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sabato, 30 settembre 2006

- 15:15

GREGARI
Travaglio che su “A” di Maria Latella (sic!) fa le feste, altrochè “guastafeste”, a Santoro che lo ospita ad Annozero. Un'autrice dello stesso Annozero che sul medesimo “A” fa le feste alla contessina Borromeo, velina di Annozero. Le ospitate agiografiche sull'Espresso della Bignardi, che si vanta di escludere dal suo programma chi non osanna il suocero, pregiudicato per omicidio, ride in faccia a chi le chiede se è raccomandata e, per essere più chiara, enumera le sue amicizie vip. Precisa a Anna La Rosa, già coinvolta in una inchiesta per corruzione (accusata di barattare spazi del servizio pubblico con vantaggi personali), che pretende il reintegro in Rai in virtù del suo culo & camicia con la politica tutta da Fini a “Lella e Fausto”, Bertinotti s'intende. Per un giornalista già avere un politico per amico dovrebbe essere imbarazzante: questi risolvono andando con tutti, trasformando l'informazione in un salotto privato, imposto agli spettatori, per incrementare il loro privato potere al servizio della politica tutta. E l'incredibile sostegno di un mucchio selvaggio di firme, da Biagi in giù, al collega Sposini sospeso dall'Ordine dopo le sue squallide telefonate con Moggi. E poi qualche burocrate Rai, senza neppure sospettarsi ridicolo, viene a rompere i coglioni a me! Perchè non sono gregario come loro? Perchè a differenza loro la mia rabbia non è spenta? Ribadisco: andassero tutti a fare in culo, censori e “censurati”, questi gregari. Il giornalismo è una cosca dove cane non mangia cane e ciascuno lecca le palle all'altro. Televisionari. Aziendalisti. E lasciassero in pace Montanelli, che ordini non ne ha presi mai da nessuno, e a cianciare in una succursale del Billionaire non ci sarebbe mai finito, così come non avrebbe resistito cinque minuti con un conduttore ossigenato e un fumettaro dal nome di un dinosauro in via d'estinzione. Gregari.
Massimo Del Papa

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- 00:01

SU TUTTI GLI SCHERMI
Figuriamoci se, una volta nella vita, in Italia una situazione poteva essere grave e seria insieme. Ormai la storiaccia delle intercettazioni sta superando livelli demenziali: eravamo (?) in 57 milioni di spiati, l'Italia è una repubblica fondata sul voyeurismo. Tutti nell'occhio della cimice dai politici alle figlie di Berlusconi ai calciatori come Vieri agli scarpari come Della Valle e via via veline, comici, faccendieri, passanti, giornalisti (io c'ero di sicuro, per anni ho avuto un telefono che sembrava una segheria), l'agente Betulla che si spiava da solo, banchieri, bancari, salumieri, sarti, dotti medici e pazienti, extracomunitari, manager, prestigiatori, cuochi, agenti segreti, telefonisti, graffitari, suore, puttane, perfino il segretario Udc Cesa. Mancava solo il principe Vittorio Emanuele, ma lui non è cittadino italiano. L'ultima è che dalle intercettazioni di Tavaroli, Cipriani e compagnia occulta non si salvava neppure il datore di lavoro Tronchetti, neppure la moglie Afef (pare il nome di una microspia), neppure la domestica. Algebricamente è un risultato a somma zero: tutti spiano tutti e nessuno fa più un cazzo, sennò ciascuno può tirar fuori il dossier di chi lo spia e viceversa. Finalmente si scopre la causa dell'eterno immobilismo nostrano. L'unica spiegazione coerente di questa vaccata italiana, date anche le facce dei protagonisti, è che fosse il plot di un film vacanziero: “Natale in centrale”.
Massimo Del Papa

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venerdì, 29 settembre 2006

- 11:18

SPARLAMENTO
“Temo che non stiamo dando un bello spettacolo” salmodia il presidente della Camera Bertinotti. Ma è una consuetudine che va avanti dall'unità d'Italia, secondo una casistica che alterna i lanci di calamai a quelli d scartafacci (una volta perfino sotto gli occhi di studenti esterrefatti) fino al cappio leghista senza risparmiarsi lo scontro fisico nel quale eccelleva il comunista Pajetta, specializzato nello scavalcare a volo gli scranni come la staccionata dell'olio Cuore. Forse sarebbe ora di chiedersi il perchè di tanta maleducazione belluina nei più solenni luoghi di rappresentanza nazionale.
I rissaioli delle Camere sono onorevoli, senatori provenienti dalle cattedre universitarie, dalla alta borghesia delle professioni liberali o dal mestiere della politica che li ha abituati alle mediazioni e al cinismo. Allora? Allora non resta che concludere per il teppismo strategico come quello riservato ieri al presidente del Consiglio Prodi cui è stato impedito di parlare dagli stessi che ne avevano preteso la comparizione in aula. Un'imboscata in piena regola, ignobile, la Camera dei deputati ridotta a un vicolo dei bassi. La cosiddetta lotta politica sembra la prosecuzione con altri mezzi della guerra mediatica sulla quale ieri la Cassazione ha rivolto ai politici un accorato invito a darsi una calmata. Raccomandazione subito accolta come si è visto, mentre, in diretta televisiva, Prodi riferiva alla Camera.
L'unico periodo in cui questo Parlamento-stadio, dove mancano solo i gelatai fra le curve di ultras, ha goduto una pace dei santi è stato sotto Mussolini che lo aveva ridotto “un bivacco di manipoli”. Ma non pare una soluzione commendevole.
Massimo Del Papa

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giovedì, 28 settembre 2006

- 14:28

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Bellissimo il pezzo sui pip di san giorgio...a quando un pezzo "civitanovese" ??
Cristiano

Ma tanto sono vicini e la provincia in fondo è sempre la stessa...

mdp

Umberto Smaila a Porto S. Giorgio....... mitico.
Stefano

Io veramente sono un po' deluso: speravo in Moggi.

mdp

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- 09:35

PORTO SAN GIORGIO, CHIUSO PER FERIE
Porto San Giorgio (AP), ex centro balneare di forse ruggenti stagioni estive Anni Sessanta, vive di nostalgia appassita, come una vecchia baldracca. Il presente è penoso, delinquenza in aumento, negozi che chiudono e un sindaco che manco a inventarlo... Per raggranellare un po' di spiccioli ha spedito i vigili, poveracci, a fare i voyeur delle automobili armati di autovelox: risultato, gli hanno spaccato le loro di automobili (ai vigili). Questo sindaco, che voleva fare il senatore, che più gli sfasciano la città, gliela riempiono di droga, gliela sfregiano su tutti i muri, e più non vede niente, non sente niente, non si scompone: pensa a se stesso, segue la tradizione dell'opportunismo diessino, e forse c'è qualche zarina di troppo a mettere becco. A volte ritornano, purtroppo: dopo la non esaltante prova dei primi Anni Novanta, eppur ritornano perchè la giunta neofascista che lo precedette, affidata a gente col busto di Mussolini in ufficio, lasciò ricordi amministrativi non classificabili: entreranno nella storia cittadina l'enorme uovo di Pasqua, alto 10 metri, nel piazzale della stazione, superbo inconsapevole manifesto futurista, le sfilate di veline coi cosiddetti amministratori, sotto al palco, esaltati in commenti da caserma, una neoassessora che, alla prima uscita, invitò la cittadinanza a recarsi “al grande concerto di Benito Mussolini”, indubbiamente una réntree miracolosa, avrebbe avuto 113 anni, resuscitato e per di più pianista (era il figlio, naturalmente). Tutto il resto fu noia, nongoverno, incompetenza vertiginosa, soppressione di ogni attività culturale, ambientale, in senso lato politica, e magari affarismo in conflitto d'interessi nella migliore tradizione della destra neodemocratica o sedicente tale. Insomma una legislatura “camp”, dal sofisticato, deliberato approccio kitsch.
Quanto a dire che era difficile fare peggio. Questo sindaco silente ed assente, evanescente, inconsistente, sta riuscendo nella titanica impresa (già per le strade malcurate si mormora “si stava meglio quando si stava peggio”). State a sentire, ad esempio, come Porto San Giorgio chiude la stagione turistica, nel comunicato apparecchiato da una addetta stampa che tecnicamente non potrebbe stare dove sta visto che contemporaneamente scrive su un quotidiano locale, e spesso proprio sulla pagina di Porto San Giorgio, in espressa violazione della legge che disciplina la figura professionale degli addetti stampa negli enti locali. (l'Ordine che fa? Il sindacato che fa? Niente, perchè da queste parti è consuetudine accettata, non c'è ufficio stampa comunale che non schieri un cronista locale, il quale pertanto si impagina i comunicati che si scrive e si manda da solo. Coerente, in fondo col giornalismo “gonzo” che usa da queste parti).

Rivafiorita, festa di chiusura
A Porto San Giorgio anche le telecamere de “La vita in diretta”, ospiti vip e tanto divertimento. Venerdì 29 settembre, a partire dalle 22,30, all’interno della villa
Un appuntamento da non perdere, per salutare l’estate, per incontrare i personaggi del mondo dello spettacolo. Si riaccendono le luci a Rivafiorita venerdì 29 settembre, negli splendidi saloni della villa ci sarà modo per ascoltare musica, gustare un ricco buffet, ammirare i vip della tv. Il Caffè Torinese organizza il Gran Galà direttamente dalle notti romane, con le telecamere della trasmissione di Rai1, “La vita in diretta”. Guest star della serata l’affascinante Walter Nudo ma risarà spazio anche per la magia con la sensitiva Teodora Stefanova. A mezzanotte, penne all’arrabbiata per tutti, da gustare insieme con la statuaria Ela Weber. Musica, magia, bellezza e divertimento per la festa in villiche conclude una stagione vissuta tra alti e bassi, con il tempo che ha fatto le bizze, con i personaggi del calibro di Smaila e Califano a garantire il pienone, con la voglia dei sangiorgesi di riappropriarsi di una dimora storica che ha incorniciato l’estate, oggi come negli anni ’60.

Così, senza ironia. Già i vippetti nostrani sono in fregola, dopo le ustioni rimediate dalle Fiamme Gialle nei giorni scorsi.
Il vip di provincia, dunque anche sangiorgese, più esattamente un vip di paese, è in effetti un pip, poco important person, ma svetta nella banalità soporifera perchè fa un lavoro massacrante: lo stakanovista da tavolino, sempre in prima fila nei bar “di tendenza” quando viene qualche vip della televisione. Grande spreco di champagne ghiacciato, braccialetti penduli a polsi segaioli, confidenza ostentata con quei fari di civiltà. Solitamente sono eterni fanciulli appassiti, vitelloni (pochissimo) felliniani, che fanno cose, vedono gente, ma cosa facciano di preciso nessuno lo sa; neppure che gente vedano, perchè si vedono solo tra loro pip. Hanno certe abbronzature inquietanti sulle facce di bronzo, spendono vagoni di euro nei solarium di bellezza, ma sono anche assai informati sulle ultime uscite librarie, di cui hanno letto tutte le copertine. Sono testimonial di se stessi, non mancano mai a un evento, anche perchè viaggiano poco, sono pigri, fanno parte del paesaggio, non si schiodano da qui: difendono le sacre coste dagli sbarchi extracomunitari. Mollemente adagiati sul lettino balneare in prima fila, mascherano il coma profondo dietro occhialoni scuri; ogni tanto mollemente brillano una sigaretta, si lamentano del tempo che non passa mai, lo ammazzano con gli ultimi pettegolezzi politicosi. Sono redditieri, e fin qui nulla osta: ma gli manca il carisma, arrancano da un locale all'altro ma nessuno li segue: viaggiano sempre in branco pip, sempre i soliti (ig)noti, vagamente suonati. Di tanto in tanto scatta la retata, e qualcuno finisce un poco al fresco. I giornali strillano: Insospettabili nel giro di cocaina. La gente legge e ride, quegli insospettabili li conosce, nessuno li sospettava perchè tutti erano certi che tirassero. Allora qualche bar, qualche ritrovo si svuota per un po', e in giro cala il torpore. Poi escono, più pip di prima, come un po' storditi, e raccontano le loro prigioni, dove si son trovati benissimo. Torna il sopore, il tedium vitae, lo spleen, ennui, mélancolie, ovvero: il fancazzismo lento, lento, lento, da pollastri con ali di gigante. Che vita da pennuti, vivere da pip.
Massimo Del Papa

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mercoledì, 27 settembre 2006

- 15:03

PAGANDO PREZZI IMMENSI
L'Idomeneo cancellato a Berlino pare un capolavoro di teatro dell'assurdo dove non uno dei protagonisti ragiona. Non il regista Neuenfels, che spreca Mozart per una provocazione di basso livello; non la direttrice dell'Opera, Kristen Harms, che (auto)censurandolo crea un pericoloso precedente destinato a ringalluzzire il fanatismo terroristico; non il radicalismo islamico, il quale pretende un rispetto che, duole prenderne atto, non è minimamente disposto a ricambiare: né dove è in maggioranza, né dove non lo è.
Il dialogo, la tolleranza, la coesistenza sono tutti valori che implicano la reciprocità. L'Islam radicale rifiuta ogni scambio, pretende di ridurre il mondo a una dimensione (teocratica). Non ho mai sentito alcuna altra religione proclamare che l'Islam va cancellato dalla faccia della terra, come invece certo Islam vuole fare con tutte le altre religioni. E ci vuole davvero molta comprensione, anche da laici, per subire, da chi non ammette vignette (o opere liriche) su o con Maometto, il sarcasmo sul papa cattolico “maiale servo della croce” e su Gesù Cristo “scimmia crocifissa”.
Certo, in casi del genere, chi ha più cultura, la dimostri. Ma è proprio questo il problema: purché ci venga lasciata, e, in caso sia minacciata, quanto siamo disposti a lottare per essa. Difendere Mozart va, se possibile, addirittura oltre la libertà d'espressione, perchè coincide con la nostra storia, la nostra memoria, la nostra arte. Coincide col nostro pensiero migliore. Per quanto stravolto, dunque, giù le mani da Mozart: è roba nostra, non “loro”. Loro possono benissimo ignorarla, oppure, applicandosi, possono anche non gradirla: non possono pretendere di vietarla, di oscurare il Genio gettandogli addosso l'ombra di una strage. Di roghi ne abbiamo già patiti, e ne siamo usciti pagando prezzi immensi. Perfino il rischio di un attentato si giustifica, di fronte alla necessità d'impedirne di nuovi.
Massimo Del Papa

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- 11:07

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Notevole la foto di Totò Cuffaro che presenta la maglietta, fatta apposta per la gara Palermo-West Ham di Uefa, con la scritta "LA MAFIA FA SCHIFO",non trovi? Peccato si veda solo la parte davanti...non è che sulla schiena ci sia scritto "TRANNE QUELLA CHE MI HA PORTATO VOTI" ?

Diego Favrin

Chissà se lo sanno, gl'inglesi, che Cuffaro sta sotto processo per avere spifferato segreti investigativi a suoi amici notoriamente mafiosi. E che ieri l'altro a una manifestazione pubblica è stato sonoramente fischiato mentre gracchiava "la mafia fa schifo". Ma, a proposito: qualcuno ha notizie della signora Rita Borsellino, che, dopo avere perso clamorosamente le elezioni, dovrebbe almeno svolgere il ruolo di capo dell'opposizione, fondamentale in una regione governata da Cuffaro? Scomparsa, in modo inquietante. Forse in Sicilia non ci sta mai. Pare abbia fatto un nuovo libro, il terzo o il quarto in pochi mesi, e giri molto per presentarlo. Peccato sia fuori tempo massimo, altrimenti un calendario (antimafia, si capisce) non glielo impediva nessuno.

mdp

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- 09:19

PICCOLE DONNE
C'è una cheerleader postfascista, Giorgia Meloni si chiama, ha la faccia di quelle che nascono iscritte alla dolce vita finchè un giorno, come cadeau di laurea, le portano il Parlamento infiocchettato. Anche se la laurea non arriva. Nessuno sa cos'abbia fatto questa trentenne né bella né brutta per arrivarci, tantomeno per guadagnarsi lo sproposito di copertine, foto, citazioni del Melonipensiero che da sei mesi ci affliggono. Su Wikipedia, perchè sta pure su Wikipedia, e si vergogni chi insinua che ci si è messa da sola, il curriculum ricorda un po' quelli a caccia di primo impiego, un brodino allungato con perle d'involontaria tenerezza, come quando “inizia il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco Gli antenati”. Conservatrice già da bimbetta, questa Olympe de Gouges de noantri, che, per non sbagliare, si definisce “giornalista” avendo cura di non annotare alcuna testata che l'abbia vista quale pregiata firma. Ma forse ha un blog, non stiamo a sottilizzare. Forse è solo che An sta a corto di facce presentabili, vai a sapere. Magari Fini s'è appoggiato molto a lei, per rinfrescar l'immagine del partito. Perchè ciò che emerge, a fil di curriculum, è che lei è giovane, Giovane, GIOVANE, e dunque largo ai giovani (chi l'ha detto?...), largo alla presidente di “Azione Giovani”, largo alla “più giovane parlamentare della XV legislatura”. Primato non definitivo, spettò, se la memoria non c'inganna (siamo, ahinoi, stagionati), anche alla Pivetti quando ricordava una suora compressa, più che repressa: poi è scoppiata, diventando ciò che, dentro, era sempre stata.
Ma si sa, brevi sono i giorni della giovinezza e c'è sempre qualcuno più gggiovane che t'invecchia. Siccome però le predestinate son tutte leopardianamente “innaturali”, come le contessine di Santoro, miss Meloni più ce la mette tutta per migliorare la situazione e più la peggiora, per esempio facendosi ritrarre come una del popolo, ma curatissima in jeans e calzette e scarpette da tennis pseudocasual. Citazioni da riportare nessuna, la fanciulla brilla per soavità. Forse è perciò che l'hanno mandata a presentare, ed ecco a voi, il comunista Bertinotti alla festa aziendale di An, perchè gl'italiani nascono socialfascisti ma poi muoiono democristiani, così possono farsi eleggere al Colle con le larghe intese. Insomma una come questa Meloni va benissimo anche per la politica, rappresentando una comunicazione senza contenuti. Piccole Santanchè crescono.
Massimo Del Papa

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martedì, 26 settembre 2006

- 15:44

Una recensione del nuovo libro, "Il mio mestiere è questa vita", in uscita a novembre, su Satisfiction

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- 14:30

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Il pezzo sul Dr House è strepitoso!
Sarà la mia passione per quel telefilm, ma la tua riflessione combacia esattamente con le conversazioni tra me e Paola sul personaggio.
Andrea

Ha un solo difetto Dr House: non è uscito dalla penna di qualche grande narratore, ma dal computer di un pugno di sceneggiatori. Te lo immagini raccontato da Simenon, Maupassant, Conan Doyle o la Christie? Comunque resterà, perchè è immortale.
mdp

Ciao Massimo, gli ultimi avvenimenti politici mi hanno spinto a scriverti. Io sono uno dei tanti che ha votato per questo governo allucinante, che si spacciava per difensore dei deboli e per la tutela dei diritti dei lavoratori ecc... Ma come si fà a fare una legge sull'indulto coì vergognosa da far invidia alle leggi del Berlusca! Per non parlare di Bertinotti che ha calato la maschera, proponendo un mese di ferie ai parlamentari quando un operaio (suo votante) cococo, non piglia niente per andare in ferie! Poi Prodi che si nasconde dietro una paglia pur di non parlare del caso telecom. Dulcis in fundo la legge che gli para il culo dalle intercettazioni telefoniche,salvandoli dalla giustizia. BENE. Mi ricredo avevi ragione tu,questa non è una classe politica con le palle. non fanno cambiamenti per noi ma solo per loro. SCUSA LO SFOGO MA SPERO TU CAPISCA. In fondo tra loro e il centrodestra non c'è differenza. Ma come mai Travaglio è sempre in tv a sparar cazzate?
Franz

Su con la vita: tra poco si torna alle urne, e potrai finalmente... non votarli. Travaglio è vivo e lotta insieme a noi. Anche dalla Ventura.
mdp

Caro Massimo, leggo da sempre quello che scrivi (sul Mucchio) e noto che negli ultimi tempi ti sei (giustamente, per carità...) incattivito ancor di più, rispetto agli esordi. La tua è la rabbia (frustrazione in realtà non ne colgo) di chi sente di combattere i mulini a vento, ma non vuole comunque mollare. E s'incazza sempre di più. La risposta alle tue invettive te la dai da solo: viviamo in un paese di merda. Quella della dodicenne che accusa il "nero" di averla stuprata è solo una delle tante. ma se a dodici anni sei già così... Ma del resto, Erika e Omar sono "i fidanzatini" e alla Franzoni le mamme fanno la fila per affidare i propri figli. Ti sorprende che nel paese dei furbi uno come Moggi venga ammirato dal popolo? Io ho quasi 39 anni e ormai non mi sorprendo di niente. Con stima
Carlo Alberto

Sogno un reality: “Famiglia italiana”. Starring: Mamma Franzoni, i figli Erika e Omar, la cuginetta del finto stupro, e Moggi nei panni del nonno saggio e tollerante.
mdp

Sono andato a leggermi la storia. Che buffoni. Poi 'un fanno nemmeno ridere...
Orla, Bandabardò

In effetti, amico mio, pare più un circo, che puntualmente mette tristezza...
mdp

Ho letto (sulla vicenda Santoro). Non so che dire. sono in un momento in cui mi sembra tutto inutile, dove il nostro lavoro mi sembra inutile, dove la realtà non mi nausea più. Mi sfugge. Ci sono venti di rivoluzione e quello che sventola sono coscienze sottovuoto. Nessuna novità. l'unica forse è che sono stanco. Tutto gira e io mi sento fuori dalla gabbia. fuori dalla lotta. Completamente fuori dai giri. Forse sto perdendo. Mi sento come quelli che cercano il proprio equilbrio in India. Ma non mi muovo di casa. Non lo so, mi guardo attorno e penso che il segreto sia non guardare più. Senza girare le spalle o chiudere gli occhi. Semplicemente guardare altro. Poi ripensandoci, non è tanto sfiducia. è che vedi altri orizzonti seri?
Tu la sai che fatica cercare di mantenersi coerenti ad ogni cambio di vento senza mai cambiare la rotta cercando di tenere fermo il timone anche quando la tempesta sembra inghiottire tutto, alla fine non resta che trovare approdo in se stessi. Isolarsi forse, comunicare con una scelta limitata di altri pirati, quei pochi che davvero sono coerenti e che pagano il prezzo dell'incomprensione, della sfiducia forse. Non lo so, mi trovo a sentire che forse la lotta più bella è quella personale, è quella di crescere ancora ma insieme ad una compagna, avere negli occhi la pace di chi è sopravvissuto all'isola della coerenza che non è famosa e non ha schermi. ma poi rifletto: isolarci non è l'obiettivo di tutte le tirannie? Non è questo lo scopo di ogni dittatura? Che ognuno coltivi il proprio orticello? Non lo so, ripeto, mi sento come quelli che cercano la pace interiore in India. L'unica differenza è che resto a casa.
Gian Paolo Serino

Amico mio, non sai quanto io condivida il tuo spaesamento. Ci sentiamo “stranieri in terra straniera”, non è così? Forse l'approdo, inevitabile, per chi la sua parte l'ha fatta, è uno solo. Diceva il nostro caro Lugano Bazzani, poeta civile, che “si canta sempre dell'uomo”.
mdp

Io ti adoro. I miei amici hanno sempre sostenuto che in realtà io sia una RappresentazioneAntropomorfaDelCaos.Ho la rara capacità di capitare in una situazione stagnante,sparigliare le carte, fare ancora più casino e al solito peggiorare le cose. Ma tu ragazzo mio, al mio confronto sei un Maestro.
Viene frainteso sempre e continuamente, per partito preso, fai incazzare quando hai intenzioni consolatorie, sei dolce e rassicurante quando vuoi smuovere le cose, sei ironico quando dovresti essere mortalmente serio, e ovviamente funebre parlando di cose serie. Riesci a smuovere le acque e a farti amare o disprezzare con eguale intensità. Ma al momento giusto, quello in cui ti prenderei a calci perchè ti stai reincarnando in un moderno Catone, il tuo gene autoironia ti salva dall'affogare nell'autocompiacimento, e riesci a farmi ridere, quando non avrei mai immaginato di farlo. Comunque adoro il tuo modo quasi inconsapevole di fare danni. Mi metto in un angolino e prendo appunti.
Poi magari ci iscriviamo tutti e due a un corso di uncinetto, perchè forse non vale più veramente la pena.
Giulia Caterina

Gli antiberlusconiani sono dei berlusconiani allo specchio e il tutto si risolve in una massa di idioti. Nessuno mi paga per litigare con degli imbecilli, e per di più ho finito il catalogo. Lascio alla loro paranoia quanti pretenderanno nuove tempeste personalizzate. Per dirla col mio amato Carmelo Bene, “basta con la dialettica, basta con la politica, basta con l'umanesimo, basta con l'intrattenimento... basta col prossimo!”. Adesso davvero io non sono più di nessuno.
mdp

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Solcando i sette mari

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In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
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Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
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22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
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23 agosto, ore 21,30
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