made by StregaCorvina

sabato, 30 giugno 2007

- 14:51

SCOLORA
Da qualche parte nel mondo, in una valle, un trattore arranca nella sera, e i paesi intorno sembrano ascoltare la solitudine dell'uomo che si danna. Scolora, e le stelle ancora indugiano dietro il sipario blu del cielo incerto. È un momento di pace, tutto è spento; solo il trattore manda il suo lamento.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

venerdì, 29 giugno 2007

- 16:59

GIGANTE
Caro Amico scomparso come un sogno, vissuto con la grazia di un fringuello. Vorrei dirti che oggi vedo musici trasformare in castelli i loro canti. Qualcuno lo merita, ma nessuno può nulla di fronte ad un tuo verso, uno qualunque, di gigante devoto all'umiltà che dentro un fiore ci trovava il mondo e di castelli in aria era signore, librando il cuore dentro la sua stanza.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

giovedì, 28 giugno 2007

- 12:16

L'EQUIVOCO DON MILANI
Qualche ora fa qui ad Abbadia, dove ormai son di casa, nell'osteria del Catalano che è il posto più intimo di questo paesino sotto l'Amiata da cui mi son fatto adottare, è scoppiata una delle tipiche gazzarre da osteria nelle quali si polemizza per il gusto di farlo, per tirare più in lungo la cena allungandola con qualche altro bicchiere. Solo che, nella concitazione dei discorsi, conditi da moccoli come in ogni discussione da taverna che si rispetti, non si riesce mai a dare un'idea fondata di ciò che si vuol sostenere: per cui sono andato a dormire con questo rovello, e adesso che albeggia ancora mi sento un gatto vivo nello stomaco che mi obbliga ad asportare alcuni fogli dallo studio di Norman che mi ospita, per chiarire idee rimaste inespresse.
Per farla breve, si era finiti a parlare di don Milani, del quale in questi giorni si fa un gran elogiare, ipocrita perchè si scrive don Milani ma si legge Veltroni, il nuovo capo del nuovo Partito Democratico che da Barbiana ha intrapreso, facendolo sapere a tutti, la sua nuova avventura di potere. Io ho scandalizzato i miei contraddittori esprimendo il mio biasimo su questo santino o santone, don Milani, il cui invasato approccio pedagogico mi seduceva in gioventù ma invecchiando mi lascia sempre più diffidente: sarà che sto diventando reazionario. Ma don Milani, “intellettuale di cultura ebraica, biblica, nato in una famiglia di professori emeriti, dal padre al bisnonno, in una famiglia ricca e di gusti snobistici, che si getta in un’avventura di riscatto pauperistico ma senza cadere nel culto della povertà”, come lo vide Giorgio Bocca, mi pare sempre più come Che Guevara: un mito per giovani (e Veltroni è il Giovane per antonomasia), da poster, poco e male compreso.
Io di don Milani contesto ciò che lui contestava: la sussistenza di una scuola elitaria da abbattere in quanto tale (anche se lui, in realtà, nella sua piccola nicchia la potenziava a livelli esasperati, la rendeva da elitaria addirittura in aristocratica: l'aristocrazia dei poveri). Per la semplice ragione che fra i compiti di un sistema scolastico c'è anche – non solo, ma anche – quello di promuovere un nucleo di eccellenze. Milani cogliendo l'inaccettabile corrispondenza tra scuola censitaria e scuola dei migliori, aveva visto giusto; ma poi sbagliava la prognosi, che, anche se non formalmente espressa, consisteva nel travolgere l'élite ideologizzandola, massificandola. Detta ancora con Giorgio Bocca, “che cosa significava questa scuola per i poveri dove si insegnava una cultura non da ricchi ma da super-ricchi, una cultura di élite ignota, non praticata nella scuola borghese o nei collegi cattolici? Un esempio virtuoso? Oppure la scommessa luciferina di un prete rossimo ad essere spretato, che per essere diverso, per essere al di sopra delle miserie e delle vergogne del mondo si era ritirato a Barbiana, una canonica isolata cui si arrivava per una strada non asfaltata, con la chiesa e un piccolo cimitero, il pergolato e un'aula col mappamondo, le stelle e i pianeti per studiare l'astronomia, con i diagrammi dell'economia nazionale per capire che sono i poveri a pagare le tasse e come si dividono i flussi delle entrate?”.
Don Milani poteva fare tutto questo perchè la sua era una scuola di pochissimi sui quali aveva un'autorità assoluta e indivisa. Ma a livello generale una operazione come la sua era impossibile e lui, da persona colta e intelligente, lo sapeva benissimo anche se fingeva il contrario, fingeva di credere a questa sua utopia, ignorando che ogni Paese moderno, o che si avvia alla modernità, ha bisogno di una prima scelta di cervelli giovani che raccolgano il testimone delle conoscenze più approfondite: una eccellenza di massa non si dà in natura, ed è un'utopia perniciosa. Specie se condita col furore del convertito, con l'integralismo settario del quale un altro che lo conobbe, Montanelli, pur apprezzandone la carica per così dire eretica non nascondeva le critiche nel merito: “Non condivido le sue pretese classiste secondo cui di cristiano o di suscettibile di diventarlo non c'è che il proletariato. Queste son baggianate che non vale neanche la pena di confutare”. Montanelli aveva colto il punto, tranne che, a non confutarle, quelle baggianate sfociarono altrove, per esempio, in una teologia della Liberazione equivoca, ambigua, facile da strumentalizzare, quell'improbabile ibrido di marxismo salvifico, di cattocomunismo che da noi non ha più smesso di fare danni, puntato com'era contro ogni criterio meritocratico.
Dire che una massa di migliori è fisiologicamente improponibile è tutt'altra cosa che voler lasciare i figli dei poveri alla loro debolezza e ignoranza; significa, al contrario, prendere atto che un sistema scolastico non può cavarsela raffinandosi a livelli supereleitari nel contempo proletarizzandosi, insegnando a venti ragazzi il contratto dei tessili a discapito della cultura umanistico-scientifica di base. I licei, le università sono centri di selezione dei migliori? Certo, e questo in cosa sarebbe un male? In India una selezione del genere sforna da 20 i migliori ingegneri, informatici, tecnici del mondo oltre a letterati di primissimo ordine, che stanno contribuendo in modo decisivo a far fare passi avanti fondamentali a questo subcontinente da un miliardo di persone. Senza criterio meritocratico, senza selezione dei migliori, tutto questo sarebbe impossibile. Non solo: per la prima volta, come racconta Federico Rampini, anche fra i paria, la casta degl'intoccabile che sopravvive a dispetto di una democrazia costituzionale, i giovani possono sperare di entrare a far parte di quell'eccellenza, se hanno i numeri: la fame di talenti è più forte persino del pregiudizio religioso. Da noi funziona al contrario: il pregiudizio religioso, per dire ideologico, fa premio su tutto, anche sulla logica. Per cui il Paese virtuoso non è quello che promuove i migliori, ma che li affossa nel nome di un egualitarismo anodino, calato dal cielo, indiscutibile e incorreggibile. L'ingiustizia di una scuola censitaria, antimeritocratica, per contrappasso ha lasciato il posto a un'ingiustizia speculare, falsamente democratica e altrettanto antimeritocratica. Scuole e università hanno sfornato e sfornano legioni di mediocri, di incapaci (a loro volta trasformati anche in insegnanti mediocri e inetti, zuppi di pregiudizio ideologico, on un cortocircuito micidiale), ad assorbire i quali hanno pensato decenni di assistenzialismo e di clientelismo, altro giro vizioso devastante. Bocciare è divenuto un intollerabile delitto di stampo fascista; promuovere tutti una virtù che testimonia la democrazia, la misericordia, il progressismo. L'università di massa è diventata un diplomificio e un ufficio di collocamento in cui, sulle ali del Sessantotto, del Vietato vietare, del rifiuto dello “studio di merda”, si diventava dottori (e poi anche professori) per meriti politici, che voleva dire demiriti culturali. Gli studenti salivano in cattedra (alla lettera...), si sceglievano i piani di studio con materie estemporanee e stravaganti, si promuovevano da soli, impedivano ai colleghi di studiare altrimenti (o sul serio), intimidivano e pestavano i docenti, abolendo l'ida stessa di scuola, di apprendimento, di formazione. Dopodichè, finita la ricreazione (altro che rivoluzione), quei giovani borghesi figli di borghesi rientravano nei ranghi finendo per diritto naturale ad occupare i posti di élite che li attendevano, le direzioni dei giornali, delle aziende di famiglia, dei partiti. Mentre ai poveri non restava che il fumo di un'illusione e la tragedia della droga o del terrorismo, nella migliore delle ipotesi la presa d'atto di anni sprecati, di una ignoranza che restava e li rendeva più poveri e più schiavi di prima.
Da qui discendono tutti i nostri guai, così radicati che nessuno più tenta neppure di discuterli e tutti invece fanno a gara per sublimarli: il permissivismo, il teppismo con la rete di protezione del perdonismo, il rifiuto pervicace della lettura, un consumismo esasperato che trova pochi riscontri fuori nella gioventù di altri Paesi, la cronica disoccupazione di troppi laureati poco preparati (nonostante il numero sia in assoluto il più basso d'Europa, con un tasso di abbandoni che sfiora il 70 percento) una sfiducia patologica nel futuro e quello che è peggio una sorta di rassegnazione congenita, che sfocia nel cinismo: se a quindici, diciotto anni uno ha già imparato a cercarsi uno sponsor invece che a migliorarsi, ha le sue buone ragioni, sa perfettamente che studiare non gli servirà anche perchè spesso non ne ha la possibilità concreta, chi dovrebbe gestirlo ne sa meno di lui. Noi ci lamentiamo dell'antipolitica che ci governa, di un sindacato che invece di tutelare i migliori protegge i lavativi (e se ne vanta), della raccomandazione e la corruzione come autentici fulcri dell'economia e del lavoro. Ma da dove derivano queste tare, se non da un sistema pedagogico e didattico che ha drammaticamente fallito, che ha tradito tutti i suoi obiettivi?
Tornare indietro è difficile. Ma l'inizio di tutto stava in quella confusione ideologica, faziosa e isterica, che animò anche don Milani e che dopo di lui si è imposta. Stava, insomma, nell'italianità che non risparmia neppure gli antitaliani, per cui a una ingiustizia si rimedia con la retorica e la demagogia, a una scuola scarsa e classista si contrappone una scuola brancaleonesca e altrettanto scarsa, se non di più. “Far parti uguali fra diseguali è sbagliato”, come diceva il priore di Barbiana, ma l'altra bella frase che poi ne è conseguita, di stampo marxista, “da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”, proiettata sul piano dell'educazione e della politica scolastica è un assurdo che non porta da nessuna parte, tranne che in un vicolo cieco. Peccato che Veltroni, l'uomo del futuro, sia così cieco di fronte al passato prossimo.
No, la strada giusta non stava nel travolgere con la furia dei crociati l'eccellenza scolastica: ma nel difenderla, svincolandola dal censo e dando a tutti la possibilità di farne parte. Un'utopia anche questa? Probabile, ma un'utopia che altrove ha funzionato, sta funzionando. E che, comunque, fra le utopia sembra la più propulsiva, oltre che quella più autenticamente democratica.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

martedì, 26 giugno 2007

- 12:40

NEL CIELO DI USTICA
Il Grande Botto non l'ha sentito nessuno eppure s'è inghiottito ottantuno viaggiatori, bambole, bambini, sorrisi e discussioni, programmi e situazioni, bagagli, amori, sguardi e poi altri fantasmi, con la divisa o senza, che custodivano ancora schegge di segreti. Il Grande Botto si sfarina nel carnevale di parole, coriandoli di carta che non servono a niente. E passano i tramonti nel cielo di Ustica e la memoria non si arrende, non riposa, non ha pace anche se è impotente. Il Grande Botto, e poi un altro, questo lo sentono tutti, in terra non in cielo: la stazione in mezzo ha una Gran Ruga, alta, ammonitrice dell'orrore che spazza via ottantacinque futuri straziandone altri centosettantacinque. In quella stazione cicatrizzata non vedi rimbalzare saluti ma - per l'eternità - urli sporchi di morte, gli ululati delle ambulanze, dei pompieri, delle camionette della polizia. E gli altri uccisi viventi, i parenti, gli amici dal domani amputato, negato alla speranza, all'allegria, alla gioia. E silenzi sporchi di colpa, di chi nasconde e di chi si nasconde, di chi deraglia eternamente la colpa, la dirotta, la tace finché infiniti treni e voli copriranno tutto. Schegge di segreti restano conficcate nella storia comune, lunga orrenda storia inzuppata nella ferocia, nelle menzogne, nel terrore che chiude le bocche. Ci sono luoghi violentati che non guariranno mai, non asciugheranno più il dolore. Il Grande Botto non l'ha sentito nessuno ma ha insanguinato il cielo e da allora non cessa di assordare.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

- 00:00

IN SALUTE E IN SENTIMENTO
In quasi 20 anni di giornalismo free lance almeno una cosa l'ho imparata e cioè che quando si fa pubblicità televisiva, per far capire bene che è pubblicità, va fatta riconoscere (a norma di legge, non per degnazione) con opportuna scritta. Allora come si spiega il senso e soprattutto l'impunità di una operazione come quella del Tg 2 Costume & Società del 22 giugno, vale a dire una sfilata ininterrotta di più o meno grandi firme con le loro “creazioni”, tutte debitamente stracitate? Dato che durante il servizio, in molti sensi, campeggiava il logo del “Tg 2”, se ne presume che la faccenda rientrasse ufficialmente nell'appendice di approfondimento notiziario: e allora, no, proprio non ci siamo. D'accordo, sappiamo tutti che Costume & Società è un bazar per il quale è difficile stupirsi. Qui però non si può nemmeno più parlare di marketta: è qualcosa di molto più profondo, impudente e scorretto. Ma la rete, la testata e la stessa curatrice Mariella Milani, deputata a sfilate e passerelle, davvero non debbono rispondere di nulla, davvero lavorano in una sorta di zona franca rispetto alle regole basilari del giornalismo? Oppure, dato sì che “così fan tutti”, ne deriva che la tv di Stato deve aiutare il made in Italy, l'export, il fatturato “e quant'altro”? Oppure è solo il canone, quello al quale bisogna dare “un aiutino”, per mantenerli, come cantava Renato Zero, “in salute e in sentimento”?
Sempre la Rai, quella della rete 3, si scopre folgorata da don Milani proprio quando Veltroni sale a Barbiana per intraprendere la sua avventura di potere al timone del PD. Certo una coincidenza esoterica. E così abbiamo una vaga idea di cosa attenderci dalla rete libera, moderna, progressista, senza padroni né padrini che per il prossimo autunno insieme ai soliti vecchi martiri di poco o nessun talento assolda, altra casualità, Saviano, questo mediocre sceneggiatore che non disturba nessuno ma che fa contenti molti, a cominciare dai suoi ottimi sponsor per finire con la corte di miracoli di aspiranti o di anonimi destinati a tornare tali. S'era capito quando il rampante giovanotto fu sdoganato dal Vecchio Cronista, prestatosi a questa manfrina con docilità imbarazzante. Ma davvero basta fare un mattone malscritto e ottimamente pompato, pieno di scoperte dell'acqua calda sulla camorra e di preconcetti paleomarxisti su come sconfiggerla, per vedersi aperte le porte della Rai, azienda in salute e in sentimento, trattato da pari a pari da un Biagi? Forse sì, se si considera chi la gestisce e la farcisce questa Rai superlottizzata.
Altre facce papabili. Luxuria fa tre o quattro lavori insieme, l'ultimo dei quali è il parlamentare, che però è legittimo sospettare apra le porte ad altre attività; se gli si chiede ragione di costi e compensi extra, strilla subito all'omofobia. Dal che si chiarisce il senso del suo essere transgender: essere più uguale degli altri. Diremmo che anche lui è pronto per un posto al sole nella Rai dei diversi, intesi come sponsorizzati.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

lunedì, 25 giugno 2007

- 09:59

L'ETERNA ITALIA DEL TANTO PEGGIO
Sarà una mia impressione, ma come sembrava vecchio l'eterno giovane Walter mentre distillava il dilemma della sua candidatura al partito democratico che rischia di morire ancora feto: ma non doveva rappresentare il nuovo corso della politica? E allora perchè lo danno a uno che di politica vive da una vita, che ancora undici anni fa era viceprimoministro? E che ci fanno a raggiera le altre facce, sempre più bianche di sopra e abbronzate di sotto, da vecchi tennisti o velisti senza alcuna intenzione di fare un passo indietro anzi in attesa di sabotare Veltroni come hanno fatto con Prodi?
Come ampiamente previsto, nessuno parla più de “la Casta”, il libro sugli sprechi e le oscenità della politica predona. Mitridatizzato il suo veleno, la politica naviga come prima, avanti tutta. Che la rotta sia quella dello sbando per i cittadini, importa poco alla politica e importa poco anche ai cittadini: qualsiasi filmato da telegiornale di regime potrà dimostrare un codazzo di plebe sorridente e mendicante dietro al ministro di turno, lo stesso magari maledetto fino a un minuto prima. La politica questo lo sa. Veniamo da settimane allucinanti: la rimozione, malissimo gestita, di un alto papavero della Guardia di Finanza considerato infedele ma proposto a un altro incarico di rilievo. Le ammissioni, forse non così innocenti, di un vicequestore di polizia sulla macelleria messicana a Genova che portano a un avviso di garanzia per il capo della sicurezza nazionale, vicenda sulla quale non si capisce nulla se non una gran danza di squali in sommersione, una ridda di ricatti e di tributi fra alleati, e che minaccia di finire, anzi è già finita, allo stesso modo che col generale della Finanza: con una rimozione annunciata e non adeguatamente motivata, insomma il solito casino all'italiana in cui questo governo par'essersi specializzato.
In mezzo, le intercettazioni di finanziopoli, penalmente irrilevanti (per ora) ma moralmente invereconde (già da ora) sull'attrazione fatale dei politici per faccendieri e magliari, la reazione delle corporazioni, vittoriosa e supportata dalla sinistra estrema, contro ogni pur timido tentativo di liberalizzazione del governo a favore dei cittadini, la pressione fiscale già insostenibile e in aumento legata all'evasione sistemica e patologica, cioè il cane che si morde la coda (fino a divorarsela), lo scoppiettare del bullismo e dell'eversione, il rialzare la testa della mafia che conta sull'abolizione dell'ergastolo, propagandata sempre dalla sinistra estrema, l'epidemia di scandali e mafie nel mezzogiorno, con la camorra che guida le proteste da strada per i rifiuti e i calderoni tra cosche, massoneria, magistratura e politica scoperchiati in Basilicata come in Calabria. Quanto a dire l'eterna Italia del malaffare che nella sua fissità sconta il ritardo, probabilmente incolmabile, nella ricerca, nell'apprendimento, nel senso civico rispetto all'Europa e all'Asia emergente. Il capo di Confindustria Montezemolo ha detto una cosa talmente banale da suonare patetica e cioè che il sindacato difende anche i fannulloni, operazione rivendicata con orgoglio dallo stesso sindacato che si oppone a qualsiasi meccanismo di controllo sui parassiti e i mascalzoni. Ma i farisei della sinistra radicale, che in quest'antipolitica infame e parassitaria eccellono, se ne stracciano le vesti come chi sta alla larga da un pubblico ufficio, uno sportello o un ospedale cioè i luoghi dove la plebe patisce ogni genere di soprusi. Mentre il capo dello Stato, non diversamente da tutti quelli che l'hanno preceduto, si dice preoccupato per lo stato delle istituzioni, che vuol dire la degenerazione senza fondo di una politica invereconda. E senza metterci l'esplosione della pedofilia, del crimine balordo, della violenza domestica, delle droghe, senza contare lo stato di bancarotta nei servizi che spremono senza eccezioni i cittadini anziché servirli, mentre i cittadini, definitivamente involuti in consumatori, anzi in consumanti, catatonici e compulsivi preferiscono seguire le sguaiate imprese della premiata ditta Mora, Corona & Briatore con le loro deposizioni arroganti e allucinate.
Questo deserto della società e della politica, secondo i più illuminati, darebbe luogo a un bisogno irrefrenabile, famelico di politica. Ma certo. E la politica che fa? Si perde col Partito Democratico e con chi lo guiderà, le teste canute da talk show in ordine sparso, il giovane vecchio Veltroni “che ci fa guadagnare almeno 9 punti”, ma senti un po' che idea mercantilistica della politica hanno i politici. Tra una visita e l'altra da Fiorello, a turno, a cantare e ballare come sul Titanic. Tira a campare la Casta, sapendosi catafratta, infrangibile. La libera informazione si adegua, dimentica le tare della politica e corre dietro al giovane vecchio Walter con la sua corte dei miracoli, musici istrioni e letterati come un nobile dell'Ancient Régime, in prima fila la Rai 3 folgorata da don Milani proprio quando Veltroni sale a Barbiana. Tutti al gran ballo del Partito Democratico o a quello del Billionaire. I giornali si disputano il fotografo Corona che è uscito da galera come da un centro termale, e poi si ha ancora il coraggio di gridare al regime, allo stato di polizia in questo Paese. Ma sì, hanno ragione gli illuminati commentatori che dalla politica ricevono gli ingaggi: non c'è mai tanto bisogno di politica come quando la politica non c'è o c'è per rubare. Ma non si fa prima a dire “tanto peggio tanto meglio”?
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

sabato, 23 giugno 2007

- 11:03

CANDELA AZZURRA, PER BRUCIARLI MEGLIO
Il mondo è dei folli. Contrastati a fatica da chi non si rassegna alla demenza. Dietro iniziativa del ministro alle Telecomunicazioni, Gentiloni, la polizia ha sbarrato gli accessi a un sito che sosteneva la “giornata per l'orgoglio pedofilo”, ricorrenza di cui non si sentiva la mancanza. Sito prediletto dalla comunità pedofila mondiale che in Olanda voleva addirittura fare un partito, usato per concordare iniziative e manifestazioni, a conferma che internet ha incrementato lo sviluppo, delle tecnologie come delle nefandezze, ma il progresso ancora poco o per niente. Questa meritoria iniziativa di Gentiloni sconfessa peraltro il fatalismo per cui con la rete, nella rete nulla si può fare, se uno sconcio c'è va tollerato per diritto divino del dio Internet. Anche questa un'idea folle, dove fiorisce il commercio di bambini e di materiale osceno che li riguarda è possibile, è doveroso intervenire perfino se il sito sfugge alle barocche leggi italiane (la piazza pedofila in questione era tedesca). I siti pedofili stroncati sono centinaia, gli orchi arrestati migliaia, i denunciati a piede libero decine di migliaia. Si riformano, certo. Ma per essere costantemente braccati, e prima o poi scoperti. Si estendesse la regola alle truffe, alle usurpazioni di identità, alla diffamazione svolazzante e anonima, forse internet diventerebbe sul serio qualcosa di diverso e di civile.
Le rivendicazioni degli orchi sono farneticanti, ricordano quelle dei brigatisti: hanno indetto la giornata dell'amore bambino per oggi 23 giugno, quando "tutti i pedofili della Terra accenderanno una candela azzurra per ricordare i pedofili incarcerati, vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiuste e restrittive".
È il solito squallore con cui ogni tanto qualche sciacallo tenta di ricoprire di libertarismo, di pluralismo una pratica fondata sulla violenza più odiosa, quella agli indifesi talmente indifesi che spesso non capiscono le atrocità di cui sono oggetto. Ma allora come mai se le ricordano per tutta la vita, come mai ne escono, quando ne escono, sconvolti senza ritorno? Questo i teorici dell'orgoglio pedofilo non lo spiegano, così come non spiegano per quali percorsi una asserita passione come la loro finisca per alimentare un laido commercio sotterraneo. Ma la scemenza collettiva, alimentata da internet, che di siti pedofili scoppia, ha una risposta per tutto: non si faceva così anche nell'antica Grecia, nell'antica Roma? Non proprio, e comunque all'epoca ci si scannava allegramente per ragioni, politiche e religiose, che oggi parrebbero, almeno ai savi, inaccettabili. Ma il mondo è dei folli, e tocca cimentarsi con quelli che vorrebbero spacciarti la pedofilia come una pratica benefica e salutare per il bambino. Mentre tu vorresti solo cinque minuti per annientarli.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

venerdì, 22 giugno 2007

- 16:22

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Ho letto il proseguo della storia sull'estate. molto bello, a me succede in autunno, d'estate sopporto di più, anche le non canzoni, il nessun Battisti, il non essere più, la speranza di non essere stati mai!
Monica

E non ci crederai, ma quando l'ho scritto avevo proprio in mente le canzoni di Battisti. Tutte, nessuna esclusa.

mdp

Estate '79, Alan Sorrenti. C'erano ancora i 45 giri? Io ero a Cassino e stavo facendo il militare, ma tu eri nell'età giusta perché fosse un tormentone adoscenziale. Ai tempi dei miei 14/15 anni era stato "Piccola Katy"... Ma siccome ero sveglio anche JJF e Honky Tonk Woman!

Marco Scaini

Io di quell'anno ricordo Il Carrozzone, Gloria e Caro amico ti scrivo, se non sbaglio. Anche Message in a bottle dei Police. Ma avevo già scoperto Miss You, e stavo andando a ritroso sulla strada di pietre...

mdp

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

- 10:04

SOTTO LE COPERTINE
Quello che manca sono le canzoni estive. Cazzo, era come un segnale: scoccava maggio e uscivano tutte insieme nei dischi di vinile: che mondi promettevano sotto le copertine! Parevano leggere, ma eccole ancora qua, sopravvissute al tempo che le rimpiange, impotente: così, è un po' meno estate. E quelle mie sono andate, ma le canzoni no, io suono ancora quelle e le adoro di più, perchè mi parlano sempre di un ragazzo che fu. Perchè non smetti mai d'amare chi hai perduto. Adesso a metà giugno la sera sa d'autunno; mi fermo a un distributore, sento appassire il cuore: nel canto degli uccelli che celebra il tramonto mi si rovescia addosso l'ingiustizia del vivere. Vivere senza estate. Con spettri di canzoni. Col fantasma di me. Nulla è venuto dopo quelle fiabe di suoni. Non sono questi muri. Non sono questi volti. Non sono queste estati che possono salvarmi. Restano solo i sogni, questi pensieri storti che raddrizzo su un foglio, droga o medicina che riempie la vita. Per non lasciarmi andare, per non farmi morire io posso solo scrivere: raccontarmi un'estate...
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

mercoledì, 20 giugno 2007

- 21:24

QUEL CHE RESTA DEL SOLE
Io mi riprendo in mano il sole. Quello che resta del suo colore. Di un'altra estate che torna ancora, e questa volta l'abbraccerò. Mi lascio sciogliere nel suo sapore, riprendo il posto mio dentro il suo quadro e con me porto un tempo scomposto, ogni rimpianto, ogni rimorso, chi ho perso o preso, chi ho attraversato per una sera e non c'era allora. Tradire il mare, salvare il mondo e non capire di star perdendo quello che ero, che potrei osare. Tutto l'amore buttato via. Solo a sprecare il sole, mai più. A distillare morte, mai più. Eccolo il sole, lo prendo al volo, lo lego a un dito e asciugherà le cicatrici di un'eternità. Sia com'è andata, torno nel sole, per la rivincita potrà bastare quello che resta del suo calore a quel che resta della mia vita.
Massimodelpapa

Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

made by StregaCorvina made by StregaCorvina made by StregaCorvina

Solcando i sette mari

1 2 3 4
successiva
ultima

 

babysnakes



L’obiettivo nostro è ancora scrivere di vita

Eccomi

Blogger: ABSOLUTELYFREE
Nome: Massimo Del Papa
Semplicemente uno che scrive.
Copyright © Massimo Del Papa. Tutti i diritti riservati. Contatti: massimo.delpapa@tin.it


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

made by StregaCorvina

La massima di Massimo

In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

babysnakes on air

OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
Ascolta in streaming segui

questo link

MassimoAscolto


La presentazione e... ascolta in anteprima
cliccando sull'immagine

Scorribande


DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù
22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
sConcerto tour
Massimo Del Papa, Paolo Benvegnù
23 agosto, ore 21,30
Pescara
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù



Free Image Hosting at www.ImageShack.us

I miei libri





Exile on main street



Decomposizioni



C'era una volta un re



Milano funeral



Annus Horribilis

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Il mio mestiere è questa vita


Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Presto o tardi

Disponibile dal 14 Ottobre 2007
Per informazioni rivolgersi all'autore

babysnakes garage


Un'altra pagina di Babysnakes, con approfondimenti, inchieste, materiale vario

Compagni di merende


Clicca qui per l'articolo completo

Bluffone


Clicca qui per l'articolo completo

made by StregaCorvina

Link Me

made by StregaCorvina

Date & Time


My past

made by StregaCorvina

oggi
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005

made by StregaCorvina

*loading* avventure vissute!


Image Hosted by ImageShack.us

Contatti

Mail








made by StregaCorvina

Immagini



made by StregaCorvina

Template testato con Internet Explorer e Mozilla Firefox per risoluzioni di 1024x768 e superiori. Per una corretta visualizzazione di tutti i componenti si consiglia l'uso di Internet Explorer.

Credits

Layout & Template by
StregaCorvina

Images @ web
Brushes @ Utilities
Service by
midnight fantasy

Template distribuito da
[ X ] [ X ] [ X ]
Blog hosting
Splinder

Image hosting
LINK

made by StregaCorvina