nonostante sia ateo, e per rispetto di coloro che sono morti nei campi di concentramento, mi ha domandato, quasi con scherno se ero dalla parte di Israele e di conseguenza contro Hamas. Ho evitato di rispondergli onde evitare di doverlo insultare. Ripensandoci, però, sarebbe stato meglio fargli notare alcune cose: 1 se devo odiare tutti gli ebrei per ciò che ha fatto Israele cadrei in un circolo vizioso che mi porterebbe ad odiare ogni essere umano, in quanto appartenente ad una categoria che lungo la storia ha fatto del male ad un’altra categoria in quel momento più debole; 2 non metto in discussione che lo stato di Israele abbia commesso crimini incresciosi nei confronti del popolo palestinese (e con questo non significa che tutti gli israeliani siano in sintonia con la politica nei confronti dei palestinesi), ma ciò che fanno i kamikaze palestinesi non può essere equiparato, in quanto a crudeltà nei confronti degli indifesi, cioè i civili, a ciò che fa Israele? Per quale motivo se lo fanno i palestinesi è una cosa giusta e se lo fa Israele diventa il crimine più orrendo che si possa commettere? 
Massimo, Sondrio

Caro Massimo, sono appena rientrato dopo una piacevole passeggiata per il centro della mia città, Civitanova. Un posto che più passa il tempo e più mi convinco sia una specie di cartina di tornasole dell'Italia moderna. Civitanova si è trasformata, come altre città della costa marchigiana, e stasera ho guardato questo passaggio con occhi diversi, più critici. Ho visto la Civitanova che diventa una specie di centro commerciale all'aria aperta, una caricatura della pacchiana Milano Marittima in salsa post-industriale. Sviluppo "borghese", potrebbe dire qualcuno: invece no, non c'è quel senso di borghesia raffinata di Pesaro, di Parma o di città del genere; è quasi uno specchio di questa Italia da grande fratello, dove spuntano come funghi coiffeur e centri estetici e c'è sempre meno posto per la Bellezza, per l'Anima. Macchine alla moda, gente alla moda, negozi alla moda...mi sentivo un un fantasma, un pesce d'acqua dolce in una vasca ovattata dove chi non rincorre determinati modelli diventa quasi invisibile. Io mi relaziono male, io non parlo più, io in centro non ci vado mai. Sono diventato io stesso una periferia, un posto senza lustrini con qualche marciapiede sbrecciato. Sarà destino essere sempre una minoranza, pensare come una minoranza, stare bene solo con la minoranza? Non so. Non credo alle categorie stagne tipo la dicotomia borghesia-proletariato. Prendiamole però per buone: questo che c'è oggi cos'è? In giro non c'è una lira, ma si inseguono i feticci dello stereotipo "vincente", "brillante". Cosa accade? In cosa sono immerso? Pasolini c'aveva capito tutto, me ne convinco sempre di più.
Cristiano.

E se riescono a fare quella mangiatoia a cielo aperto chiamata Quadrilatero, sarà anche peggio.

mdp

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giovedì, 27 aprile 2006

- 14:04

IN UTERO
Gian Antonio Stella da' conto oggi sul Corriere dell'ambiguità di Bertinotti che, a parte il consueto spreco di parole, resta nel guado con le punte meno razionali del movimento noglobal. Si sa che Rifondazione trae linfa da quei movimenti, che spesso provvede a coprire le spese dei centri sociali (certo non tutti uguali) egemonizzandoli, controllandoli, l'esponente non si sa di cosa Francesco Caruso è stato promosso parlamentare proprio in quanto cinghia di trasmissione anche se i più radicali, da Casarini a don Vitaliano, ne hanno disprezzato la scelta considerandolo venduto. Comunque sia Caruso rappresenta chi solidarizza con Hamas e in questi anni gli episodi di ambiguità, quando non di idiozia, ai cortei e sui giornali della sinistra rifondarola non si contano, dalla contestazione offensiva alla Moratti che così incassa senza combattere palazzo Marino, cui è candidata, all'omertà penosa sulle devastazioni di corso Buenos Aires sempre a Milano, al berlusconismo antigiudiziario di estrema sinistra a Bologna, ai cortei coi finti kamikaze imbottiti di esplosivo, ai “sì però” che accolgono ogni strage in medio Oriente comprese quelle ai danni di italiani, per dire l'ambiguità di non condannarle mai a fondo, di tenere sempre qualche riserva con cui “contestualizzarle”, cioè sotto sotto comprenderle se non giustificarle, alla questione più scabrosa di tutte, l'antisemitismo e l'antiebraismo, le bandiere assurdamente bruciate nel nome dell'antinazifascismo militante. Bertinotti sa bene che simili atti non sono semplice frutto di fanatismo, sono concepiti per minare o sabotare qualsiasi prospettiva di potere a sinistra, che nell'ottica dell'estremismo storico fuori della dittatura del proletariato e della guerriglia di lunga durata rappresenta sempre la vecchia socialdemocrazia, il tradimento riformista. Dunque Bertinotti non può cavarsela annacquando la sua solidarietà universale, “siamo tutti ebrei, neri, rossi, gay, lesbiche, portoricani, aborigeni”, questi sono trucchi da guitto come quando pretende di rifondare il comunismo su basi pacifiste, nonviolente facendo fuori i Ferrando che saranno sgradevoli ma hanno l'unico torto di essere rimasti ad una interpretazione storicamente ortodossa, meno sconclusionata sul comunismo. È ipocrisia bella e buona, è una presa in giro far fuori Ferrando e tirare dentro Caruso che sta non con l'Hamas che presumibilmente, nei tempi medio-lunghi, diverrà, cioè piaccia o non piaccia una forza di governo con responsabilità di governo, ma quella che è stata finora, ovvero una forza rivoluzionario-terroristica con azioni stragistiche indiscriminate. Forse seguendo i consigli della politologa Valeria Marini, Fausto si è raffinato, non si limita più a corrodere i governi di sinistra dall'interno, adesso comincia a minarli prima ancora che nascano. Invece che dalla culla, parte direttamente dall'utero. L'ambiguità del suo partito e dei suoi megafoni in poche settimane sulle questioni più urgenti sta sbriciolando qualsiasi ipotesi di ragionevole durata del governo che verrà, naturalmente col generoso aiuto, secondo tradizione, del resto della compagnia, che si ostina a rimuovere come “trascurabili minoranze” gruppi in grado di devastare la via commerciale più importante di Milano o di rovinare la ricorrenza civile più importante, suscitando sconcerto e ripensamenti in chi ha votato centrosinistra: gli effetti si vedranno, prestissimo, già a Milano dove la Moratti governerà per almeno 5 anni con l'aureola della martire antifascista. Un capolavoro di autolesionismo di cui Bertinotti non sembra preoccuparsi, come quando, per ore in bilico sul seggio degl'italiani all'estero, ripeteva tutto giulivo che l'unica cosa importante era il suo 7 e passa percento. Dopodichè, con foga degna di un democristiano d'antan, ha messo all'incasso il voto dei movimenti pretendendo per se' la poltronella della Camera. Ma quanto ci resterà seduto sopra?
Massimo Del Papa

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- 11:05

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Massimo, quella notizia di Mick che frega il posto in albergo al cocainomane squagliatore di bambini iracheni dovrebbe leggerla Gino Castaldo, quello che da anni dice che gli Stones so' bolliti, mentre nel frattempo elogia Alex Britti.
Stefano

Ormai a Castaldo non lo svegliano più manco settemila caffè...
mdp

Ciao Massimo, recentemente sul Corriere ho letto un articolo dove si parlava di blog e bloggers più o meno celebri, spesso giornalisti. Si diceva che ciascuno di loro deve guardarsi da provocatori, mitomani, gente che va a sfogare il proprio odio o la propria frustrazione. In effetti è vero, ogni discussione su qualsiasi forum, dai più importanti a quelli più nascosti e privati, dopo un po' degenera in una serie di scazzi, ripicche e deliri personalistici. Anche a te succede? È per questo che a suo tempo hai tolto l'accesso ai commenti? Bah, dieci anni fa si diceva che internet avrebbe ampliato la democrazia, a me pare che replichi semplicemente il peggio e che abbia reso democratica soprattutto l'alienazione.
Andrea, Roma

I provocatori sono il sale della vita, reale e virtuale. Basta saperli gestire, e possono far comodo anche loro.
mdp

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mercoledì, 26 aprile 2006

- 13:49

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Caro Del Papa, è la prima volta che ti scrivo, e proprio non mi potevo trattenere. Io vivo a Sassari. Bene, il giornale della mia città ha pubblicato un'intervista alla mai troppo vituperata Melissa P., di cui mi sono accorto in ritardo gironzolando per il sito del quotidiano. Guarda un po', a sorpresa, chi ti nomina nella penultima risposta... :-)
Antonio

Sì, ma anche l'accenno al “livore” è tipico... Ma questi non hanno retroterra, non hanno storia, son venuti su dal niente, Melissa P come tutti gli altri dagli anni Novanta in poi, anni di mercantilismo editoriale, di sinergie, di casi studiati a tavolino. Quello dell'anonimato di Pulcinella è un gioco penoso, è l'assenza onnipresente d'importazione americana che da noi fa scalpore perchè siamo sempre un passo indietro. Le loro provocazioni sono penose, infantili. Deridono il cordoglio per la morte di Marco Biagi, definito uno di cui non si sente la mancanza in quanto nemico di classe, con una ignoranza dei fatti deprimente, ma poi non hanno il coraggio di portare all'estremo la provocazione, di dire che stanno con le BR che l'hanno ammazzato. Si schierano con un gruppo di satanisti da fumetto e rimediano, uno di loro, una condanna per la diffamazione di un magistrato, come a dire che ha scritto il falso, che è un cialtrone. In giudizio questo si difende in modo incredibile, da piccolo-borghese quale è, tenta di svicolare, di scaricare la colpa sull'editore, sul nome collettivo, che essendo uno pseudonimo non sarebbe perseguibile. Ma si può? Difendono il terrorista Battisti condannato per svariati omicidi ma poi scrivono “non sappiamo se sia innocente”, come se fosse questione marginale, trascurabile. Questi sono mezzi penosi, buoni per gente che sfrutta ogni bassezza per promuoversi. Sono anche vili: insieme a quel loro amico, un rudere del sovversivismo romantico, con me non hanno avuto la dignità di una polemica personale, hanno coinvolto estranei, hanno spiattellato in rete fatti privati, commettendo illeciti penali. Anche la bufala del copyleft è fumo negli occhi, applicano la libera diffusione di programmi informatici ai loro libroni che c'entrano niente: consentono di scaricarli dal loro sito ma è una strategia pubblicitaria concepita con la berlusconiana Einaudi, perchè chi ci sta a tirar giù sette ottocento pagine e a rilegarle? Le loro spiegazioni sull'entrismo mercantile che praticano, ovvero fare affari con un editore che definiscono fascista e infame, non sono degne neppure di attenzione, sono prese in giro all'intelligenza. Chi sta nel giro sa benissimo quali sono le condizioni per poter aspirare alle corazzate di regime. Quello che è vero, è che anche loro, nel loro piccolo, hanno incrementato il monopolio politico-industriale di Berlusconi, cui se hanno dato qualche fastidio nessuno mai se n'è accorto. Ma, come diceva Balzac, c'è gente che farebbe qualsiasi cosa pur di vendersi. Si muovono da capitalisti, negoziando spazi pubblicitari, recensioni e anticipi, altro che generale Giap. Una tale resa liberista non si era mai vista, ma si spiega perchè il loro è marxismo fumogeno, da poster in cameretta, le campagne pro Battisti coprono l'affarismo. Le rendite di posizione prima ancora delle percentuali: hanno capito che in un regime monopolista in cui Berlusconi controlla l'editoria, la distribuzione e la pubblicità, nessuno si azzarda a stroncare i loro libri. Non vale solo per questi, ma per loro di più perchè sono sedicenti oppositori, antagonisti a parole di un sistema che nella pratica, anzi nel “pratico-inerte”, condividono alla perfezione. Uno di loro mi ha scritto una letterina patetica, straziante dove mi parlava di fatti familiari, di figli, un rivoluzionario alla buona. Si doleva perchè, “anche solo per stroncarli”, non leggo i suoi libri, ma per carità: quella è roba fatta in serie, romanzetti d'appendice e quanto ai polpettoni storici le ricerche in biblioteca le abbiamo fatte a suo tempo, a scuola. A parte che con anonimi venuti su dal nulla, di un simile livello culturale ed etico, qualsiasi sospetto è lecito.

mdp 

Caro Massimo,
"La sinistra dell'odio scende in piazza: bandiere bruciate e insulti alla Moratti". Ecco piu o meno il riassunto dell'informazione di regime. Premesso che ho trovato assolutamente ridicolo il veder sventolare vessilli di partito, le bandiere cubane, gli striscioni contro Berlusconi e le bancarelle al seguito con simpatiche magliette raffiguranti Stalin e bottiglie incendiarie (10 euro esentasse) e che i fischi alla Moratti (che pero' dovrebbe evitare di rendersi ridicola fingendosi stupita da tutto cio') li ho trovati fuori luogo. Pero' moltissima gente e' scesa in piazza lasciando a casa le proprie ideologie, senza vessilli, magliette e striscioni e trovo francamente tristissimo che si debba continuamente etichettare sotto le stesse ipocrite definizioni migliaia di persone. Ero con Sara sulle mie spalle e mi fa schifo che mi si debba odiare grazie ad una propaganda fascista che fa leva su pochi idioti. Mi fa schifo.
Cosimo.


Ma certo: io pure ieri sera a Porto San Giorgio ho presentato uno spettacolo antifascista di Biacchessi e sono spuntati i soliti mascalzoni col saluto romano e per poco non ci scappa la rissa. Però sarebbe anche ora che la sinistra si depurasse una volta per tutte dai cretini deliranti che, in nome dell'antifascismo militante, bruciano le bandiere degli ebrei israeliani.
mdp


Caro Massimo,
in questo periodo stavo riflettendo su ciò che è avvenuto negli ultimi cinque anni e ho cercato di cogliere qualche aspetto positivo. Almeno uno l’ho trovato: a mio avviso, Berlusconi, ha avuto la capacità involontaria di far emergere, oggi più di ieri, le vere personalità dei protagonisti della politica, dell’informazione e del mondo intellettuale. Adesso, lo spero, si riescono a riconoscere le persone di cui fidarsi, di chi ha veramente la schiena dritta e di chi riesce a conservare un po’ di dignità, rispetto ai servi, agli opportunisti, ai cialtroni e a i finti “indipendenti”. Desidero aggiungere al mio pensiero una considerazione, a proposito del servilismo imperante in Italia, tratta da un’intervista di Marcantonio Lucidi a Paolo Sylos Labini per il periodico “Avvenimenti”, pubblicata anche in seguito nel saggio “Ahi serva Italia, un appello ai miei concittadini” curato da Roberto Petrini.
UN PAESE DI CAMERIERI
D. Professor Paolo Sylos Labini, la caratteristica più perniciosa di questo centrodestra è l’incompetenza o la scarsa attenzione alla legalità?
R. Tutt’e due. L’incopetenza e la scarsa attenzione alla legalità sono intrecciate: Berlusconi per mantenersi al potere ha bisogno di camerieri, i quali possiedono la peculiarità di obbedire, ma quasi mai quella di essere colti. La loro abilità è servire. Chi possiede un qualche valore e una qualche competenza, non può essere servo fino in fondo, quindi con Berlusconi non dura. A un mio amico che è andato con Berlusconi, dissi: guarda, non è sufficiente che tu t’inchini. Adesso ha capito che avevo ragione, però gli ho tolto il saluto. I miei rapporti con il prossimo vengono meno quando lo vedo fare il servo. Allora parte il disprezzo.
Daniele

I camerieri ci seppelliranno. Camerieri di tutto il mondo, unitevi!
mdp

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- 12:34

ENTROPIA DEI SENTIMENTI
Una implosione sta risucchiando il mondo. La scomparsa della tenerezza. Tenerezza è pulizia. È la lealtà di guardare dalla finestra e vedere esattamente quel che si vede. Godendo di quello spettacolo come il bimbo. Pulizia è il coraggio di fidarsi, e non tradire la fiducia ricevuta. A me piaceva commuovermi. Ho smesso quando è diventato micidiale. Ma soffro in un mondo che non sa rinunciare allo sporco, e lo nobilita in mille modi. Ci fu un tempo in cui un bambino era una fontana di sorprese. Non un banale piccolo uomo laido. Con le stesse avidità, gli stessi vizi. La stessa arroganza depravata. Si chiama consumismo l'implosione del mondo, e uccide più della fame. Non c'è gesto che non ne celi un altro, non c'è intenzione che non sia schermata, non c'è coraggio che non copra viltà. Condannati a cercare il marcio in ogni cosa, lo troviamo e semmai lo inventiamo. Sentirci puliti. Indifesi. Vulnerabili. Antieroi. Quando mai? Evirati dei sogni, dell'ingenuità. Del gusto di sentirci indifesi. Uno slancio spontaneo ci stronca, ci destabilizza. Finisce che lo odiamo. La nostra anima è come quegli organismi che senza veleno soffrono: le antitossine non trovano più cosa combattere. L'affetto ci ferisce, la tenerezza la temiamo, la eludiamo. Entropia dei sentimenti. Ha detto il padrone d'Italia: non posso credere che esistano coglioni che non fanno i loro interessi. Ecco il nostro veleno. Milioni d'interessi privati fanno un olocausto. Perdoniamo mostri, sentendoli vicini. Non diversi da noi. Perdono preventivo, a scanso di guai. Il coraggio d'esser fragili, non possiamo permettercelo. E il cinismo c'intossica, ne siamo dipendenti. Si pensa che i buoni siano fragili, povere mezzeseghe. Ma io ho visto durissimi cuori d'oro. Solo un forte può reggere il carico dell'amore, quello che nasce dalla sofferenza. Solo uno tosto può guardare il dolore e non lasciarsi annientare. Vagamente ricordo quando mi commuovevo, come un potere che non so come ho perso.
Massimo Del Papa

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martedì, 25 aprile 2006

- 00:00

25 APRILE DA ROTTAMARE
Resistenza, Liberazione, Democrazia. E poi 60 anni di misteri, di stragi, di rimozione forzata, di libertà vigilata dagli Stati Uniti. Intanto la memoria s'è ammalata, ci sono molti modi per infettarla la memoria: riscrivere la Storia col revisionismo tendenzioso o bugiardo, riscriverla nelle parole, patrioti quelli che stavano dalla parte dei nazifascisti, missione di pace una guerra di occupazione, liberismo per dire rapina legalizzata e uno sfruttamento dei ricchi sui poveri che non si ricordava da due o trecento anni. Infine si può annientarla la Storia, seppellendola sotto colate di reality, di calcio, di pornografia televisiva. Risultato il berlusconismo, col corollario che dopo 60 anni dipendiamo ancora da un sommo sacerdote della sovranità limitata, quel Giulio Andreotti al centro di tutti i misteri, gli omissis, la Cia, la P2, Gladio, i neofascisti, la Tensione, la mafia. Andreotti il 7 volte presidente del Consiglio, il principale responsabile dell'occasione mancata chiamata Italia, il mafioso prescritto a termini di Cassazione, rischia a 87 anni di salire sullo scranno più alto del Senato condizionando la difficile transizione dal berlusconismo a un regime meno infame. Quale storia, quale memoria? Quale democrazia? Quella fondata sul conflitto d'interessi? Tutti invocano “una legge al più presto” e questo è il segnale che non si farà mai. Fausto Bertinotti, che non vuole rifondare un bel niente, prospetta improbabili dimagramenti per Mediaset, tacendo della condizione d'illegalità in cui è cresciuta fino a divenire monopolio e tirandosi addosso gli anatemi del mondo politico: fra i più invasati un altro comunista da operetta, il Marco Rizzo convinto che “pagherebbero i lavoratori”. Anche la mafia dà lavoro a parecchia gente, ma a spartirsi i profitti sono i boss. Scriveva sul “Ponte” Guido Calogero nel 1945: “La Storia ci dice quel che gli uomini hanno fatto [...] non ci dice quale deve essere il nostro proposito di azione e orientamento... dobbiamo anche interrogare la nostra coscienza morale, e attingere ad essa il supremo principio direttivo della condotta; al senso delle realtà e delle possibilità, fornito dalla puntuale esperienza storica, si accompagni quel senso della doverosità, che solo la coscienza morale suggerisce”.

Massimo Del Papa

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lunedì, 24 aprile 2006

- 17:25

ULTIM'ORA

AUSTRIA: MICK JAGGER "SOFFIA" LA SUITE A BUSH
(AGI) - Londra, 24 apr. - Braccio di ferro a distanza tra Mick Jagger e George W. Bush per una suite d'albergo a Vienna. Il leader dei 'Rolling Stones' ha fatto prenotare l'appartamento dell'Imperial hotel, a cinque stelle, nel cuore di Vienna, per giugno, quando si esibira' nella capitale austriaca. In quel periodo e' atteso a Vienna anche il presidente degli Stati Uniti, e lo staff della Casa Bianca ha contattato la direzione dell'albergo per chiedere che la suite e l'intero piano fossero riservati per Bush. Nella suite, attrezzata con un letto di due metri e mezzo, candelabri e pitture a olio, hanno soggiornato in passato gli ex presidenti Ronald Reagan, John F. Kennedy e George Bush padre. Secondo una fonte vicina a Jagger, citata dal 'Sun', il cantante e gli altri componenti del gruppo non ne hanno voluto sapere di cancellare la prenotazione. Nel suo ultimo album, "A Bigger Bang", la storica band ha firmato un pezzo in cui critica aspramente la politica di Bush in Iraq.

E poi hanno ancora il coraggio di chiederci perchè amiamo i Rolling Stones...
mdp

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Solcando i sette mari

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L’obiettivo nostro è ancora scrivere di vita

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La massima di Massimo

In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
Ascolta in streaming segui

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MassimoAscolto


La presentazione e... ascolta in anteprima
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Scorribande


DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
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