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mercoledì, 28 febbraio 2007

- 13:16

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Caro Massimo, ovviamente la supplente ventenne che ha ferito alla lingua il bambino non va demonizzata. E' stato un incidente, e in fondo il pargoletto e' troppo vivace e troppo extracomunitario. Anzi, penso che presto la vedremo da Vespa e Costanzo. Per la riabilitazione.
Cosimo
p.s. ieri ho visto in libreria la biografia di Natasha la ragazza belga rapita (?)da bambina.Ma non eri (io con te) accusato di essere il solito qualunqusta quando lo prevedevi mesi fa?

Onore a  Natasha, e a morte i qualunquisti. Onore anche alla maestrina, sulla quale potrai leggermi più diffusamente tra poche ore.

mdp

Ciao Massimo, sono a Londra. Come suggerisci nel tuo articolo [Equivoci amici] , la situazione è complessa. E' proprio la mancanza di serietà che dispiace. Altri 5 anni di Berlusconi - certamente non è quello che la gran maggior parte dei milioni che hanno votato per il centro-sinistra vuole. L'arroganaza di duri e puri della sinistra in Gran Bretagna negli anni 70 e 80 ha regalato il paesi a 18 anni di governo conservatore.
Un abbraccio
David Lane

Hai ragione da vendere, caro David. Ma noi italiani non impariamo mai niente dalla storia. Tantomeno quella altrui.

mdp

Sai Massimo, Sinceramente mi piacciono le lettere di chi ti contesta malamente (però ti stima), nelle risposte tu dai il meglio secondo me, avessi io questa capacità! Turigliatto intanto continua ad ottenere manifestazioni di solidarietà perfino da Ken Loach, credo che il problema del centrosinistra sia proprio il centrosinistra, lo dico continuamente ultimamente. E siamo costretti a cuccarci Follini per far numero.Quando Berlusconi dice che sono un'armata Brancaleone non ha mica torto,anche perché non fanno nulla per smentirlo,ma se si impegnassero un po' forse gli elettori magari gliene sarebbero un po' grati no? D'altronde mi chiedo quando noi elettori impareremo a svecchiare il Parlamento...

Adelaide

Impareremo a svecchiarci quando impareremo a fare a meno di certi rottami ideologici che, non a caso, rovesciano tutti qui la loro strampalata solidarietà. Sapendo che noi italiani, e solo noi, del passato non buttiamo via nulla: a patto che sia pessimo. Impareremo a svecchiare il Parlamento quando impareremo a non votarlo più, fino a palingenesi compiuta.

mdp

Facchinetti senior e dj Francesco: l'unico caso al mondo di padre che si vergogna del figlio e di figlio che si vergogna del padre.
Stefano

Come direbbe il nostro amato Bene: "Sono dei morti che fingono ancora di essere morti, chissà perchè".

mdp

Caro Massimo, conosco piuttosto bene la visione etico-politica di Ratzinger e Ruini, probabilmente il cardinale più ateo dai tempi dei Borgia. Nelle gerarchie è in atto, già dal tempo del pontificato wojtyliano, un braccio di ferro tra gli affossatori del Concilio Vaticano II e i seguaci dello stesso. Tutta l'esperienza del cattolicesimo democratico, dei La Pira, dei Lazzati, dei Bachelet e, prima ancora, dello stesso De Gasperi, è letteralmente avversata dall'attuale Pontefice, un ex-finto-conciliarista che ben presto (verso i 40 anni) svelò la sua vera natura di reazionario e di intransigente. Per questo oggi ci troviamo di fronte a una classe politica così asservita, non alla fede che non c'entra niente, ma ai diktat vaticani...
Non potrebbe essere altrimenti, perché la visione ratzingeriana della società è del tutto pessimista: secondo lui, l'Occidente è oggi incapace di esprimere valori forti ed è in preda del relativismo, come continua a ripetere ogni santo giorno, dell'edonismo, dell'immoralità ecc. ecc. Non che sia falso, beninteso; c'è anche questo, ma gli è che, per lui, responsabili di questa situazione sono precise categorie di persone che agiscono come lobby di pressione (altra idea tristissima, quella del complotto, sorta in tempi tristissimi) per "corrompere" la società. Quando parlo di categorie, bada bene, non mi riferisco a singoli individui o anche gruppi organizzati; parlo proprio di TUTTI gli appartenenti a tali "categorie". Il punto è che Ratzinger odia gli omosessuali - NESSUNO escluso - in quanto tali, li ha chiarissimamente definiti viziosi o, al più, malati, verso i quali però non è richiesta alcuna pietà, ma contro i quali lo Stato deve semmai difendersi proprio come di fronte alle malattie contagiose...
Daniela Tuscano

Non esagerare: Ratzy non odia tutti gli omosessuali, nessuno escluso. Qualcuno anzi lo ama. 
mdp

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martedì, 27 febbraio 2007

- 20:51

SANREMO, IL VENTO DEL NON-EVENTO
Perchè Sanremo è Sanremo. Da quanti inverni sentiamo ripetere che “questa volta sarà diverso”, che “ci sarà spazio per le canzoni”, come se una rassegna musicale dovesse occuparsi d'altro, da quanti assistiamo all'eterno ritorno di Pippo Baudo che assicura “un festival dei giovani”? E poi invita Milva, Dorelli e Mike Bongiorno che ormai c'è tutti gli anni perchè ha una funzione sciamanica, da talismano.
Di giovani ce n'è come sempre pochi e quei pochi rigorosamente stalentati, per dirla alla Carmelo Bene. Tra quelli che non ce l'hanno fatta, la figlia di Zucchero, questo mediocre clonatore di altrui melodie, che s'è incazzato: “Mia figlia sconta l'unica colpa di portare il mio nome”. E gli pare poco?
Per mano al babbo, che è uno dei Pooh, s'avanza invece un tale che ricorda, anche nell'inconsistenza, il Jovanotti di una generazione fa, allora come ora con Baudo a fare da chioccia.
Sanremo non rappresenta più neppure se stesso da almeno un ventennio e i primi a saperlo sono i cantanti che infatti dicono: non m'importa di vincere anzi porta anche un po' sfiga, l'importante è farsi vedere. Ma non serve più neanche questo, nessuno ricorda mai il vincitore dell'anno prima e neppure i partecipanti, che non vendono un disco. Questo festival dei fiori secchi è un non-evento, come i Telegatti, come Miss Italia: baracconi promozionali, centri commerciali televisivi colmi di sponsor e di prodotti e di stacchetti pubblicitari. La musica non abita a Sanremo, men che meno la musica “giovane” garantita da Baudo, che peraltro nel suo genere resta il migliore. Dall'Ariston di talenti moderni, freschi non ne esce uno da tempo immemorabile, in compenso avventizi e vecchie glorie usano la canzoncina nuova in vista delle sagre di paese in cui proporre poi i pezzi “storici”. Quest'anno i cantanti hanno tutti un libro da lanciare, che pare paradossale ma lo è fino a un certo punto essendo il festival una fiera. È un nonsenso Sanremo, tutti lo sanno ma fanno finta di prendere sul serio questa settimana allucinante di affari sottobanco e parrucchini, di lifting e di protesi, di ugole consunte e di imbarazzanti famigliole in passerella. Non è della legge sui pacs che c'è urgente bisogno, ma di una che vieti rapporti familiari sul palco dell'Ariston.
Sanremo specchio del Paese anche nell'indecenza, nel disprezzo dei sudditi. Dato che la Rai è di tutti, un ministro firma un codicillo che beffa i propositi di austerity in Finanziaria, così Baudo, la valletta e tutti gli altri possono prendere il doppio del mezzo miliardo tassativo; poi, già che ci sono, allargano la misura a tutti gli enti pubblici e del parastato, un trionfo dello sconcio per il quale non si vede alcuna marcia o manifestazione, perchè il popolo, anche quello della pace, di tanto in tanto ha bisogno di ricrearsi. Per cui Baudo invita a peso d'oro Michael Jackson, cantante di sospetta pedofilia, salvo accontentarsi di Briatore, che infine rifiuta anche lui. Non parliamo della cosiddetta giuria tecnica, che in realtà è il solito parterre di scrittorucoli e guitti del sottobosco. Sanremo è Sanremo, cioè incorreggibile nel peggio.
E poi i programmi del pomeriggio con le loro demenziali “finestre”, i telegiornali che ci fanno la notizia d'apertura e quella di chiusura, i giornali che per una settimana non parlano d'altro se non di questo vuoto strabordante, che contano lo share, che vanno in foia per il vestitello (griffato, sponsorizzato) della valletta di turno, che tentano l'esegesi sulle domande retoriche dei cantanti ipocriti come Silvestri, “Che ci faccio qua?”, ma cosa vuoi farci, quello che fanno tutti, tenti un rilancio nazionalpopolare, non dal Chiapas ma dal solito Sanremo. E i cronisti che s'accapigliano su testi strampalati, sulle polemiche di cartone come quella di un vescovo con troppo tempo libero, petardi trash che il buon Pippo Baudo, da consumato burattinaio, si diverte a far scoppiare, tanto non spaventano nessuno. A parte i soliti eliminati che grideranno ai brogli, come Berlusconi alle elezioni, di solito spunta qualche disturbato mentale che minaccia di gettarsi dalla balaustra del teatro o di farsi fuori altrimenti.
Il festival ha questo di rappresentativo: che è falso. Pura autocelebrazione senza contenuto, isteria dell'isteria, oppio dei popoli, ma un oppio leggerino, inconsistente, costretto a riesumare in eterno i ricordi, dal cadavere di Tenco alle riprese in bianco e nero d'antan. Sera dopo sera, sempre più estenuante, la rassegna canterina arranca verso l'epilogo, in cui si assiste a una baraonda di zombi ormai afoni e dall'aria scoglionata che chiaramente non vedono l'ora di levare le tende, ma Baudo implacabile insiste, premia, motteggia sino a notte fonda. Chissà come fa. Poi di colpo il festival si spegne e la cittadella torna nel suo torpore, come se nessuna nube tossica l'avesse mai invasa. Perchè Sanremo è Sanremo, cioè il nulla.
Massimodelpapa

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- 13:16

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

disturbo solo un attimo: "utili idioti", "scemi sciamati", "poche anime belle", "casalinghe che reggono i destini di una nazione" e la perla di incipit in risposta a Manuel "Ma i vicentini sono a casa" ... ma a te chi l'ha detto ? C'eri ? Ci fai ?
O sei come Lucasofri dubbioso sul fatto che a Vicenza usino i campanelli per farsi aprire le porte ? E' obbligatorio esprimere opinioni sempre e comunque, anche quando in tutta evidenza non si ha una conoscenza adeguata dei fatti ? Bah, un po' mi hai deluso, con un paio di formulette in sé condivisibilissime (sinistra radicale = idee poche ma confuse, antagonismo = pressapochismo) ti cimenti a spiegare tutto il mondo creato & increato ...
Jokes apart, ti leggo tutti i mesi sul Mucchio e molto spesso mi indigno con te ma stavolta, io credo, l'hai fatta fuori.
Ti stimo molto
Flavio Orciani

Stima di meno, e ragiona di più. Quella per cui si deve parlare solo di ciò cui si partecipa fisicamente, con internet che ti porta il mondo a casa e la televisione che addirittura te lo impone, è una sciocchezza polemica che non sta in piedi. Contano i fatti. Duecentomila utili idioti a Vicenza, uguale caduta del governo e rischio di ritorno della destra filomilitarista. Non era difficile capirlo ex ante, e non era necessario conoscere la teoria della razionalità limitata di Simon, con gli annessi e i connessi degli ideali costruttivi e dei princìpi fini a se stessi quali, nelle parole di Constant, altro non fanno che "distruggere e sconvolgere". O, se vuoi metterci anche Sartori: “Nella misura in cui un ideale è convertito in realtà, nella stessa misura va riproporzionato alla realtà in chiave di feedback monitoring, di 'pilotaggio di retroazioni'”. Mi stupisco che tu non conosca questa dottrina, dato che tieni a farmi sapere di essere un consulente d'impresa per un colosso bancario (come armonizzerai il tuo mestiere e chi te lo consente, ovvero una banca con inevitabili interessi nel traffico di armi, con i tuoi princìpi pacifisti e terzomondisti, sono affari tuoi). Peraltro, bastava un minimo di normale criterio. Nel frattempo, i duecentomila sono un po' cresciuti: dall'estero giungono generosi contributi alla causa dello scriteritato Turigliatto, da Chomsky a padre Zanotelli. Sì, pure lui. Mi spiace, ma della stima di chi non ragiona io non so che farmene.
mdp

Carissimo Massimo, venerdì mi sono fatta una scorpacciata di tuoi scritti, cosa che solitamente avevo fatto a piccole dosi. Nel fine settimana mi è capitato più volte di ritornare sui tuoi pensieri, sull'approccio con cui ti relazioni ai fatti, ai personaggi. Il tuo pensiero è quasi divenuto una droga, un additivo per vedere in un altro modo la società e i gli eventi. Paradossalmente al contrario di una droga che ti porta a stati di alterazione tu provochi un effetto contrario. I tuoi pensieri sono molto forti, più volte destabilizzanti e erodono vorticosamente quelle pur minime persuasioni personali. Leggere le tue riflessioni, i tuoi pensieri è un ottimo esercizio. Cerco di spiegarmi meglio. Ritengo che al di là della tua analisi del fatto accaduto è il senso critico che nutri, la capacità di discernere da ciò che noi desideriamo, da ciò che interpretiamo per affetto, per legame, per ideologia in una certa maniera. E' una grande dote quella di aiutare i tuoi lettori a elevarsi oltre i tuoi scritti, a risvegliare la nostra testa pensante e ad invitarci ad approcciare gli eventi con capacità di analisi più raffinata.
Vanessa

Dovrebbe essere appunto questa la funzione di uno che commenta, che si espone: vedere le cose in un'ottica diversa, necessariamente più analitica di un lettore: il quale ha di meglio da fare che correr dietro alle voci e alle miserie quotidiane, come noialtri. Va considerato che chi legge può essere interessato, al limite informato, ma non può essere esperto di tutto; neanche chi scrive, si capisce, tuttavia il suo compito è quello di offrire un punto di vista diverso. Chi scrive non può permettersi di fermarsi ad un pensiero associativo o affettivo, deve puntare sull'aspetto razionale dell'analisi, deve appunto offrire occasioni di riflessione meno immediate. Altrimenti è inutile. Certo, oggi, per esigenze pubblicitarie o di carriera, prevale il giornalismo consolatorio, entusiasta, che si nasconde dietro le parole, che non rischia. Mi pare un giornalismo perdente, almeno quanto quello che estremizza tutto, che stana improbabili complotti ovunque, che si propone, per partito preso, di “violentare” il senso comune. Per quanto mi riguarda, sono semplicemente qui per vedere quello che c'è, e quello che c'è quasi mai mi piace: tento di spiegare, lealmente, perchè. Il caso dell'antimafia, che sto trattando questi giorni, dopo averlo vissuto a lungo dall'interno, mi pare emblematico: di per sé pare un valore positivo, associativo, partecipativo, solidale; nella pratica, spesso è tutto il contrario. Se un giornalista non ha il coraggio di testimoniare questo, qualsiasi sia il prezzo da pagare, è meglio che cambi mestiere.
mdp

Ma dove l'hai trovata quella foto incredibile delle pompe funebri?

Sara, Milano

Me l'ha mandata un caro amico. Ha riscosso enorme successo, per qualcuno è addirittura un auspicio.

mdp

Volevo offrirti un'occasione per ghignare somessamente: Paolo Calissano, in una delle trasmissioni che ero costretta a guardare nel bar dove ho lavorato l'ultimo mese, parlava del suo passato da calciatore mancato ed ha detto che "è stata una fortuna con tutte le cose che si sentono ultimamente non è un ambiente molto raccomandabile". Un minuto di raccoglimento, fragorosa risata. Non mi teneva nessuno, era troppo divertente. Lui che parla di ambienti poco raccomandabili è l'apoteosi delle minchiate. Adesso poi è testimone d'accusa per la causa ad un falso centro di ricupero per tossicodipendenti (ma vorrei precisare che chi usa coca per me non è un tossicodipendente, in quanto la coca è solo uno status simbol, differisce di gran lunga dall'eroina) e magari andrà a finire che è colpa loro se quella poveretta è morta, solo perchè aveva scelto il lavoro sbagliato (scelto..) e la compagnia sbagliata. Già perchè l'omissione di soccorso se sei un cretino coi muscoli a posto ed un bel visino non è un errore da scontare con la galera.
Paura...

Palla

Calissano ha uno strano modo di pentirsi: spremendo soldi e ingaggi perfino dai cadaveri che indirettamente, ma non troppo, ha contribuito a rendere tali. Sarà la regola di Costanzo. La mia speranza è che ci ricaschi, e che questa volta nessuno lo salvi.

mdp

Sono consapevole che non hai mai posto l’antimondadorismo come valore primario, infatti ricordo che ad una presentazione del tuo libro (C’era una volta un re) a Milano, dichiarasti che un qualsiasi autore, in particolare se esordiente, avesse tutto il diritto di pubblicare un suo testo per la Mondadori. Il problema etico che ponevi, giustamente, era riferito a chi continuava imperterrito a fare affari con Silvio pur proclamandosi antiberlusconiano. E’ stato divertente inserire anche il tuo nome nell’elenco paradossale, giusto per scherzare un po’e per non prenderci troppo sul serio. Sarà anche una provocazione, ma tanto sono sicurissimo che non ci sarà mai una prefazione di Vespa in un tuo libro. Provaci e vedrai…
Daniele De Stefano

Mi fa piacere che qualcuno ricordi con precisione e senza stravolgerlo ciò che sostengo. Io quella battaglia la rivendico, perchè non era solo una battaglia giornalistica: lo era soprattutto di civiltà. Andava fatta, proprio perchè nessuno si sentiva di farla. Però non la rifarei. Perchè ho scoperto che in Italia tutti, ma proprio tutti, ma davvero nessuno escluso, ma senza eccezioni di sorta, di ideologia, di collocazione sociale, tengono famiglia. O almeno la cercano.

mdp

Ciao Massimo, ma secondo te, può esistere un centrodestra senza Berlusconi? Il discorso che faceva Casini a 8 e mezzo (non sto ad indagare i suoi moventi, sicuramente "interessati") non fa una grinza: negli altri paesi europei, chi perde le elezioni si defila, e comunque dopo 12 anni non si possono ripresentare sempre gli stessi schemi. Ma è vero pure il contrario: c'è in Italia una maturità tale per disgiungere la politica da una figura come quella di Berlusconi? La gente vuole davvero cambiare? Secondo me no, la gente ormai si è fideizzata su posizione acritiche come nel tifare le squadre di calcio: il centrodestra è Berlusconi e stop, la sinistra è questo decoupàge di colori che insieme stonano ma tutto è meglio che Berlusconi. Moretti ha fatto il film dell'anno, tocca ripeterlo per l'ennesima volta.
Cristiano

No, che non può esistere. Perchè esiste Berlusconi, ma non il centrodestra. E lui ne ha cancellato perfino l'ipotesi teorica, che come tale è l'esatto contrario, è la negazione stessa di quanto lui ha combinato.

mdp

 

 

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- 00:10

EQUIVOCI AMICI
Ripete la maggioranza, Prodi in testa, che da quest'impasse esce più coesa e più forte. In che modo resta da capire, visto che le 96 ore tra la minaccia e l'aborto della crisi sono rimaste vuote. L'argomento più accreditato sarebbe che Prodi ha fatto la voce grossa con gli “alleati”, garantendosi sostegno leale da qui all'eternità. Beata speranza, noi non saremmo così ottimisti, e probabilmente non lo è neanche Prodi. Il quale sa benissimo che di professioni di lealtà che si moltiplicano, puntualmente smentite alla prima occasione, questo governo sincopato sopravvive a stento dalla sua nascita. Fino al collasso della settimana scorsa, quando un paio di balordi hanno spinto alle estreme conseguenze la doppia lealtà praticata dai rispettivi partiti: alla coalizione, a parole; a se stessi, in concreto. Il risultato è un gioco a somma negativa, dove hanno perso tutti.
Se questa tragicommedia si poteva evitare facilmente con una chiacchierata a cuore aperto, resta da chiedersi perchè mai i mille confronti che l'hanno preceduta siano stati inutili, e per quale ragione questo, invece, sia votato a miglior sorte. Perchè delle due l'una: o questa mortificante sceneggiata era evitabile, e allora chi l'ha scatenata è un irresponsabile; oppure, giocandosi sui princìpi (ad esser benevoli), evitabile non lo era proprio. E in questo caso, è destinata a ripetersi identica in uno dei mille pretesti a venire.
Fin d'ora, comunque, possiamo spazzare via un equivoco capitale scatenato dalla crisi, e cioè che Prodi per farla rientrare sia stato costretto a rimangiarsi pacs, dico e il resto della mercanzia. O, per dirla più chiara, che nei palazzi della politica laica continui a comandare il Vaticano d'Oltretevere. Non è proprio così, il Vaticano potrà anche fare la voce grossa, ma il problema è chi lo sta a sentire. Anzi, il problema vero è che chi sarebbe anche disposto a fare orecchie da mercante, non ha i numeri per permetterselo: questo governo qualsiasi cosa faccia è sempre scoperto ora a destra ora a sinistra. In condizioni simili, non si può fare meglio di quanto sta facendo Prodi: cioè quasi nulla.
L'ultimo sospetto di cui occorre far giustizia, è che il senatore Andreotti abbia anche lui sabotato il governo in ossequio a Ruini e in odio ai dico. Sospetto innaturale. Perchè Andreotti agisce sempre e solo pro domo sua e di nessun altro, fosse pure il Padreterno. E poi perchè, diciamolo, non possiamo pensare che uno statista della sua statura possa ridursi a una simile piccineria.
Ne siamo sicuri.
Massimodelpapa

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domenica, 25 febbraio 2007

- 21:14

ANTIMAFIA CENTOVETRINE
Dalle mie parti, a Porto Sant'Elpidio, hanno messo in piedi uno dei tanti baracconi dell'antimafia delle Centovetrine coi santini, i santoni e ovviamente le scuole da coinvolgere, chè il colpo d'occhio vuole la sua parte. Naturalmente si sono scomodati i martiri, i soliti, utili a fornire un pretesto. L'occasione però restava vagamente surreale. Perchè simili occasioni o si tengono in un contesto dove la mafia ha messo piede o sta almeno provandoci, e in questo caso possono se non altro proporsi, di facciata, uno scopo propedeutico. Oppure capitano dove di mafia non c'è mai stata neanche l'ombra, e allora è pura demagogia utile anzitutto a qualche furbetto del quartierino che ha capito dove tira il vento.
Il sottoscritto è da quando ha cominciato a fare il cronista giudiziario che insiste sulle infiltrazioni mafiose nelle Marche almeno dai primi anni Ottanta: in splendida solitudine (con le eccezioni, coraggiose quanto sporadiche, di qualche magistrato o esponente delle forze dell'ordine, che però non ha voce in capitolo) e venendo puntualmente contestato (smentito non è possibile: io racconto i processi, le inchieste) dagli onesti cittadini, dagli “uomini delle istituzioni”, nonché dai colleghi, che per 20 anni hanno ignorato tutto l'ignorabile e qualcosa di più, che la puzza di mafia non l'hanno mai sentita e però ieri stavano sicuramente tutti in prima fila a stracciarsi le vesti. Per cosa non si capisce, dato che la Mafia di cui si discuteva era quella maiuscola, quella storica, quella pittoresca, confortevolmente remota nel tempo e nello spazio.
Questa è una delle ragioni per le quali a simili perdite di tempo, nella migliore delle ipotesi, io ho deciso di non partecipare più, perchè qualche volta è più morale stare alla larga. Ma ho qualche dubbio che ieri qualcuno abbia spiegato come stanno davvero le cose da queste parti. E cioè, tanto per limitarci solo allo spicchio che ci riguarda, che l'elpidiense calzaturiero è infiltrato da almeno 10-15 anni dalle mafie russe e balcaniche, tramite gli “scarpari”, con la malavita organizzata meridionale a fare, alla bisogna, da anello di congiunzione; che le mafie cinesi si sono fatte sotto, e non da oggi. Che a Porto San Giorgio turistica e commerciale la gran parte degli immobili, residenziali e non, sono stati razzolati dalla 'ndrangheta che ha bisogno di riciclare i suoi ingentissimi capitali liquidi, tenendo per le palle anche qualche preclaro negoziante che apre dovunque ma non ha niente, perchè si è rovinato col gioco d'azzardo e con l'usura; che certi bar e ristoranti sono nella stessa situazione, e fungono da paravento per lo spaccio della droga in grande stile. Che nella centralissima piazza Mentana c'è un giro di spaccio che al sabato notte calamita acquirenti dall'Abruzzo e dalla Romagna, cioè copre mezza Italia, con trafficanti giovani e anche giovanissimi che a volte si sfidano a duello per il controllo del territorio, nell'indifferenza totale e criminale della politica. Che la situazione di Fermo, Comune capofila, è per certi versi imbarazzante fin nel palazzo comunale, con qualche personaggio finito in galera, e poi assolto, per frequentazioni camorristiche e che la vox populi ha sempre collocato al centro di contesti quantomeno sconvenienti. Che la droga ormai è inarginabile, una dose di coca è scesa a 38 euro, tagliata malissimo, e la prendono ragazzini di 12 anni. Che le cosiddette babygang non sono fini a se stesse, ma funzionali a questo giro perverso. E potremmo continuare, ma non vado oltre, non parlo, per esempio, dei voli charter che all'aeroporto di Ancona ogni pomeriggio scaricano incessantemente quintali di carne fresca, slava, russa, ucraina, moldava, sudamericana, nigeriana, che poi viene sparpagliata lungo la costa da Pesaro fino a Porto d'Ascoli.
Io credo invece che ieri, oltre i soliti slogan retorici, e le autopromozioni dei santini e dei santoni alle rispettive “realtà”, carrozzoni elefantici che surrogano la politica e ne contraggono i vizi, non si sia andati. Perchè non si doveva andare. Non si doveva davvero disturbar nessuno. L'antimafia delle Centovetrine, appunto. Con una morale farisea che salva capra e cavoli: qui nel Fermano la mafia non c'è, ci mancherebbe (anche se ci sono processi in corso a cosche pugliesi con 54 imputati), però è necessario non distrarsi, non abbassare la guardia, tenere alta la testa ecc. Dopodichè tutti a cena, soddisfatti e felici di aver fatto ciascuno il proprio dovere, applaudire, fare vetrina, in una catarsi collettiva che non lascia le cose come stanno: le peggiora, perchè la mafia vive sull'omertà condivisa.
Attendo smentite.
Massimodelpapa

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- 09:49

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- 09:13

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Previti sconterà la sua pena offrendo consulenze legali ad una comunità di recupero: cioè farà l’avvocato, praticamente lo stesso lavoro che gli consentì di delinquere. Ma ho capito male io, sicuramente.
E’ come se un condannato per aver commeso un reato di pedofilia scontasse la sua pena in una scuola materna. E’ come se per dissetarmi bevessi del sale. E’ come se l’uomo fosse andato veramente sulla Luna. E’ come se Mara Carfagna fosse intelligente. E’ come se Giuliano Ferrara fosse molto intelligente. E’ come se un’attrice porno fosse ancora vergine. E’ come se il Sole ruotasse attorno alla Terra. E’ come se Schifani non fosse Schifani. E’ come se gli esponenti del centrosinistra non andassero al Bagaglino. E’ come se uno che favorì Cosa Nostra fosse nominato senatore a vita. E’ come se Mastella fosse ministro della giustizia. E’ come se Rutelli fosse ministro. E’ come se Saddam Hussein non riuscisse più a trovare le sue armi di distruzione di massa per difendersi dall’attacco USA perché le aveva nascoste talmente bene da non ricordare nemmeno lui dove fossero. E’ come se Forza Italia si chiamasse Italia Forza. E’ come se i DS fossero di sinistra. E’ come se Luciano Moggi insegnasse etica sportiva. E’ come se Massimo Del Papa scrivesse un libro per la Mondadori, con una prefazione di Bruno Vespa e ci fosse Berlusconi in qualità di relatore durante la presentazione al pubblico. Ma no, senz’altro ho capito male io.
Ciao, e mai arrendersi. Alla prossima.
Daniele De Stefano

Il libro per Mondadori con prefazione vespiana eccetera, potrebbe essere un'idea, anzi una “provocazione”, che fa glamour; tanto, in un paese che chiama pacifisti i distruttori, ci può stare tutto. Quello che però mi preme correggere, una volta di più, è che io non ho mai posto l'antimondadorismo quale valore fondante. Ho, invece, posto un problema etico - e non solo di coerenza teorica, per chi si dice antiberlusconiano militante e si fa filomondadoriano impenitente.
mdp

E su, e basta anche con questi personaggi, la Franca Rame che dice “non ne posso più, voto la fiducia e mi dimetto...”. Ma che c'è andata a fare?
Giulio, Milano


Chiedilo a Travaglio. Franca Rame è un rottame. Dario Fu è un cimelio di un tempo che non c'è più. Per fortuna, sennò eravamo pieni ancora di terroristi da soccorrere o nascondere.
Mdp

Beppe Grillo sul suo blog ha la spiegazione politica dell'accaduto: “D'Alema porta sfiga”.
Lucio, Sondrio


Grillo è ormai un esaltato senza controllo.
Mdp

Alè! Come direbbe un mio amico: mò se divertimo! Non resta che lasciarsi al più gaio pessimismo, per parafrasare Nietzsche, io personalmente apro il totodisastri per inaugurare la "nova era politica" (see... come no...) che nasce oggi.
PS: Mi sono rotto le palle di avere sempre ragione. Tu no? Mai una smentita, neanche ai più turpi sospetti.
Bacio le mani.
Luigi

No, mi sono rotto le palle di rompermi le palle.
mdp

Massimo, sono intristito come non mai. Ora vorrei proprio vederli in faccia questi pacifisti, rifondaroli e noglobal del cazzo. Ora ci attendono 30 anni di governo Berlusconi.
Cosimo

Ecco, appunto, pace, pace, pace all'animaccia loro.

Ma che senso ha adesso il decalogo di Prodi per poter continuare? E servirà?
Cesare, Milano


Le 12 tavole di Prodi sono la mesta ammissione dell'inettitudine del suo governo.
mdp

Ciao Massimo, hai visto, Si son pestati due dei Comunisti italiani, quello che ha fatto cadere Prodi ci ha rimesso il naso.
Davide, Alessandria


Si pestano in prima classe di un treno di lusso. Per essere una forza proletaria e pacifista, non ci manca niente.
mdp

Ma secondo te il governo punto e a capo ce la farà?
Marco


No. Possono puntellarlo, rappezzarlo e medicarlo quanto gli pare, ma la verità è che quando un governo cade una prima volta, e a questo modo, e con certi compagni di strada, è come un malato di cancro, e fa poca strada. Fra circa un anno si tornerà a votare, e rischia di rientrare Berlusconi, che però malato lo è davvero, è andato in America a curarsi, ma sta crepando. La speranza è che, liquidato lui, e convintosi il Paese che essere comunisti nel 2007 è da dementi, si torni a una politica appena un po' meno sconcia, con due, tre figure appena più presentabili, D'Alema, Fini, Follini. Ho detto appena più presentabili. In attesa, forse vana, che maturi una generazione politica appena meno infame. L'alternativa è una riedizione del grande centro, del cetaceo democristiano, il che, più che da dementi, sarebbe da traviati.
mdp

Certo, certo, a te piaceva il governo riformista dei padroni del democristiano Prodi...
Anonimo

Per niente; ma la mia critica, anzi la mia repulsione, a quanto accaduto è di natura etica ed estetica.
mdp

Come sempre, condivido. Non ho visto l’oscena Ballarò, versione kabulista del programma vespiano, ma posso immaginare sguardo allucinato, mimica e convulsioni lessicali dell’alieno in questione. Finalmente sotto le luci della ribalta. E convinto, finché non diventerà un fervente anticomunista, di essere un uomo coerente, ideologicamente puro, integro, tutto d’un pezzo. Il demente. Solo più palesemente mentecatto degli altri protagonisti di quest’ultima grottesca pagliacciata governativa. Perché dove lo mettiamo il ministro degli Esteri, più togliattiano, doppio, supponente e arrogante che mai, che la mattina del discorso al Senato aveva annunciato che avrebbe “volato alto”? Come l’uccello padulo, ho pensato. Prima ancora dell’esito del voto di fiducia. Quello che ti si inflilza dentro al culo. Scommettere che se per il rotto della cuffia, col consueto mercato delle vacche, ottengono la fiducia il suddetto stronzo baffuto sarà ancora lì a fare sia il vice primo ministro sia il ministro degli Esteri?
Buona domenica, che agg’a dì... Intanto a Catania, dopo due settimane dal misfatto, 5 su 6 delinquenti calcistici sono a casa. E appena riaprirà come un sol uomo allo stadio. La certezza della pena, il pugno di ferro... Oh yeah. 
Marco Scaini

Povero D'Alema, per una volta che stava fuori dal cortile e faceva bene all'Estero. Va peraltro ribadito che Rossi, nel suo infimo, è solo uno che ha portato alle estreme conseguenze la doppiezza dei suoi compagni, che fin dal primo giorno minacciano, avvertono, alludono. Salvo poi punire il reprobo che applica la teoria. Delle due l'una: o fingevano, pensando alla pensione parlamentare, e allora erano irresponsabili. O fingono adesso, e allora sono farisei. Oppure fingevano prima e adesso, e in questo caso restano comunisti.
mdp

Caro Massimo, potenza della televisione: Rossi è sputacchiato dappertutto, ma il compagno Turigliatto, che condivide con lui l'impresa di sfasciare il governo, tutto sommato si è salvato dalla gogna: e sì che ancora non si è redento, insiste nel dire che sta riflettendo, che rifletterà...

Rino, Mantova

Turigliatto è una settimana che sta riflettendo, riflette, riflette sempre. Che è, uno specchio?

mdp

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

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sabato, 24 febbraio 2007

- 00:01

MI DIMETTO
Troppa aria che cammina, e la bevono i fessi. Son piccoli Riina, e urlano come ossessi. Ce ne fosse uno sano, uno non disumano: fanno tutti ammoina, parlano di se stessi. Alberghi, ristoranti. Piccioli, non sai quanti. “Non abbassar la guardia, tenere su la testa”, poi scendono dal palco e comincia la festa. E i cittadini onesti, che corrono a spararsi la dose di catarsi, poi tornano più lesti ai loro vecchi intrugli. Una vita d'imbrogli. Bella legalità, fino a che resta là! Troppi antimafiosi che fiutano quell'aria. Troppi vanagloriosi in posa funeraria. E sospetti e veleni tra banchetti e proclami fatti da eroi di carta, cui di se' soli importa. Non ci sto, mi dimetto. Non sarò lo strumento di questo gran giochetto che punta al Parlamento. Son giochi di potere, mosse sulla scacchiera di inutili pedoni che mettono il sedere: per chi si frega i doni, per chi guarda lontano. Fanatici. Imbroglioni. Porci di professione. Mistici stralunati. Veri sciacalli nati. Non ci sto, mi dimetto: c'è più moralità a restarsene a letto, a fare un passo indietro, e vada come va. Non sarò un carrierista sulla pelle dei morti. Non un professionista che sale sui ricordi di giorni mai vissuti. Non sarà la mia strada costellata da ossuti fantasmi in malafede. Accada quel che accada, non ci metto più piede nel losco carrozzone: nani, buffoni, avanzi: avanti che c'è posto, ladri, lenoni, stronzi in fila ad ogni costo. Viaggio da solo io, raggiungo un'altra scuola. Corre libera e vera di più la mia parola. Occhi negli occhi, un cuore... E saranno avventure, meglio ancora di allora. Padroni di sognare, così forte da creare finalmente l'amore. La morte. L'orrore, certe volte. Ma senza più ribalte. Non ne abbiamo bisogno, per prometterci impegno. Non ci servono premi, per difendere un sogno.
Massimodelpapa

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venerdì, 23 febbraio 2007

- 13:19

IL DIVERSO
Dopo un anno sono tornato a seguire un talk show politico, in specie Ballarò: che mi è sembrato esemplare non di per sé, ma in quanto utile almeno a conclamare, senza possibilità di errore, quanto la politica italiana, senza eccezione alcuna, senza sfumature o gradazioni di responsabilità, sia interamente e organicamente lurida, criminale, repellente, abietta, bestiale, corrotta, necrofila, pedofila, esibizionista, voyeuristica, incestuosa e decomposta. Sotto tutto questo, l'abiezione di uno dei due esemplari comunisti che hanno fatto cadere, oggi come allora, sorta di heri dicebamus, il governo moderato di sinistra, riconsegnando il Paese fra pochi mesi densi dell'ennesima campagna elettorale vomitevole e orripilante, all'autocrate di estrema destra.
Solo, al centro della scena, l'alieno tradiva occhi da pazzo, da diverso. Non è come gli altri uno così. Non lo si sente di una umanità comune. Pareva lo spostato che, roso dall'invidia, coglie ad ogni costo la sua occasione per approdare a quella notorietà di un attimo che contagia sempre altri. Uno scemo al centro della scena, che recitava (malissimo) col corpo e colla mimica, che declinava il suo penoso curriculum “sono stato anche consigliere comunale”. C'è chi uccide un figlio e chi un governo. L'importate è che le luci della ribalta finalmente si posino addosso, come una pioggia dorata.
Questo rappresentate di una decrepita utopia risoltasi in un tragico delirio, non è il solo personaggio di un circo di derelitti: è solo uno che ha portato alle estreme conseguenze l'esibizionismo, il cinismo, il senso di irresponsabilità e di slealtà di un'accozzaglia di manutengoli, un bivacco di manipoli che di questi disvalori si nutre, in quanto sostanziali di una ideologia che appunto su questi si reggeva (al punto, oggi, da processare grottescamente chi ha applicato fino in fondo i proclami di pacifista distruzione fino a ieri eruttati, e da giurare ancor più grottesca fedeltà al governo appena sabotato). Non è l'unico: è, solo per oggi, il peggiore di uno stagno dove, a cerchi concentrici, una politica infame contiene partiti laidi fatti di sottouomini sordidi. Scommetterei anche quel che non ho, che il granitico comunista tempo due o tre mesi approderà al più intransigente anticomunismo.
Massimodelpapa

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- 01:38

CHEMIO
Devi arrivare presto, perchè c'è già la fila: occhi bassi, scavati. Facce arrese. Tradiscono una speranza snervata, scettica. Di tanto in tanto una voce fa l'appello e allora si alzano in otto, in dieci e marciano stentati come fantasmi lungo un corridoio che qualcuno ha umanizzato coi poster di Charlot, della Vespa, di fotografie famose. Le analisi subito, dopo un po' la terapia, sulla poltrona, sfogliando riviste; c'è pure il videoregistratore, sugli scaffali le cassette. Ma nessuno le raccoglie mai. Nessuno conversa, sono tutti occupati a sopravvivere.
Qui ci si inietta la vita possibile, l'antidoto contro la morte che insinuante rosicchia. Qui si fa finta di niente, sapendo di giocarsi tutto. Scoprendo che vivere è consegnarsi: se va male, se va bene, tu cosa puoi fare? Di un'altra cosa t'accorgi: quanto è fragile l'esistere di sempre, che un responso manda in pezzi, di colpo, una fucilata e niente è come prima, cambiano i giorni, si entra in una incertezza che già da sola consuma. E il tormento diventa tormento per chi assiste. Lentamente, troppo in fretta qualcuno ci abbandona, e vorremmo gridargli tutto il nostro sgomento, e vorremmo incolparlo dello strazio che prova. Chi si ammala, se ne vergogna come un animale.
Quanta paura atroce sparsa per le strade, quale tormento serrato dentro tanta gente che sfioriamo coi gomiti, nelle nostre corse convulse senza sospettarne la tragedia nascosta. Custodiscono un conto alla rovescia verso un Natale in più, verso un'estate ancora. Almeno un'altra occasione. Almeno non sia domani. Il cancro brucia il tempo che resta.
Non l'avrei sospettato fossero così tanti a curarsi di chemio. È una bella scoperta, vuol dire che sono di più a lottare, con più armi, più a lungo.
Ma quell'esercito di occhi atterriti, dopo, al bar, non ci sono parole per dipingerlo.
Massimodelpapa

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Solcando i sette mari

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La massima di Massimo

In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
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Scorribande


DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù
22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
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23 agosto, ore 21,30
Pescara
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Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù



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