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venerdì, 31 agosto 2007

- 12:03

CAPPA DI SMOG
Che le difenda la Majolo, questa paleovelina della politica che ha cambiato più “posizioni” del kamasutra, non può stupire; ma, in fondo, neppure l'appassionata arringa di Deaglio, ex lottacontinua finito a dirigere un giornaletto, "Reporter", finanziato prima da Craxi coi soldi di Gelli, poi dal Berlusconi successivamente attaccato (ingrato) dalle colonne di “Diario”, sconcerta più di tanto. Deaglio, dunque, comprende e giustifica le due gemelle-jene, le Cappa o “K”, l'ultima frontiera dell'arrivismo, del coronismo, quelle del fotomontaggio con la cugina appena uccisa, quelle di professione aspiranti. Il ragionamento di Deaglio si appella al legalismo formale, che è l'ipocrisia preferita dai voltagabbana moralisti di fuori, machiavellisti di sotto, non appena fa comodo: che hanno fatto di male? È forse un reato sgomitare, farsi notare a qualunque costo, fino a passare sul cadavere ancora caldo di una parente, pur di approdare in televisione? Che sarà mai, questo prostituirsi mediatico?
Deaglio ragiona con la presunta superiorità dell'intellettuale organico che compatisce, che minimizza, perchè è il solo con la verità rivelata, il solo a poter guidare le masse, che, da vero comunista, disprezza. Ma se ci appelliamo al legalismo, allora anche le prescrizioni di Berlusconi, con tutte le malefatte pregresse, diventano insussistenti essendo sancite da norme formalmente corrette, che l'interessato s'è cucito addosso da solo. Deaglio, il sovversivo militante convertito in legalitario, dimentica, e davvero è sconfortante per un intellettuale della sua razza, che oltre le norme c'è qualcosa che ha a che fare con “la legge morale dentro di me”, e che un tempo si chiamava, alla buona, dignità, decenza, essere brave persone (a proposito: era abbastanza legalistico il premio a un dittatore spietato da un'agenzia di collocamento di delinquenti rappresentata da un ex farabutto, oggi onorevole con le mani che grondano sangue?).
E non è vero che le gemelle K non fanno niente di male. Forniscono, al contrario, un nuovo livello di malcostume e di pessimo gusto, ritoccano il record dello sciacallaggio e dello squallore originando altri emuli. Perchè il malaffare è contagioso. Concionare poi che queste due fallite “sono figlie dei nostri tempi”, significa arrestarsi a una coglionata pleonastica, perchè tutti, nei nostri comportamenti, siamo per definizione contemporanei. Il problema è stabilire se “questi nostri tempi” siano o meno accettabili, se in essi sussista ancora un confine etico e logico, non più solo formalistico, tra giusto e sbagliato, tra moralmente lecito e evitabile, tra opportunità e opportunismo. Queste due sceme di gemelle non avranno, forse, rubato, ma sono peggio dei ladri: sottraggono aria a un Paese già in apnea. Comunque, visto che aspirano a far da veline o giornaliste, alla pari, hanno trovato il giornale che fa per loro: Diario. Peccato che a quanto pare stia chiudendo.
Massimodelpapa

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giovedì, 30 agosto 2007

- 12:07

ULTIMI E NO
Certo, che è giusta la tolleranza zero contro i lavavetri. E' giusta nella misura in cui è necessaria e non lascia alternative. I cittadini, che da questi clandestini sfruttati e perciò disposti a tutto sono spaventati, ha gradito per il 90 percento, misura utile a riavvicinarli alla politica. Ma la politica, che dei cittadini se ne frega (sono gli elettori che le premono, e solo in campagna elettorale), ha liquidato la faccenda col solito ponziopilatismo all'italiana, cattolico e/o comunista, lasciando le vittime alla mercè di altre vittime alla mercè delle mafie che le schiacciano. La litania degli "ultimi", recitata dai primi, che sono ipocriti della più bell'acqua da Bertinotti alla Bindi, da Pecoraro a Mastella, non può stupire: la cultura cattolica e quella comunista rinviano entrambe i problemi a una prospettiva messianica. Per i comunisti, ogni focolaio criminale è utile a sovvertire la società in funzione della rivoluzione proletaria; per i cattolici, rappresenta una irresistibile tentazione salvifica, apostolica, che oltretutto garantisce quell'azienda del degrado su cui prosperano preti, missionarie ed esaltati di buona volontà. Ma appellarsi retoricamente agli ultimi non ha senso, è l'opposto della democrazia: non è questione di ultimi o di primi, se i cosiddetti ultimi aggrediscono, rapinano, feriscono, il problema non è di stabilire che sono ultimi, che non fanno il male volendolo: ma di applicare la legge anche per loro. Altrimenti è lo sbando (come in effetti si può constatare ogni giorno di più). Senza contare che, impostando la questione in questo modo, salterà sempre fuori qualcuno più "ultimo" degli altri. Il risultato è che drogati, mercenari, clandestini, punkabbestia, imbrattamuri, pirati, piromani, sono compianti, sorretti, non demonizzati, ma restano abbandonati dove stanno, a scatenare la loro rabbia demente e devastante. Quella della tolleranza mille è una stravaganza inzuppata nell'ideologia e nel fideismo, tutta e solo italiana, che in mezzo secolo ha scatenato conseguenze assurde e non più sostenibili. Se anche i sindaci che ragionano si arrendono alla demagogia e al ponziopilatismo, è la fine.
Massimodelpapa

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mercoledì, 29 agosto 2007

- 21:33

TANTI AUGURI, MICHAEL MOORE
Alla salute di quel maiale fazioso di Michael Moore, che saprà forse qualcosa del suo paese ma dell'Italia non capisce niente, se vi trovate nella singolare condizione di malato terminale al quale per sovrappiù hanno applicato un catetere, potrà capitarvi quanto segue. All'ospedale di Fermo, dove siete tenuti a recarvi una volta al mese per cambiare il sondino, vi faranno aspettare da 4 a 6 ore su una sedia per una operazione che dura 40 secondi, mentre davanti a voi sfilanno sanitari indifferenti e allegri che, la bocca sporca di cioccolata, chiacchierano amabilmente dei cazzi loro; verrete dunque, quando e se gli parrà, ricevuti da un trippone di urologo, fisicamente somigliante a Michael Moore, che con scocciata degnazione si presterà a dirigere l'umiliante intervento di cui avete bisogno. Sarete quindi rispediti a casa, dove, sfiniti e disperati, scoprirete che le sacche assegnatevi in dotazione sono tutte sbagliate, di misura inadatta, si staccano dalla pelle, vi inondano, dovete fermarvele, ed è una mortificazione che neppure il peggior delinquente merita, con pezzetti di scotch bianco da pacchi. Se poi vi aggraverete, magari a causa di ripetute infezioni provocate dal catetere, al punto da non potere più uscire di casa, riducendovi ad essere intrasportabili, non vi servirà a niente invocare, supplicare, mendicare un intervento domiciliare: se non si muoverà a pietà il solito che può, non vi servirà a un cazzo perchè l'urologo di cui sopra, che mi pare si chiami Croce ed è un sacco dal quale faremo uscire la merda a tempo debito, vi manderà a dire da un'infermiera che lui non ci pensa proprio a salire a casa vostra, e di muovere il culo voi, quando e se starete bene, tra dieci giorni, tra un mese, che fa?
Ma voi sapete che non starete mai più bene, che state morendo, che il cambio della cannula non può aspettare, che l'infezione vi mangia ora per ora: niente da fare, anzi è proprio la vostra condizione di condannato a condannarvi: tanto stai morendo, che rompi il cazzo a fare?
Caro Michael Moore, ti auguro di ritrovarti terminale con una sacca di piscio che ti trascini urlando, nel disprezzo dei fantastici sanitari italiani che tanto stimi. Quanto a me, avrò un mucchio di lavoro, quando questa tragedia minima sarà definitvamente compiuta.
Massimodelpapa

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- 14:37

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Ho letto ora i tuoi post. mi dispiace tanto per tuo padre e per te. mi son rispecchiata nelle tue parole e non ce ne sono da dire in certe situazioni. Solo una cosa, qui a cagliari, quando una persona muore, i familiari o qualcuno al loro posto, incaricano una agenzia funebre, si paga, e questa si occupa di tutto. in base alle esigenze e ai danari. non si cercano i loculi, che parola brutta, senza poesia, nè rispetto per la morte e per i vivi, prima che l'evento avvenga. Se non ci sono denari nè persone, è il comune che si occupa della sepoltura. sono sconcertata da questa prassi di cui parli. mi sembra inverosimile. Incredibile.
Un virtuale abbraccio e ogni tipo di comprensione.
Monica


Qui invece usa una procedura diversa: ti mandano, chissà perchè, da un geometra in tanfo di corruzione, il quale ti dice di arrangiarti, a meno che... E infatti io mi arrangio. Però in tutti i sensi. Io non dimentico. E a tempo debito, io regolo sempre i miei conti.
mdp

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- 09:18

CONTROMIRACOLO A LOURDES
Orate, fratres, e spigole appena pescate! Il cardinal glamour Ruini, il Signor No della Cei, vola a Lourdes con un'aviolinea che è di per sé materia di fede: diretta da Bud Spencer, pagata non si sa da chi, forse dall'8 per mille in quanto appannaggio Vaticano, che ci ha messo il logo sui sedili e le sexy hostess in uniforme, perchè certe prodigiose erezioni senili e cardinali nell'alto dei cieli hanno più successo; sbarcato in mistica terra (confortato, in volo, dalla compagnia della velona lottizzata Paola Saluzzi e del faccendiere pallonaro Petrucci), il cardinale attacca a dir messa e chi ti trova compunto in prima fila? Ma il re del malaffare pedatorio, l'ex fischietto di stazione che corrompeva, o rinchiudeva in cesso, o sollazzava con le troie, i fischietti di campo, il solo ed unico Lucianone Moggi, radiato dal mondo che più di tutti ha contribuito a impestare, tuttora sotto processo a Napoli come capo di un'associazione criminale finalizzata a dopare i campioni e drogare i campionati. E sta lì, a Lourdes. Che miracolo ridicolo.
L'aviolinea papalina non è roba per tutti e non risulta un numero verde card. Ruini, se sei povero passerai per la cruna di un ago ma non per la sala d'imbarco e ti rassegni a pregare da casa. Moggi non ha di questi problemi, magari al santuario c'è approdato con l'aeroplano personale: proprio vero che la Fede è un mistero a volte gaudioso, a volte doloroso, comunque sempre insondabile. Non parliamo della soteriologia, che applicata a questo tartarugone finisce per rendersi incomprensibile, più mitica che mistica. Moggi bofonchia, esattamente come quando diceva a Biscardi di taroccare il moviolone, che lui è un buon cristiano, non ha bisogno di pentimenti, perdoni, Grazie particolari, altri dovrebbero, lui è immacolato come un giglio e un tal luogo mistico è il posto giusto per lui. Noi, invece, un evento alla rovescia, un contromiracolo da Lourdes proprio lo invocheremmo: anziché una guarigione, un accidente secco che lo lasciasse stecchito lì dov'è. Anche questo sarebbe clamoroso, l'implacabile provvidenza di una Giustizia superiore, una volta tanto immanente e tempestiva, là dove quella umana si conferma fallace, distratta e – vedrete come finirà il processo alla Tartaruga – prona a tutto con il Potere.
Sì, ci vorrebbe davvero una folgorazione in quel di Lourdes. Anche perchè, se prende piede la moda dei farabutti in pellegrinaggio, il santuario si ritrova in un battibaleno un club Med, con la troupe di Lucignolo, il Billionarie ove si pasteggia ad acqua santa (1000 euro la boccia), e una suburra di ladroni, di troioni, emeriti mascalzoni, motoclisti evasori, politicanti orgiastici, manager, gnomi della finanza, nani, ballerine, veline, prosseneti, ruffiani, ladri e su tutti il Corona con le magliette e i perizomi. Dio ce ne scampi e liberi.
Massimodelpapa

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martedì, 28 agosto 2007

- 15:23

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
... ti seguo sempre sul blog...per caso il geometra del Comune di PSG con cui hai avuto a che fare si chiama ******* o un nome del genere? Se è lui, è un noto corrotto arrogante, ci ho avuto a che fare e a stento mi sono trattenuto dal rompergli la faccia quando è morto mio padre.
D.N., Porto San Giorgio

Sì, si chiama proprio così. Non preoccuparti, che le prenderà tutte insieme a tempo debito. Se sarà fortunato.
mdp

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lunedì, 27 agosto 2007

- 20:59

TOMBE IN FACCIA
La burocrazia della morte è spietata, ti obbliga a preoccuparti di seppellire un padre non ancora morto del tutto. Così, mentre lui ancora non si arrende, mio fratello corre a tappare le falle lasciate dai medici ed io debbo avventurarmi per uffici cemeteriali, ove previsti. Una corvée che ha spento il mio dolore sotto un getto di rabbia gelida. Alla ricerca di uno straccio di loculo, mi son visto chiudere tutte le tombe in faccia. Ogni Comune, mascherandosi dietro una quantità di regolamenti cavillosi, giura che non ce n'è mezzo disponibile e invece ci sono, ma stanno sotto una cappa di corruzione e di tangenti miserabile, insopportabile. A Porto San Giorgio mi spediscono dritto da un geometra comunale notoriamente ladrone, che chissà perchè si occupa di faccende che col suo ruolo non c'entrano niente. Che sia malsano lo capisco subito dall'arroganza, dalla volgarità congenita e da certe allusioni, e solo mia moglie lo salva dal finirci prima lui in uno dei forni che spaccia. Ma non è detto, con questo vecchio troione parassita faremo i conti a tempo debito. Intanto, però, mi piacerebbe trovare qualche risposta: è vero o non è vero che anche da queste parti prospera lo squallido racket dei morti di cui tanto si mormora? Perchè è così difficile dare una sepoltura dignitosa a un poverocristo, che incidentalmente può anche essere tuo padre? Perchè la gente, abbonata alle geremiadi ipocriti, alle lamentazioni qualunquiste, a compiangersi di tutto e per tutto, qui tace, unge e si da pace? Perchè certi maiali di pubblici impiegati possono sciacallare a piacimento, lucrando sulla prostrazione del dolore, almeno finchè qualcuno non deciderà che è giunta anche la loro ora? E la libera informazione, che sa tutto di questo squallido mercimonio originato, come ogni guasto in Italia, dalla politica del malaffare, delle istituzioni colonizzate e dell'impunità, come mai non si muove? Forse è troppo impegnata a correre ai convegni col ministro di turno, ma sempre con mezzo metro di lingua fuori?
Massimodelpapa

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venerdì, 24 agosto 2007

- 11:44

VECCHIO MIO
Ora ho avuto conferma di quello che sapevo ma che tutti rifiutavano intorno a me: per te è finita vecchio mio, è partito il conto alla rovescia. Se Dio vuole: nessun Volere può volere un così mare di sofferenza, e tu sono venticinque anni che lo nuoti. Ingiuriato come nessuno, dignitoso come nessuno. Come un leone ti batti contro il male. Contro te stesso. Io non sarò mai come te, io non ce l'ho il tuo coraggio. Ed è difficile perdonare un Dio che era sempre via, che tutto t'ha lasciato succedere, che t'ha voluto a sua immagine. Non potete saperlo, ma se ne va un uomo unico nella generosità e nei difetti, nella capacità di soffrire e nella voglia di esistere: non s'è mai dato pace, ancora sperava rinascere: “Quando sto meglio mi porti a fare un giro in Vespa?”. Così difficile da amare, così impossibile da non amare. Sfortunato, anche: avessi mai trovato un medico buono, tutti a passarsi il testimone della tua rovina aggiungendo ferita a ferita, insulto a lesione grave. Mai trovato uno che sapesse capirti. Ascoltarti. Azzeccarti. Professori di incompetenza, di arroganza, di evasione. Manichini in camice candido dei partiti. Stronzi incapaci, dall'ultimo al primo. Tutti siamo sfiniti, non ho neanche più forza di bestemmiare, il tumore è un male che contamina, che scioglie anche chi si prodiga. Spingo mio padre per le corsie di un ospedale, scricciolo senza più dignità su una carrozzina e capisco che oltre il dolore la morte di un padre è uno specchio, è la morte della tua vita, radice che si secca. Ti senti tu stesso vicino alla morte, predestinato come mai prima: è la fonte della tua vita a inaridirsi, e quando lo provi fluttui nello sgomento. È sconcertante. Io non sono uno che piange, e non voglio cordoglio: solo io posso capire cosa succede quando crolla come un muro questo rapporto tormentato con un padre che non ho mai capito, che non mi ha mai capito: quante volte a beccarci, a litigare, a prenderci a botte e adesso mi dà la mano da tenergli. Sono passati quarantatrè anni, e non ricordo più da quanto eri rantolo e strazio, lamento e disperanza, e in un attimo tutto è imploso, presto sarai fotografia. Lo sei già, per me. Da quanto non sento la voce che mi schiacciava, solo l'eco di un'eco. Già stai nelle braccia di chi non è più, e ti ritrova. Ho orrore e spero di vederti finalmente immoto, pacificato nella morte. Questo scricciolo non sei tu, sei il tuo fantasma, il ricordo della forza travolgente, prepotente che eri. Solo la voglia di vivere non ti abbandona ancora, e davvero non so come tu faccia. Spingo la carrozzina per una corsia infinita, e mi pare di spingere la morte. Se Dio vuole abbiamo finito di litigare, vecchio mio.
Massimodelpapa

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- 10:48

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Caro Massimo, Non ho parole. Corona sta arrivando. Oggi ha gia' fatto l'esclusiva. Ce le ritroveremo in tv, in un reality e magari inviate delle iene. Siamo oltre la coprofagia. Pasolini e' ampiamente superato.
Cosimo

Dammi atto, però, che sono stato il primo a scriverlo con largo anticipo. Sai, a pensar male...

mdp

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- 10:44

PERFINO LORO
Gli italiani (e, per osmosi, le francesi che ne hanno conosciuti a sufficienza) nel basso sono inesauribili, sempre disposti ad incensare farabutti e cialtroni da Vannamarchi a Valentinorossi, dai terroristi assassini al fotolenone Corona che è il vero capo della stampa italiana e nomina giornaliste sul campo le due gemelline-jene. Queste merde umane eclatanti sono le più amate dagli italiani-qualunque, che vi specchiano la loro insussistenza di nullità aspiranti al quarto d'ora televisivo. Ma è possibile che con l'ultima involuzione, da partito di plastica a partito d'aria, Berlusconi stavolta riesca a scontentarli questi italiani che negli ultimi 30 anni con le sue televisioni ha plasmato a suo piacere. Un partito-televendita, fatto di un logo depositato per smerciare ombrelli e fazzoletti, potrebbe suonare offensivo, a orecchio, persino per la dignità sottovuoto di un popolo come il nostro. L'intento di riavvicinare i delusi alla politica con un “partito” che è la quintessenza dell'antipolitica, della nonpolitica, non è neppure risibile, è pretestuoso, servirà forse a gettare quattrini nelle casse di Fininvest, forse a gettare scompiglio nei resti di una coalizione ormai distrutta, forse a gettare fumo negli occhi dell'immensa provincia abietta, delle infinite Garlasco o Novi Ligure o Patti che punteggiano l'Italia, ma al di là di qualche opportunista strategtico, di qualche patetico avvocato-padre di gemelline-jene, che cosa può raccattare una invenzione così strampalata?
Il testimonial, ovvero la proiezione, ad hoc per cotanto partito-televendita è una faccia in televendita, di una miss di qualche decennio fa, una signora di mezza età di mediocre bruttezza, totalmente sprovveduta in politica, entrata non si sa come nelle grazie del boss. Anche questa è pura aria, ma non aria pura. Tutto in questa imbonitura berlusconiana suona stanco, vecchio, stantio, altro che sapore futurista come pretenderebbe la Lucia Annunziata. Una trovata del genere non ha neppure basi virtuali, è fatta d'aria da cima a fondo, se è vero che le tragedie si ripetono in farsa, le farse in cosa si ripetono?
Gli italiani dello squallore e del grottesco non conoscono il fondo, ma è possibile che quest'altro delirio di un telepataccato ultrasettantenne stavolta finisca per nauseare perfino loro.
Massimodelpapa

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In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
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DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
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Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù
22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
sConcerto tour
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23 agosto, ore 21,30
Pescara
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Massimo Del Papa
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