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giovedì, 31 agosto 2006

- 13:59

TRENTENNI DA BUTTARE
Dopo l'avvento dei single, il ritorno della coppia, i 40enni rampanti, i sempreverdi in età da pensione, chiamarli vecchi sarebbe una strategia suicida, i neonati e i feti, gli adolescenti fino al mezzo secolo, l'industria pubblicitaria travestita da informazione ha scoperto i trentenni: che sarebbero tutto e il suo contrario, fragili e volitivi, teneri e incazzati, nostalgici e sparati nel futuro. Insomma non esistono. Come ha fatto il circo mercantile sponsorizzato dal giornalismo finto-critico a lanciare il nuovo target? Ingaggiando un oscuro regista turco, noioso ma di tendenza, e facendogli fare un film “sentimentale” cioè una telenovela in stile sudamericano ad uso e consumo televisivo, su questi misteriosi trentenni dove la protagonista è Ambra, al secolo Angiolini. Ambra chi è? È la proiezione di un mondo lontano, un fantasma lolitesco sgonnellante in un programma berlusconiano che fece epoca per allusiva volgarità. Si insinuò, certamente un'esagerazione, che gli ambiziosissimi genitori avessero venduto la figlia al regista Boncompagni che la imbeccava via radiotelefono. Quello che si vedeva, era una ragazzina capeggiare un esercito di coetanee sapientemente vestite per sconvolgere i voyeur da monoscopio canticchiando “merda merda merda”. Boncompagni non si limitava alla pruderie da voyeur in ciabatte, pensava al futuro e dettava alla bambina certe frasi allucinanti sulla necessità, nel 1994, di “votare Berlusconi che sta dalla parte del Padreterno mentre Occhetto è per il demonio”. Naturalmente in modo ironico, ci mancherebbe. Poi, come sempre accade, la bambina crebbe e non servì più a turbare i sonni degli sfaccendati, venne sostituita da carne più giovane e s'infilò in una serie di fallimenti uno più drammatico dell'altro, tipici di chi è nato senz'arte né parte. Finchè un matrimonio riparatore con un cantante anche lui mediocre e due figli strombazzati il giusto non hanno preparato, accade anche questo nell'incubo spettacolistico, la rinascita come guru dei trentenni – avrà azzeccato finalmente manager, la ragazza? - prima in televisione adesso anche al cinema.
Questa trentenne vagamente usata, come già appassita, è un fulgido esempio di inetta con un passato imbarazzante da rimuovere. Sarebbe la generazione zero, delle nullità, veline passate con velleità artistiche, conduttori ignoranti e vanesi come Andrea Pezzi, scrittori analfabeti che prestano la faccia per sfornare best-seller da far rimpiangere Liala, manager alla Lapo che non hanno mai diretto niente a parte qualche orgia tossica. Se è l'inettitudine vagamente sordida e esibita al potere come richiesto dal mercato pubblicitario, allora ci siamo. Ma se gente così deve rappresentare una generazione nel guado fondamentale tra gioventù e età della ragione, quello che un tempo era “il mezzo del cammin di nostra vita”, allora significa che qualcosa, o molto, non funziona nella società attuale e in quella che si prepara.
Massimo Del Papa

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mercoledì, 30 agosto 2006

- 11:11

IL REALITY DI NATASCHA
C'è tutto nella storia della ragazzina segregata per otto anni e tornata alla libertà con una fuga rocambolesca grazie a un momento di distrazione inspiegabile, da un carceriere ossessivo che non si era mai tradito e finisce per allonanarsi, lasciando incustodita la prigioniera, perchè “infastidito dal rumore dell'aspirapolvere”. C'è tutto come in un romanzo giallo o un reality: l'orrore, l'oscurità, la tensione, il lieto fine e il ritorno alla vita con quella lettera letta dal legale della bambina, ormai adulta, convitata di pietra, presentissima assenza, nella sua foto seriale, warholiana, tra la selva di telecamere e microfoni e taccuini. Che a vedere la scena, pareva un'operazione mediatica repellente quanto efficace. Si fatica a credere che la ragazza abbia scritto una sola parola di quanto le viene attribuito, più facile sospettare che sia guidata, piuttosto che da un team di psicologi, da uno di consiglieri pubblicitari che calibrano tutto, dal mix di infantilismo e saggezza, alla inspiegabile, ma seducente forza di un carattere che non ha potuto svilupparsi in quelle condizioni, fino alla comprensione per l'aguzzino, appena venata di affetto (così anche quel tanto di morbosità che è quasi obbligata quando si vuol vendere un qualsiasi prodotto, anche umano, è assicurata). Non manca, si capisce, il “perdono”, che è il grande lubrificante del pensiero umanitario-pubblicitario per far tutti contenti, vittime, carnefici (anche se defunti), lettori-consumatori e la Chiesa che va accontentata anche lei. Altri particolari vengono aggiunti di giorno in giorno, per mantenere la suspence mediatica: forse è incinta, forse è stata lasciata andare, forse la famiglia d'origine era complice, forse c'è in ballo un'eredità milionaria, in un gioco di specchi dove, proprio come pretende la bassa cucina scandalistico-televisiva, tutto si può smentire e tutto è vero ma mai sul serio. Reality, alla lettera.
Di un'altra cosa non pare lecito dubitare: che sulle ceneri di questa storia, che sembra fatta apposta (altro che le banali porcate di Melissa) per trarne prima una serie di sospirate, ma infine lucrose interviste a pagamento, poi una ancor più redditizia autobiografia, da cui trarre il fatidico film, ci si arricchiranno in tanti: a partire dall'avvocato della giovane (ex) schiava (?).
Massimo Del Papa

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martedì, 29 agosto 2006

- 12:23

DENTRO ME
Quando c'è quella stanchezza che non lascia spazio, e non vuoi saperne di nessuno, e non vuoi sentire più nessuno, e non sopporti la faccia nello specchio, e non sopporti nessun giorno vecchio, e pensi di stare inquinando il mondo, e che sarebbe meglio liberarlo. Quando non ce la fai a dar retta a nessuno, sei saturo dei tuoi problemi, degli altrui, non trovi posto per nasconderti e il futuro è vuoto, morto, esaurito. E nessun disco, nessun libro, nessuna voce soccorre, ogni presenza è molesta, ogni speranza assurda. Quando vorresti gridare “lasciatemi stare!” ma tanto non c'è nessuno che ti cerca. È dura in giorni così, quando il peggior nemico ce l'hai dentro. Vorrei capire cosa c'è dentro me. Ma non c'è niente. Solo una gran morte.
Massimo Del Papa

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lunedì, 28 agosto 2006

- 13:52

L'ODIO DEI DEMENTI
Io non lo so se Renato Biagetti fosse “vicino ai centri sociali” e non me ne importa niente. Quello che so è che è stato sacrificato un giovane, a detta di tutti, buono, leale, generoso e intelligente, che è stato versato il suo sangue senz'altra motivazione che l'odio demente. Che adesso tante persone soffrono come bestie. Io non so neppure se gli assassini fossero fascisti (ma sono convinto di sì: la modalità è quella), so però che a Focene, come altrove, c'è chi non accetta che la si pensi in un certo modo, che si ascolti certa musica, che ci si spenda per certi valori. E questo non è passabile. Io spero che gli assassini di Renato Biagetti vengano presi presto. Che scontino tutto, fino alla fine della vita. Che nessun indulto o grazia un giorno mai abbastanza lontano li tiri fuori. Che nessun prete o politicante pretenda di “perdonarli” al posto mio. E spero anche (ma non m'illudo) di non sentire più che gli anni del piombo e del sangue, dell'intollerenza e della follia sono alle spalle, che c'era una guerra, che occorre una soluzione politica, che bisogna metterci una pietra sopra. Non è vero, non è mai vero. Quel passato non passa, e si continua a morire per niente, ciascuno difendendo i suoi criminali. No. Chi pretende l'oblio sul passato che non passa è uno sciacallo, o un cialtrone.
Massimo Del Papa

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- 10:31

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Ho letto ridendo il tuo post sui Bambi. Ridevo pensando ad alcuni amici animalisti,  amici cari, ma a volte quasi comici. Ogni tanto mi vien da dir loro quanti altri problemi ha il mondo, ma mi trattengo... quando usciamo e prendo una bistecca, o una coca (loro ce l'hanno che bisogna boicottare la coca cola; vero, ma con tutti i miei casini lasciatemi almeno bere una coca in santa pace!), dovresti vedere come mi guardano!

Stella

Ohibò: e ai proletari che col loro lavoro hanno creato e potenziato la bevanda più popolare del pianeta? Non ci pensano? Questi fondamentalisti/animalisti/pacifisti (il minestrone è quello, e se non è zuppa è pan bagnato) con tovagliolo arcobaleno d'ordinanza sono dei bei tipi: la democrazia finisce quando lo dicono loro, vorrebbero proibire cibi e bevande (e, di conseguenza, imporne altre), non sanno niente nè di storia nè di altro, sono degli irrazionalisti della più bell'acqua, per loro accoppare un ebreo è più accettabile che accoppare un capriolo, se al suo posto ci lascia la pelle un italiano è, tutt'al più, un errore, vanno nella città di san Francesco col cartello di Nasrallah, vorrebbero dargli il Nobel per la pace. E perchè non anche a Bin Laden?

mdp

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domenica, 27 agosto 2006

- 14:11

SGOMENTO
La fissità delle case. Delle cose che non parlano, aspettano che tu passi. Rimbalzano le domande sulle facciate dei palazzi, sfiorate da stagioni in fila come vagoni di un treno. E ogni volta è più breve l'estate, più faticosa appena. Una donna cammina nel mare e non sente il rumore di vita che avvolge il suo pianto indomato, passo dietro passo, sulla scia dell'ignoto dolore. L'età che avanza sarà una marcia stentata, scricchiolante in un tempo che trema. E non poter comunicare lo sgomento. Passa una ragazza e l'abbracci con lo sguardo e lei anche da quello si sottrae. Il meglio è dato.
Massimo Del Papa

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sabato, 26 agosto 2006

- 14:31

CL, IL PROBLEMA CHE NON C'E'
Il cinismo e anche una certa dose di follia non sorprendono in politica che è l'arte dell'ipotetico e della menzogna, ma occorrerebbe farle riposare almeno su un sostrato reale, una base concreta su cui poter speculare. Pare impossibile che ci sia ancora chi esalta l'avventuriero Berlusconi il cui governo si farà ricordare unicamente per le vette di insussitenza, volgarità e malaffare pure difficili da raggiungere in questa Italia. Berlusconi ha travolto ogni record negativo, oggi siamo a rincorrere un risanamento che lui e Tremonti hanno pregiudicato facendo tornare il debito pubblico a livelli stellari, 1.573 miliardi a maggio, il 110 percento del pil. Ma la testa degli italiani, che applaudono le bare, perdonano i loro carnefici, si mettono in mano a Vanna Marchi e vanno a cacciarsi negli inferi del mondo come in Niger e se pure li salvano non tornano indietro, non funziona e così la più grande nullità politica della storia patria torna al meeting di Comunione & Liberazione dove viene osannata non da una folla di beghine ma di giovani fra i 20 e i 40 anni, scolarizzati, mediamente benestanti. Cosa concluderne? Che il pregiudizio ideologico è più forte della ragione, come ben sapeva Pareto; che contro gli scemi volontari non c'è speranza. Questi adepti di una setta cattofascista dovrebbero prendersi le responsabilità morali delle standing ovation a un faccendiere in odore di mafia e immerso nella P2 che fu la migliore invenzione atlantica per terrorizzare l'Italia, minarne il percorso democratico e relegarla alle secche del nepotismo e della corruzione, cioè a quel ritardo perenne, in tutti i campi, a partire da quello energetico per il quale poi non possiamo che aderire alle avventure belliche altrui. Come conciliare il messaggio di umiltà, povertà, onestà e carità cristiano con l'idolatria per un miliardario corruttore che sfila come una mannequin per fare ammirare la pelata rifatta, è un mistero della fede, per nulla gaudioso. Ma se si ponessero il problema, quelli di CL non sarebbero più loro.
Massimo Del Papa

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venerdì, 25 agosto 2006

- 12:40

E ADESSO AMMAZZATELI TUTTI
Frignano i bamba: “Salvate Bambi!”. Ma in Piemonte questi cazzo di caprioli sono un flagello peggio delle cavallette, annientano la vegetazione, sballano l'ecosistema, provocano incidenti anche mortali, fanno danni per milioni di euro, crescono e si moltiplicano. Tuonano gli animalisti pirla: giù le mani, ricordano il tenero cerbiatto di Disney. Anche Topolino e Minnie sono simpatici, ma se se si trovano due pantegane in casa, i bestialisti li invitano a pranzo?
Gli animalisti, alla lettera, cioè la specie più inutile del creato come testimoniava quella disgraziata in televisione che sbatteva due tegami, difendono gli esemplari più carini: nessuna pietà, invece, per la medusa, la cozza e la zanzara tigre, forse perchè non esistono cartoni animati che li celebrano. Di solito questa gente si scioglie per un cerbiatto, un cane, un canarino e scavalca gli umani morenti se li incontra. Tanto vero che è già partita da tutta Italia la corsa al salvataggio, con un'epidemia di bamba che per salvare i Bambi si svenano come mai farebbero con un extracomunitario. Ma c'è sempre nel cassetto il solito sogno esibizionistico, la troupe di Cocuzza che sbarca in casa e riprende Bambi e il Padron Bamba teneramente abbracciati. Li sterminassero tutti, 'sti cazzo di Bambi. E poi la carne di capriolo è buonissima.
Massimo Del Papa

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giovedì, 24 agosto 2006

- 00:24

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

IL SUONATORE DI CRISTALLI
Nessuno lo vide arrivare. Forse sbucò dal nulla, nel deserto d'estate. Apparecchiò un minuscolo spazio di lungomare, la tavola imbandita di bicchieri soltanto. È stregone gentile, domatore di sogni: non c'è nessuno mentre accorda gli strumenti: le mani, onnipotenti volano sui calici, l'acqua scolpisce l'aria, manda lamenti antichi. Suona l'acqua davvero se in calici la inscatoli dentro una cassa nera, di legno, consumata: pozzanghere minuscole, specchi di poche gocce ricamano ricordi di melodie immortali. Direttore d'orchestra è il solo esecutore che sfiora con le dita i bordi dei bicchieri cavando temporali, amori ed abbandoni e idilli e chiese e golfi e incubi e giostrine e colibrì impazziti e tazzine volanti e stagioni affannate del tempo che corrode. Magro come un chiodo, “perso in un bicchier d'acqua”, il suonator di cristalli è favola narrante, struggente ed improbabile, corda tesa vibratile, strumento di se stesso. Con la sua voce d'acqua disegna vecchia Europa dove la gente viaggia con la bocca aperta. Ecco, sto scrivendo, il lungomare è pieno, cade un soldo ogni tanto, l'acqua si scioglie in pianto.
Massimo Del Papa

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mercoledì, 23 agosto 2006

- 10:02

PENURIE
Leggiamo in questi giorni cronache dal sottosuolo di Costa Smeralda dove il Berlusconi tenutario di ville e canali sottomarini abusivi ha dato il meglio del suo peggio a forza di feste sbracate, paparazzate, vulcani in plexiglas che esplodono terrorizzando i turisti, irruzioni nelle discoteche dove “si respira un calore straordinario” (sic!), apparizioni nei templi del lusso cafone dove bivaccano le veline e le velone, le Marini e le Marzotto, accompagnato da una corte di parassiti, prosseneti e dal posteggiatore Apicella con cui incide i dischi, l'ultimo, imminente, conterrà la rumba del bamba. La gente della notte, del Billionaire, di Briatore e di Lele Mora, di Patty Pravo e di Simona Ventura, insomma di tutti quelli che mendicano un posto al sole televisivo (ma anche di magna parte della sinistra troiofila) lo osanna, una ragazza “si chiude in ufficio piangendo dopo che lui le ha dato il numero del telefono”, mentre il Profeta dell'emulazione invidiosa, dell'inutilità vistosa, per dirla con l'economista Veblen, dispensa lusso e spreco come nel libro di Taine sull'Ancient Regime, ostenta disprezzo per il teatrino della politica che da anni incarna al meglio del peggio, molto di buono per se stesso e la sua cricca di fetenti, molto di dannoso per il resto del Paese ma c'è chi ne aspetta il terzo avvento; cento fanciulle di Napoli, tutte sono i 30 hanno, costituito un comitato “Silvio ci manchi”. Vedi che brutti scherzi può giocare la pervicace mancanza di cazzo.
Massimo Del Papa

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Solcando i sette mari

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In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
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DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
sConcerto tour
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22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
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23 agosto, ore 21,30
Pescara
sConcerto tour
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