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domenica, 31 dicembre 2006

- 08:25

EREDITA'
Non vi ho mai perso. Nessuno è rimasto indietro. Ci siete tutti, con le vostre parole, i vostri messaggi. Quando sono stanco, davvero steso a terra, torno a rileggerli e ancora mi arriva la voglia di rimettermi in gioco. Quanti di voi ho conosciuto, quanti ne ho trasformati da lettori in amici. Quanti messi in connessione, uniti in un'amicizia di cui io sono solo il pretesto. E quanti ne ho perduti, per una parola di troppo, un equivoco o un attimo di blackout. Oppure perchè dovevo perderli, perchè qualche voce era una tentazione troppo forte e ho dovuto amputarla dai miei giorni. Ma dal mio cuore no, lì dentro quelle voci ci stanno tutte, al caldo. Parlano ancora. Mi chiamano sempre. Sia nostalgia o rabbia, treni persi o presi, siete lì. Vivi. Quante parole ho versato, io non lo so. Quante me ne restano, a volte mi domando. Dipende da voi. Un altro anno è passato, ed io sono ancora un po' più pesante. Più gravido di presenze: le vostre. È strano: non ho mai scritto una riga per compiacervi, mi sono specializzato nel fare incazzare chi mi legge. Non ho badato a spese. Eppure voi ci siete. Resistete. Restate. Mi compromettete: io sto cambiando, che mi piaccia o no. Vi sento: sto imparando a rispettare l'effetto che posso provocarvi: mi state insegnando che adesso è di passione che avete fame. Di tenerezza, oltre l'indignazione. Scampati alla pornografia alienante. Alla violenza demente. All'ipocrisia liofilizzata. Disposti a emozionarci veramente. Forse è questa, l'ultima trasgressione. La più profonda, la più definitiva. Imperdonabile. Così, andate stravolgendo ancora la mia vita. Venite a trovarmi ogni giorno, e in realtà sono io che vengo a trovarmi: a controllare che ci siate. Mi specchio nella vostra presenza, mi alimento della vostra fame. Conservo le vostre voci, ritorno ad ascoltarle: il libro della mia vita, lo scrivete voi. E non sono sazio d'incontrarvi: per questo ancora libero parole: sono il mio pretesto, il mio ponte con voi. Stupirvi ancora, non mi dispiacerà. Scoprire nuovi volti, mi aiuterà a vivere. In quanti per me siete ancora solo una sigla, un server: chi sarà mai a rimbalzare dalle università? Chi, quell'aficionado delle librerie Feltrinelli che non manca mai? Io, ho ancora voglia di girare. Di spianare questo Paese impossibile, atroce, ma inestimabile di una galassia di stelle sparse, come una manciata di pepite d'oro che il buon Dio s'è divertito a scagliare. Come se spettasse a me scovarle, una per una. Sono così fiero dei miei lettori. Siete voi il mio orgoglio. Voi, la mia eredità.
Massimodelpapa

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sabato, 30 dicembre 2006

- 11:13

BUON ANNO
Riassunto della puntata precedente: Una sferzata di futuro ci attende nel 2007. Per cominciare, Il neodirettore di Canale 5, Massimo Donelli, tessera P2 n. 2206, annuncia il ritorno dello show di Maurizio Costanzo, tessera P2 n. 1819, sulla televisione di Silvio Berlusconi, tessera P2 n. 1816. La sinistra? Naturalmente zitta, anzi: ilare. Si aprono nuove prospettive per tutti, a partire da Bertinotti...
Seconda puntata, da Televideo di ieri 29 dicembre 2006, pag. 165 (sezione cultura): “Il mensile Men's health, edito da Mondadori Rodale, diretto da Emanuele Farneti, vota uomo dell'anno 2007 Silvio Muccino, seguito da Riccardo Scamarcio”. Il tutto su un notiziario collegato al televisore, consultato ogni giorno da milioni di teleutenti. Ora, in qualsiasi scuola di giornalismo insegnano che una notizia, per essere tale, deve conservare determinati requisiti di interesse pubblico, novità, ecc. Questa sarebbe una notizia? No, è una marketta, più esattamente: una marketta che ne contiene altre, una Marketta-Matrioska. Esiste ancora un'Authority, a Berlino, Roma o dove sia?
Secondo capitolo, di tutto di più (da pagare): la Rai chiude con un passivo di 90 milioni di euro, la bonifica non si è vista, i tagli a mignotte, sensali e lestofanti men che meno, anzi le zoccole son promosse opinioniste, Tg 2 Costume e Società del 28 dicembre riserva 20 minuti ai calendari nudi, il risanamento qualitativo non ne parliamo, imperano come prima e più di prima i vari Cocuzza, Giletti, Leofreddi con rispettive compagnie di giro che riempiono l'etere di parole vane, insane e puttane. Allora che si fa? Oh bella: si aumenta il canone, che è una tassa cui non si può sfuggire neppure senza possedere un televisore, del 4,5%: “per mantenerli in salute e in sentimento”, come cantava Renato Zero in “W la Rai”.
Terza puntata, signori non si cambia: i treni arrivano, quando non deragliano, sempre più in ritardo (mentre, secondo l'Espresso, l'alta velocità è ancora ferma salvo che nelle generalizzate ruberie a man salva, che hanno fatto esplodere la spesa a quasi 100 miliardi di euro per opere tuttora inesistenti), sempre più infestati di zecche e di scorpioni, sempre più dissestati, luridi, gelidi e somiglianti a bordelli viaggianti. Però aumentano le tariffe fino al 15%.
Quarta puntata, o della vita bella all'italiana. Una famiglia su due campa con milleottocento euro al mese, il che vuol dire che non campa, specialmente nel sud; però nella sola giornata di venerdì 28 dicembre le Fiamme Gialle hanno sequestrato 24 quintali di botti abusivi (e micidiali) in Campania e 48 in Puglia. L'Italia ha dovuto congelare la sua quota dello 0,7% del pil da devolvere alla lotta contro la povertà. Ma il settore interno che ha tirato di più nel 2006 è stato quello delle imbarcazioni di lusso: yacht, panfili, fuoribordo.
Quinta puntata, abracadabra. In tutte le televisioni commerciali, un tempo libere o private, è un florilegio di telesvendite col numero 899... e simili, corrispondenti a pornotelefoniste o a maghi. Ma non si era annunciato, dopo la tragicommedia Vannamarchi, un draconiano giro di vite per imbonitori, truffatori, cialtroni e mascalzoni televisivi e telefonici a vario titolo?
Sesta puntata, un povero ricco. Ovvero chi ci ha sgovernato per 5 anni e disossato da 13, uno dei miliardari più sfondati del pianeta, andato a curarsi in America come segno di fiducia per la Sanità italiana che, da capo del governo, ha gestito fino a pochi mesi fa. Ebbene, più lui li prende in giro e si arricchisce, più gli italiani trepidano per lui (e impoveriscono). Mussolini sbagliava per difetto: i nostri connazionali, non solo è inutile governarli: ma pure tentar di capirli.
Settima puntata, o del Gattopardo: la mafia non spara, la mafia sta inabissata, e poi ci sono i giovani di “Ammazzateci tutti" che vigilano. Così vero che l'ultima raffica la sparano, significativamente, a Natale: regolamento di conti fra cosche della 'ndrangheta, cade una donna, si salva a stento un bambino. Poche ore dopo, al funerale dell'uccisa fermano per un soffio un parente che sta per farsi giustizia da solo con la pistola.
Ottava puntata, chi ha meno buon senso lo dimostri. Vanno di moda i presepi trasgressivi, coi pastori sessualmente espliciti (alla pecorina?), oppure con Mario Merola fra i Magi ed altre simpatiche integrazioni. D'altra parte non mancano gli integralisti che, in nome del pluralismo e della democrazia, vorrebbero non aggiungere ma togliere: niente presepe, niente alberello, niente Babbo Natale (inflazionato peraltro, come scalatore di balconi tipo ladro acrobata, impiccato, parà, voyeur ecc.), niente canti, niente benedizioni. Poi, da sinistra, tutti pacifisticamente in piazza a sfilare pro-talebani, uno dei cui punti programmatici è “cancellare dalla faccia della terra i comunisti” (gli altri recitano: far fuori tutti quelli che non sono islamici come lo diciamo noi, cioè in punta di spada, e mantenere in schiavitù le donne, cosa di cui nell'Occidente pluripacifista nessuno sembra preoccuparsi: tantomeno le donne). La Chiesa ufficiale, da parte sua, anziché conservare lungimiranza e compassione, vieta brutalmente le esequie religiose a Piergiorgio Welby, che ha appena smesso non di vivere: ma di morire. Certi prelati sono fermi, come pietà, carta d'identità e senso della realtà, al basso Medioevo.
Nona puntata, o dell'ombelico del mondo. L'Italietta si parla addosso, Pannella attacca l'ennesimo sciopero della fame ma a Bagdad, dove si voleva esportare la democrazia scambiandola col petrolio, e perciò pretendevamo di “aiutare” gli Stati Uniti, noialtri contiamo, comprensibilmente, meno di niente: per quelli noi non esistiamo, esisteva un tiranno e, uscito dalla Storia, l'hanno fatto fuori senza se e senza ma. Il loro concetto di giustizia è diverso dal nostro e non contempla perdono, pentimento, indulto, mastella, nessuno tocchi caino, umanitarismo chic e tutta la mercanzia delle società sull'orlo di una crisi di benessere. Da noi un Saddam che ha fatto stragi di kurdi, di sciiti, di oppositori interni, di innocenti, l'avrebbero tenuto dentro per un po', quindi l'avrebbero mitizzato, fatto sfilare per le televisioni, oggetto di biografie, infine graziato, promosso opinionista e magari messo in Parlamento. Da loro, in modo discutibile fin che si vuole, era solo un problema. Risolto in fretta e irreversibilmente.
Decima ed ultima puntata dell'anno, per la serie “con tutori come questi, chi ha bisogno di ladroni?”: una nota associazione a difesa dei consumatori ha adottato ugualmente un numero di quelli truffaldini, usati per i telemaghi e il teleporno, scrivendo in caratteri infinitesimali la tariffa al minuto, letteralmente oscena. Messi alle strette, i tutori dei consumatori hanno scalato pareti di specchi insaponati: “Ci guadagna solo il call center”.
Il 2007 si apre sotto il segno della continuità. Auguri di ogni bene.
Massimodelpapa

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venerdì, 29 dicembre 2006

- 09:35

FINCHE' MORTE NON CI SEPARI
Una sferzata di futuro ci attende nel 2007. Per cominciare, Il neodirettore di Canale 5, Massimo Donelli, tessera P2 n. 2206, annuncia il ritorno dello show di Maurizio Costanzo, tessera P2 n. 1819, sulla televisione di Silvio Berlusconi, tessera P2 n. 1816. La sinistra? Naturalmente zitta, anzi: ilare. Si aprono nuove prospettive per tutti, a partire da Bertinotti. Roba da far sbuffare la sempiterna Sandra Mondaini: che barba, che noia, sempre io e te, tu e io... Solo che potrebbe valere anche per lei: perchè, per non smentirsi, Mediaset ci ha propinato i nuovissimi, scintillanti episodi di casa Vianello, sitcom ormai più annosa di Dinasty, coi due coniugi litigarelli simili a tenere tartarughine. L'altroieri da un programma gossipparo del pomeriggio è spuntata Sandra Milo, che avevamo sorpreso la sera prima nell' “Otto e mezzo” di Fellini: l'effetto è stato da vertigine, come quando si volteggia sull'Ottovolante. Per spericolate storie di amori è tornata brevemente alla ribalta la Lollo, ma il suo passo, ahinoi, non è più da Bersagliera. Non di meno la Loren, che ha fatto un calendario perchè una bellissima è per sempre. Incalzano Mike Bongiorno, Pippo Baudo al suo trecentesimo Sanremo e, nell'informazione, Enzo Biagi che finalmente ritorna: per la salute sua e di tutti noi, lo vedremo dedicarsi a una epocale inchiesta sul precariato giovanile.
Li vedremmo volentieri, tutti questi sempiterni eroi, Cavalieri dell'Ordine della Giarrettiera, insigniti dal Capo dello Stato (81 anni) e magari benedetti da Benedetto (idem, mese più mese meno). L'altro Cavaliere, Silvio, ha più pezzi di ricambio ormai che originali, ma giura a 70 anni di sentirsi un ragazzo, e l'altro giovanottone, Prodi, da Palazzo Chigi gli manda lettere affettuose: torna, 'sta casa aspetta te. Del resto, le fragilissime sorti del governo sono sempre più legate alla presenza fortunatamente più salda, più ostinata, di senatori letteralmente a vita, la cui carta d'identità risale allo Statuto Albertino, oscilla tra gli 80 e i 95 anni. Pezzi di storia, di memoria e, a quanto pare, anche di futuro.
Dicono che lo fanno per piacerci: che siamo noi a volerli. Da dove, dal tinello di casa? Le uniche facce nuove, essendo quelle della Gregoraci e c., meriterebbero un velo d'oblio, è roba da bollino rosso. Possibile che in questo Paese non esista un volto arguto, talentuoso, interessante, colto, originale, un personaggio, un outsider qualsiasi, una speranza, una scommessa da proporre a telespettatori (e magari elettori) che ormai stanno incartapecorendo coi loro “beniamini”? Davvero non si trovano eredi?
Gente come Mike ha attraversato l'intero spettro della televisione, dall'epico bianco e nero al satellite e al digitale. Oggi a forza di digitare sul telecomando per schivarli, a caccia di qualcosa di nuovo, ci è venuta l'artrite. Inutilmente: le nostre giunture scricchiolano, anche inchiodati in poltrona, le loro pure ma stanno sempre lì, in saecula saeculorum. Lo fanno per noi. Per tenerci compagnia. Dalla culla alla tomba (la nostra).
Massimodelpapa

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giovedì, 28 dicembre 2006

- 10:27

L'AUGURIO
La giaculatoria la conosciamo a memoria: non è colpa loro, è colpa nostra, non gli trasmettiamo valori, li riempiamo di beni materiali, non li responsabilizziamo (e perciò li deresponsabilizziamo anche se accoppano qualcuno a pietrate), non li sappiamo ascoltare, non li sappiamo prendere ecc. ecc. Se qualche balordo di preferenza minorenne ne combina una qualsiasi, la colpa è sempre nostra, tutta nostra, solo nostra: una responsabilità oggettiva, della società al completo, tranne che del telepsicologo Crepet, il teleparroco Mazzi e il resto della compagnia di giro. Ma che pensare, dopo gli eroici filmini su internet dove ragazzini analfabeti torturano uno che considerano un disabile, dopo i videochiavami delle fanciulle che affittano la boccuccia a 3 euro il colpo, dopo le bande di poveri giovanotti annoiati che non sanno come passare le vacanze, estive o di Natale, se non giocando al tiro al bersaglio dal cavalcavia, che pensare dell'ultima moda di queste feste di fine d'anno: farsi scoppiare i petardi in mano come prova di coraggio?
Solo che è perfettamente inutile incolparsi per simili deficienti: questi meritano di perdere arti, occhi, testa e tutto quello che le bombe artigianali, pagate peraltro carissime, saranno in grado di far saltare come tappi di spumante. Perchè uno che a diciassette, quindici e finanche dodici anni non capisce che amputarsi allegramente non è una prova di valore ma da neurodeliri, non merita di campare: tantomeno a spese della collettività. Anzi, è meglio che spariscano finché sono acerbi: sia per lo spreco di risorse, che, soprattutto, per scongiurare una vita da balordi, inevitabilmente destinata a peggiorare innalzando il livello di pericolosità sociale. L'augurio, quantomeno personale, è dunque che a san Silvestro sia un'ecatombe di questi più o meno minorenni ma tutti minorati mentali che giocano a massacrarsi: per la loro salute, e per la nostra. Meno baby imbecilli, più spazio vitale per i coetanei che hanno ancora una testa sulle spalle: e ci tengono a conservasela.
Massimodelpapa

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mercoledì, 27 dicembre 2006

- 10:19

SENZA TREGUA
L'empio Natale di quest'anno ha travolto anziché difenderli gli ultimi paletti di umanità e timor di Dio. Una modella fermata all'aeroporto di Catania con in corpo un chilo e mezzo di cocaina da ricacare in 98 ovuli, quanto a dire la negazione di ogni leggiadria. In Calabria, a San Luca paese di Corrado Alvaro, un commando di 'ndrangheta sparato e uccide senza risparmiare donne e bambini, a conferma che indietro non si torna, che non esistono più tregue di Dio né tabù da violare.
Come reagirà la società a questi protagonisti di un Natale di ordinaria follia? Con rassegnazione e magari ammirazione, divizzando, come già si è cominciato a fare, la modella spacciatrice, divinizzando i killer mafiosi che impongono la loro legge brutale anche a Gesù Bambino che non hanno paura di uccidere mentre nasce.
Questo Natale per noi costituisce la definitiva smentita all'illusione di vivere in un mondo possibile. Questo non è più mondo, e il nostro piccolo paese in esso si dimostra altrettanto feroce e demenziale dei paesi del terzo mondo che bruciano le poche risorse in assurde guerre fratricide.
Mi hanno attaccato alcuni lettori dopo che avevo difeso la benedizione di Natale nel cortile di una scuola milanese. Non capiscono che, credenti o meno, siamo costretti ad aggrapparci a una benedizione, a un rito, a un Bambinello se vogliano ancora sperare in un altro Natale?
Massimodelpapa

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martedì, 26 dicembre 2006

- 12:32

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Caro Massimo, il tuo articolo sui negozi è bellissimo, e ti invidio non poco per conoscere tutti questi negozi bellissimi, mentre dalle mie parti non esiste niente del genere... Ma vorrei dirti che mentre tu sei in un invidiabile stato di grazia, io, al contrario, sto lavorando da un mese e mezzo in un centro commerciale al reparto giocattoli. Esperienza tra le più estreme della mia vita, specialmente in questo periodo in cui genitori sarebbero disposti anche ad uccidere pur di comprare al loro bambino il giocattolo visto mille volte in pubblicità tra un cartone e l'altro... Lo pensavo già da prima, ora ne sono più che mai convinto: i centri commerciali sono i luoghi paradigmatici del nostro tempo, dove gli esseri umani cessano di essere tali sfogando i loro istinti primordiali, con una violenza spesso impensabile... odio, odio con tutto me stesso questi luoghi e non voglio più metterci piede dopo che avrò finito di lavorarci. Ho anche raccolto le mie impressioni sul mio blog( http://mancalaria.splinder.com/tag/il_giocattolaio_pazzo ), ma è solo la punta dell'iceberg, ho ancora molto da scrivere e intendo continuare fino a che non avrò più niente da diresull'argomento. Ti faccio tanti auguri e ancora complimenti per il blog.

Manuel

Ti capisco: ho lavorato anni fa in uno stabilimento simile, e c'era di tutto, tranne l'umanità. Forse perchè non era in vendita.
mdp

L'altro giorno càpito a caso da alcuni amici (conoscenti) . A volte faccio visite a sorpresa, come i medici aziendali. Argomenti trattati: la suoneria del cellulare, la figa, cosa fai a Natale e Capodanno, cosa ti sei comprato. Accampo una scusa puerile, scappo di corsa, torno a casa, mi innamoro per l'ennesima volta degli occhi del mio gatto che mi aspetta, spengo le luci e infilo la Lectura Dantis.
Pace.
Stefano

Davvero c'è ancora chi parla di fica? Credevo ormai solo di investimenti e viaggi...
mdp

Ciao Massimo, mi ha commosso assai la riflessione di Marco(e vado anche a te). Però penso,che la questione di principio sia: che l'Italia dipende dal Vaticano. Non è possibile ciò,questi ci conplicano la vita,io sono cattolico;ma non è possibile che politicamente dobbiamo dipendere dal Clero. Adesso posso sembrare polemico,anche un poco immaturo,ma finchè avremo il Vaticano saremo controllati possono avere un peso notevole,e ripeto che è un'ingiustizia. Noi siamo uno stato, loro un altro.
Sarò io che esagero?
Giorgio

Non esageri per niente: è Storia. L'idea di tenere Stati distinti e separati ce l'aveva avuta Cavour, ma quella era una destra. Questa, ne è una caricatura. Comunque, il mio orgoglio per certi allievi, riguarda pure te.
mdp

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lunedì, 25 dicembre 2006

- 10:26

Natale è... qualcosa che sfugge. Lo temi per un anno, ci arrivi stravolto e poi, mentre ti accomodi a tavola, è già tempo di alzarsi e salutarlo per le strade estenuate, digerendo rassegnazione.

mdp

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domenica, 24 dicembre 2006

- 16:14

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Ciao Massimo!! Spero tu stia passando un felice Natale!Mentre per la famiglia welby non credo proprio! Ho detto questa cosa per collegare il mio commento sull'eutanasia in generale e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Eutanasia: vita finta. L'uomo figlio di Dio ridotto ad una specie di vegetale e costretto ad una vita falsa, la vita gli scorre davanti come un fiume e lui non può praticamente viverla. Influire nel corso degli eventi.L'uomo moderno comincia ad avere un pò troppa payra della morte per il semplice fatto che ormai siamo, la maggior parte, atei. Welbi aveva capito che ormai la sua vita non aveva più alcin senso e che era ormai purtroppo "un peso" ed ha deciso di farla finita. E' vero che il suicidio è un atto di codardaggine però, non in questi casi. Anche perchè ara lui a desiderare la morte. E noi anche se posso sembrare sadico, come ultimo "dono" di Natale avremmo dovuto farglielo.Non sempre la volonta di Dio è all'apparenza la più bella o la più semplice.

Marco Tortelli

Sono orgoglioso, Marco, di avere avuto allievi come te: il tuo coraggio e la tua passione non vanno disgiunti, e arrivano a momenti di riflessione originale e feconda. Qui, sono in tutto d'accordo con te. Penso anche che solo gli atei bigotti si preoccupano per le mancate esequie solenni: come ha detto Cappato, dei Radicali, quella per Welby è stata comunque una cerimonia religiosa. Perchè figlia di un rispetto, di una speranza, di una commozione popolare. E io, che ateo non sono, resto convinto che, se non c'era il cardinal Ruini, c'era però il Padreterno ad accompagnare Welby verso una vita vera, finalmente. La Chiesa ufficiale, quella dei vescovi, della Cei, dei prelati di potere a contatto col potere, in questa occasione ha perso l'ennesima occasione per smentire la sua vera malattia: una senescenza irrimediabile. E chi è così vecchio, così decrepito, così irragionevole, così fuori dal tempo, è troppo lontano dall'umana pietà. Ma la Chiesa di tanti parroci, e di tanti fedeli, insomma l'Ecclesia, la comunità dei credenti, ha dimostrato un'altra religiosità. E si è stretta a un uomo che, poche ore prima, aveva smesso non di vivere. Ma di morire.

mdp

Hai proprio ragione, Massimo, ci sono dei negozi dove uno si sente a casa. Dove sei accolto e coccolato, dove puoi andare anche solo per scambiare due parole. Bisogna salvare questi negozi, che rischiano di essere sradicati dal franchising e l'interinale. Non sono umani quei posti, sono solo mattatoi.
Luigi (Civitanova)

Ma noi abbiamo i nostri Arcobaleni...

mdp

Caro Massimo, ti racconto questa: stavo in un pub ieri, c'erano una decina di persone più il proprietario, e ad un tratto in tv emerge la figura di Fantozzi (non ricordo quale episodio della saga) e tutti iniziamo a guardarlo, prima distratti, poi sempre più convinti. Ad un tratto nel locale non vola più una mosca, la gente si alza per andare vicino alla tv, sembra di essere nei bar di alcune decine di anni fà dove ci si trovava insieme a vedere rischiatutto. Le battute le sapevano tutti a memoria, si rideva - amaramente - insieme con cortesia e partecipazione. Un momento inaspettato di vera unità nazionale, di felicità nell'essere una comunità con qualcosa di condiviso, al di là delle allucinazioni ideologiche: Fantozzi siamo tutti noi, quel piccolo miserabile vessato e servile, con un lavoro di merda e tanta sfiga addosso. Alla fine, una frase nel film che non ricordavo: <<Io, Pina, io ho la corazza perchè sono il più grande "perditore" della storia: ho perso due guerre mondiali, 8 campionati del mondo, il duce che mi comandava, la svalutazione della lira, la fiducia in chi mi governa...ma che mi importa, ho una figlia bellissima (la bertuccia!), una moglie fedele, e un telecomando con 99 canali!!!!>>. Poi sono uscito, si erano fatte le 4 del mattino, fuori era davvero freddo e nessuno parlava più. E' stata una specie di Natale in anticipo.
Ciao,
Cristiano

E buon per il ragioner Fantozzi che, nel computo delle sconfitte, non ha fatto in tempo a inserire un Cavaliere che più depreda gli italiani, e più gli italiani pregano per la sua salute.

mdp

Caro Massimo, in questi giorni ci sono pochi luoghi frequentabili a Varese, poche persone con cui poter condividere sorrisi e sguardi senza i codici a barre. ..

Cosimo

Il Natale a barre passa. L'importante è che resti gratuito unno slancio, uno stupore. Un augurio.

mdp

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- 11:32

NERO NATALE
E' più forte di me. A Natale sto male. Non lo posso evitare. Sento più grave il peso di giorni tutti uguali. Giorni da buttare, aspettando di vivere. Non trovo luce in me, non trovo pace. Non mi basta raggiungerti, se poi mi lascio indietro. Non lo sai quanto pesa annientarmi di guai. Confinarmi nel mai. Scontento di me. Come sono e non sono. Stanco d'essere stanco. Di sentirmi di vetro. Di prestare il mio fianco. Vorrei viaggi, la luna. Scosse d'adrenalina. Imprevisti e arrembaggi. Volti visti e riscosse. Vorrei luce sgorgare da una fonte nel cuore. Mi vorrai biasimare, se non trovo l'amore che si deve a Natale. Se son nere parole anche oggi a fuggire...
Massimodelpapa

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sabato, 23 dicembre 2006

- 00:00

Immagine12SONO IN STATO DI GRAZIA
Mi sono scagliato fuori da giorni tutti uguali. Poveri di Natali. Regali. Cuori. Quali?...

Ora sono un meteorite in una galassia di negozi che brillano, stelle timide sparpagliate per l'Italia; ci porto a spasso i miei libri, forse sono loro a guidarmi: pretendono i posti giusti per mostrarsi, non si accontentano di niente di meno: dove non c'è calore, resteranno muti. Poi quei posti arcani rimangono. Ci torno ed ogni volta ne esco più ingombro: debbo far posto nel cuore. Se viene un'amica, la portiamo in orbita con noi dentro un film dove i profumi delle sensazioni ti arrivano dallo schermo, ti stordiscono e confondono. Un film che succede, che esiste davvero. Ogni negozio un mondo, ogni mondo una favola. Ogni favola un'anima. Più anime. Il reame di cioccolata dove Ivana è regina, dove in un costume da vecchio senza età sono tornato bambino. La Storiella di Tonino, spicchio di paradiso mangereccio dove rendo felice chi amo di più. La pasticceria dove mi aspetta il mio Martini. Il rifugio di Mirela, dove il sorriso è legge e i bambini imparano l'incanto dei libri. Il covo di Domenico dove sera dopo sera, chiacchiera dopo chiacchiera, musica dopo musica ho costruito un'amicizia fraterna. L'edicola di Angelo, dove tutto, tutto è affetto. Quella di Katia, così felliniana, e ritrovo ogni volta un'infanzia lontana. Ho incontrato anche una Linea di Confine tra la banalità e il sogno, basta varcare la soglia e si volteggia tra volumi, strumenti, sciarpe, curiosità che intrigano. Echi di luoghi remoti, creatività insospettate, che ti cascano in mano. Ci ho presentato me stesso, sdraiato su un sofà, favola nella favola che non mi lascerà più. I negozi. Non dovrebbero mai morire. Quando una serranda cala l'ultima volta, dentro resta a volare un colibrì impazzito: è il sogno di una vita, che muore soffocato.
E poi c'è L'Arcobaleno dove Grazia e Roberta splendono, dove i ragazzi leggono i loro racconti, affacciandosi timidi nel Paese di Poesia. Dove un libro non è mai uguale a un altro, Parla un po' di più, trasmette un po' più amore. Ed io ogni tanto mi accomodo, mi stringo fra i colori: aspetto scene da film. Poetiche e trasognate. In sospensione. Ci entro annunciando fiero, “Farò Babbo Natale!”. Roberta mi guarda un attimo. Incupita. Smarrita. Preoccupata: esplode in una nevicata di risate... e in quello scroscio improvviso si condensa un incanto da qualche parte all'incrocio tra Pane e tulipani, il Mondo di Amelie e quello di Charlie Brown. Qualunque cosa succeda, posso aggrapparmi a queste anime. Che non mi lasciano solo. Che so dove trovare. Fisse là, incastonate nel loro spazio immobile. Ad aspettarmi. Sono stelle di strada, botteghe d'amore. Sono la mia rivincita. Mi salvano la vita.

Da secoli non avevo questo calore intorno. Sono in stato di grazia: è giorno di negozi...

Massimodelpapa
(grazie a StellaVale)

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Solcando i sette mari

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L’obiettivo nostro è ancora scrivere di vita

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La massima di Massimo

In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
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Scorribande


DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù
22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
sConcerto tour
Massimo Del Papa, Paolo Benvegnù
23 agosto, ore 21,30
Pescara
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù



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I miei libri





Exile on main street



Decomposizioni



C'era una volta un re



Milano funeral



Annus Horribilis

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Il mio mestiere è questa vita


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Presto o tardi

Disponibile dal 14 Ottobre 2007
Per informazioni rivolgersi all'autore

babysnakes garage


Un'altra pagina di Babysnakes, con approfondimenti, inchieste, materiale vario

Compagni di merende


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Bluffone


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