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venerdì, 30 novembre 2007

- 21:01

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Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

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- 13:59

MAI TARDI TOUR – diario di viaggio/6
Buenaventura, Castelfranco Veneto, 29 novembre 2007
Lo spettacolo è finito da poco e ce l'ho ancora negli occhi, finalmente solo in questa stanza di un posto mai sospettato, a raccontarmi sul letto; di là, si sentono ancora le voci di chi mi ospita. Siamo al Buenaventura di Castelfranco Veneto, un centro autogestito che, nella sua confusione somma, traspira calore e coraggio: a giorni dovranno sgombrare, il Comune non rinnova l'affitto, ma ogni cosa qui, ogni muro, ogni crepa trasuda cuore. È un posto strano, anarchico, ma non aggressivo: la gente è sempre cordiale, amichevole, si direbbe una regola non scritta e condivisa da tutti. A loro questa sera ho dedicato “Il sale della terra”. È uno dei pregi di questo faticoso rotolare per l'Italia in tour, la continua scoperta di luoghi, sorrisi, occhi, gente che lotta per qualcosa, che ha ancora una speranza da difendere... e anche di palchi inaspettati, a volte incredibili: quello di stasera sembrava una cantina punk del '77. Abbiamo cominciato acustici, perché il fonico, Matteo, un ragazzo magrissimo e allampanato, di grande sensibilità, s'era attardato in cucina, dove avevo spizzicato qualcosa poco prima, mentre Paolo ha preferito intrattenersi coi suoi fans a fumare e chiacchierare. Lui, poi, ha suonato come e meglio di sempre e diventa ogni volta più complicato stare al passo con le sensazioni che è capace di scatenare. Ma l'intesa migliora ogni sera, anche lui era contento, io sentivo sotto le mie parole il cuscino morbido dei suoi suoni e non dovevo preoccuparmi di niente: mi sentivo leggere, davvero. Sono fortunato, ogni volta posso gustarmi un concerto di Benvegnù e direttamente sul palco!
Io ho proposto diverse cose nuove, con tre inediti fra cui un ricordo di mio padre, che mi ha distrutto. Prima di leggerlo mi sono avvicinato a Paolo e gli ho sussurrato: “Fammi solo una eco, un sibilo leggero e se non ce la faccio vienimi a prendere”. Infatti ho vacillato, ma sono arrivato in fondo. Lui ha capito tutto e ci ha messo quella sua sensibilità musicale che lo rende unico. Superlativo. Il pubblico è stato parte dello spettacolo, ha applaudito sempre, c'era un'atmosfera complice, con le luci in faccia non vedevo nessuno ma li sentivo sorridere, commuoversi, li sentivo volerci bene. Tra un brano e l'altro ho parlato pochissimo, non ne avevo voglia, ma tutto è filato via bene, veloce, senza intoppi. Abbiamo cominciato alle 23 (in ritardo vergognoso) e finito a mezzanotte e mezza. Poi siamo stati in compagnia di parecchi spettatori che si sono fermati a lungo. Poco prima delle 2, Paolo naturalmente è ripartito per “Prao”, perchè doveva finire entro oggi le voci per il disco nuovo, ma soprattutto perché è un pazzo: non posso pensarlo avventurarsi nel maledetto tratto Bologna-Firenze, e per di più di notte, e per di più da solo. Disgraziato. Io invece sto qui, al caldo, su un lettone che è un orgoglioso reperto degli anni Settanta, ha la radio incorporata nella testiera, anche se non funziona più. Mi pare di ricordarla: controllo la marca, è una “Europhon”, non esiste più, stava vicino Linate ed era mio padre a rifornirla dei componenti elettronici. Questa radio qui, che ho dietro la testa, l'ha messa insieme mio padre con la sua energia convulsa, col suo ottimismo indomabile. Dovevo fare tutta questa strada, dovevo leggere la sua fine stasera per ritrovare qualcosa di lui qui, in questo angolo di mondo dove non ero mai stato, in questa stanza improbabile, indescrivibile, un accampamento di zingari eppure accogliente. Accogliente. Più vado avanti, più mi convinco che tutto ci chiama, ci attira e non possiamo far nulla per resistere. Prossima tappa Formia, il 21 dicembre. Ho già in testa la scaletta.
Massimodelpapa

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- 12:57

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Hai sentito l'ultima della procura? Lo zingaro può firmare i contratti. Domani vado ad uccidere qualcuno,così non cerco lavoro,come sto facendo, ma divento ricca e famosa.Uccidi anche tu,così continuerai ad essere libero lo stesso,ma non ti preoccuperai di arrivare a fine mese.Io vorrei fare la testimonial per plaid in lana e tu?

Francy

Io a volte vorrei fare il serial killer dei serial killer.
mdp

Caro massimo, ho letto con interesse il post di oggi. E l'interesse era suscitato non solo dalla tematica, poichè ho provato lo stesso senso di inquietudine e ho sciorinato più o meno le stesse riflessioni che hai scritto in questo articolo. Ma anche, e soprattutto, perchè una coincidenza ha voluto che io leggessi un racconto di James G. Ballard una sera, e il mattino successivo ho appreso la notizia della creazione di un cromosoma artificiale. Il racconto era, ironia della sorte, "Vita e morte di Dio"; e, sempre per colpa della beffarda ironia di questa sorniona entità chiamata "sorte", quel racconto tocca inevitabilmente il tema dell'Uomo, del suo rapporto con la scienza, del "positivismo scientista" che arriva a produrre risultati clamorosamente buoni ma portando con se il seme dell'uso pericoloso e malefico di una scoperta... rivoluzionaria. Il problema è nell'Uomo, infine, e retoricamente si puo' dire che l'uso pericoloso di una conquista scientifica, o tecnologica che sia, è frutto della insana mania dell'Uomo per le esagerazioni. Ma la retorica lascia il tempo che trova, e purtroppo sono i fatti a parlare... Comunque sia, ti consiglio davvero questo racconto (e, in generale, Ballard).
Rob

Diceva san Paolo: "Il bene che vorrei farlo, non lo faccio. Il male che vorrei evitare, lo commetto".

mdp

C'è una curiosa finestrella sul sito del corriere che elenca gli articoli più letti del giorno. Ti risparmio la fatica, e sintetizzo qui. Al primo posto una giusta riflessione su che fine abbia fatto Monica Lewinsky (erano giorni che non dormivo al solo pensiero). Subito dietro intervista al figlioletto di Berlusconi, il piccolo Luigi, su cosa farà da grande. Preoccupazione più che leggitima, non oso immaginare la fatica che dovrà fare per trovarsi un posto di lavoro decente. Ultimo gradino del podio per la fresca vincitrice dell'Isola. Qui ci sarebbro troppe cose da dire, ma mi pare un po' come sparare sulla croce rossa, quindi facciamo finta
di niente. Medaglia di legno per l'ormai arcinota Amanda, "Resterò in Italia e mi rifarò una vita",dice. Vespa e Mentana già si fregano le mani per averla ospite in trasmissione il prima possibile. Poi si continua con le solite storielle da gossip che ormai non dovrebbero nemmeno far più notizia: la studentessa/pornostar,
l'ennesimo ministro che va a mignotte, le magagne della Rai, le battute di Fini. Bello ritrovare in 10 righe l'essenza di questo popolo e della vecchia cara italia. L'essenza del nulla che siamo e in cui ci
rispecchiamo.
Abramo

Amanda è l'ennesima americana a trovare l'America in Italia. Un tempo capitava solo coi cantanti di mezza tacca, oggi tocca pure agli assassini o supposti tali. E' la stampa, bruttezza.

mdp

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giovedì, 29 novembre 2007

- 10:10

UMANI E NON PIU' UMANI
Perché suscita un brivido, più ancora che speranza, la scoperta (tutta da verificare) del genetista Venter, che ha creato in laboratorio un cromosoma “artificiale”? Perché c'è Dio, qualsiasi cosa sia, la vita appartiene a lui e l'orgoglio luciferino di farne a meno, di appropriarsi della pietra filosofale, della mela sull'albero, del fuoco, delle ali per volare sono inesorabilmente destinati a sicura rovina. Ma questa non è una spiegazione: è una constatazione, che ha bisogno a sua volta di risalire a monte, alla ricerca di una causa. E la causa, detta così come viene, è che chi inventa la barca inventa anche il naufragio, ovvero che una scoperta potenzialmente benefica per l'umanità verrà inevitabilmente usata per devastare l'umanità. È successo per la barca (e per la banca), per il fuoco, per la polvere esplosiva, per le medicine, per la televisione, per internet... alla fine, è sempre questione di computo ragioneristico tra costi e ricavi, e difficilmente il conto finisce pari; in attivo, poi, mai. La colpa non è della barca, della polvere, della tivù eccetera. La colpa è dell'uomo, la cui pianta storia non si riesce a raddrizzare (tutt'altro) ad onta dei suoi progressi tecnici e scientifici.
Così, si teme la (fondata) possibilità che una vita senza Dio, un cromosoma in batteria, concepito per sconfiggere il cancro, le malformazioni, la morte, possa venire adoperato per realizzare micidiali armi biologiche capaci di scatenare cancro, malformazioni, morte a ondate inaudite perfino per l'orrenda storia degli umani massacri.
Se tutto questo è vero, e minaccia di esserlo (già il fatto che ci si ponga lo scenario, di per se' allucinante, non dovrebbe lasciarci tranquilli), finisce per contraddire l'ottimismo scientista, positivista, ma pure cristiano, secondo cui l'uomo, al fondo, è buono.
Però finisce anche per rendere necessario un Dio proprio mentre si arriva a prescinderne. Dio è vendicativo, Dio non dimentica. L'uomo sarà anche buono, ma non può fare a meno di Lui. Altrimenti diventa cattivissimo e solo, come un demone.
Massimodelpapa

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martedì, 27 novembre 2007

- 23:10

STRIDORI
Se c'è una fonte che infonde audacia nei devianti da sottobosco familiare o bambagia giovanile, è la televisione carnivora. Certo un coraggio allucinato, drogato come gli spinelli a raffica dell'universitario maniaco dei coltelli o i proclami farneticanti dei trucidi di Erba o di Cogne, ma intanto c'è e si fa sentire. Toni deliranti, pretesti inauditi, si va dal vittimismo etnico dei due neri di Perugia a quello geografico del pugliese Sollecito, dalle improbabili manie di persecuzione dell'americana Amanda alle comiche rivendicazioni degli eredi Savoia che sembrano i più allucinati di tutti. Bestialità e farneticazioni si succedono implacabili, l'incantesimo delle telecamere si direbbe le faccia sgorgare a cascata, sempre nuove, in una maieutica della follia e della faccia tosta che forse non si ferma al giustificazionismo, agli effetti, si pone come causa o almeno come concausa, quasi un delirio di onnipotenza, la percezione che si può tranquillamente dare sfogo agli istinti peggiori, si può devastare, uccidere, scannare tanto la televisione provvederà alla confusione necessaria, alle assoluzioni e impunità di fatto.
Il genitore dei due fratellini Ciccio e Tore dopo averli eliminati e fatti sparire ha avviato una carriera parallela di ospite televisivo ed ogni apparizione sortiva risultati molteplici, da una parte sviava i sospetti, dall'altra faceva racimolare soldi. Perché la verità è che la televisione crea mostri e li paga, li rende ricchi e famosi, pronti per l'Isola.
Gli altri media si accodano, si adeguano, l'ambiguo Lumumba, tenutario di un locale dove la meglio gioventù perugina andava a sballarsi e a combinar marchette, ha ricevuto ingaggi da giornalista e 50.000 euro per scrivere “un memoriale”. La stessa cifra è stata proposta al rom Ametovic, che ha falciato 4 ragazzini in scooter, per scrivere un libro. Lui, analfabeta. Ce n'è per tutti, chi manovra e chi è manovrato, l'ultimo e più grave inquisito per la tragica orgia di Perugia, l'ivoriano, una nullità stonata, prima ancora di venire riportato in italia ha imparato a mandare messaggi, segnali di disponibilità ai media. Di peggio solo i professionisti dello sciacallaggio da Vespa o da Mentana che non perdono un colpo. Ma toccasse mai a loro?
Nessun profiler, nessun mistero da sciogliere. E nessuna pietà: è così banale il male in tv, così rozzo, grossolano, consumabile da gente senza storia, senza cultura, senza umanità. Senz'anima. Passivamente morbosa, felice di consolarsi con le altrui sciagure, di godere del dolore innocente e lontano, di ascoltarne gli stridori come delle aragoste quando vengono bollite. Vampiri. Cannibali. Mostri riflessi avanti a un video. Mai slogan per spillare il canone è parso più appropriato e maledetto: “vogliamo una televisione che ti assomigli”.
Massimodelpapa

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- 12:01

NOVEMBRE
Tengo una freccia nel cuore. Scoccata dal ramo ossuto di qualche albero morto di nebbia, perso nella brughiera: siamo a novembre, gli spettri corrono per la pianura morta, corrono come pazzi, danzano cattivi, se la spassano nei mantelli che spazzano l'aria gonfia di pioggia. Che facce feroci, contratte ghigne di diavoli, coi segni della fatica sui volti senza carne, con le rughe dipinte sulla pelle grigia: la puoi trapassare, non sanguina più. E che risate sdentate, tra le ville crepate, quali maledizioni di maiali scannati, che stridori di corvi mentre il giorno affoga nel buio umido e il fumo sale dai campi. Adesso spunta la luna, e i cani urlano, si raccontano di quando banchettarono coi cadaveri. Chi è stato a scagliare la freccia? Io so solo che l'ho nel cuore, ha tappato il buco, non esce più niente. Vago i prati malati, sbuffanti desolazione, tra canneti e marcite, mi graffio la pelle dentro i boschi di faggi, mi insanguino d'acqua nera tra i rivoli sfuggiti al grande fiume, e come un folle parlo alle stelle, litigo con gli spiriti, mi nascondo in un fosso, corro a perdifiato nel nulla dell'erba scura. Mi perdo nella foresta, dove gli impiccati volano in altalena e strati di foglie gialle risucchiano i cappelli e gli scheletri sbattono le ossa come nacchere al suono del lamento di bambini perduti. Ombre mi assaltano, disegnano massacri vecchi di secoli, e sangue come vino cola dagli alberi, dalla scorza dei tronchi. Niente mi può salvare mentre mi strappo la freccia e un'altra parte dal bosco e mi raggiunge il cuore.

Massimodelpapa

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lunedì, 26 novembre 2007

- 10:48

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Sgorgano dal suo cuore
Parole su parole
Schiaffeggiano
Carezzano, scivolano
Fino a sciabordare
Nei cuori di chi le sa ascoltare

C.

Una cronaca davvero puntuale e completa dell'incontro di sabato scorso ad Abbadia, per presentare "Calcio nei coglioni", la trovate a questo indirizzo: http://wip.splinder.com/ . Il post è quello odierno. Io mi limito ad aggiungere che il relativo (ampio) servizio, passato sabato sera su Rai 2 durante la trasmissione "RaiSport", ha suscitato le patetiche proteste di un furibondo Italo Cucci, che pare abbia inveito contro il pm Narducci e esaltato l'amico Moggi (curioso...), ottenendo in risposta l'invito a starsene zitto o a fare l'opinionista, se ha materia prima. Il servizio è stato poi mandato in replica, la sera dopo, nel corso del Tg 3 delle 19,30. Ormai Cucci è una pistoletta scarica. E, a giudicare dall'accaduto, pure Matarrese, direttamente sputtanato da Carlo Petrini nel corso dell'intervista trasmessa dalla Rai.

mdp

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domenica, 25 novembre 2007

- 14:03

IMG_0979

Non c'è pubblico che valga i vostri occhi, i vostri volti. Non c'è spettacolo che valga il vostro spettacolo. Stare con voi è stato un processo lento, ci sono voluti quarant'anni e crescere ogni giorno, fino a riscrivere me stesso. Il mio mestiere è raggiungere più persone possibile, contagiarle delle mie emozioni, stendendo ponti di parole. È la mia missione, altro da fare non ho. Nessuno voleva crederci, tutte le porte erano chiuse, ma io sono entrato.
mdp

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- 13:49

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

E' davvero vento. Arriva e un po' te lo aspetti, che ti sconvolgerà.
Per lo meno, sei pronto ad esser spettinato e lo sai, che ti si coloreranno le guance- che arrossiranno appena, sotto il suo passare. Porta sempre la pioggia con sé, la pioggia che mi consola,lui la trascina dietro di sé e scivola e bagna, rinfresca. E' il suo esser vento quello che due anni fa mi ha aiutato ad alzare un po' la testa. Quello che l'anno scorso mi ha accarezzata. Lui non lo sa, ma il mio vizio è voltarmi, mentre parla e suona parole, voltarmi e osservare disegnarsi lentamente le emozioni, su ognuno. Ho visto occhi bianchi, quelli che infastidiscono e sfregiano con l'indifferenza anche il mio essere ragazza e studentessa.. Ma per lo più, ho visto profondità di sguardi, che quel vento rapisce colpisce, attraversa. E trascina nel suo essere musica. Le sue parole sono vere, e verità è quel che ci manca, quel che cercavamo, quel che mi ha dissetato. Forse per questo -come il vento, quando poi se ne va lascia sempre tracce d'altrove , lascia profumi e suoni che erano da un'altra parte e che lui rapisce e porta via, scia leggera in regalo per noi, che siamo le sue foglie. Foglie di carta. Ferisce, coltello alla mano. Sangue che scende, non puoi non ascoltare la falsità che ti è intorno scomparire e sgocciolare di rosso. Torno nei suoi occhi, che sono elettricità. La voglia di volare di un volo senza più catene, intorno a questi cieli che ancora non sanno le loro stagioni. E' questo vento che arriva, spettina e colora. Poi scappa via, in cerca di nuove danze.E di altri occhi in cui fiorire.
Scivolano le mie dita su una copertina rossa, fogli bianchi a ticchettii neri dentro, come il tempo.
Il tempo di un orologio, segna un progredire inevitabile. Andare avanti poi è tutta un'altra cosa, è quel che devi fare, è quel che gli devi al vento. Per questo passaggio gentile a rinfrescarci, a rispettarci. A dirci che se solo si vuole, è un attimo, un battito, un niente davvero, inseguire quel sogno di esser leggeri.
Bene.
http://www.maimia.splinder.com/

Questa mattina nella mia scuola, come ospite all'assemblea d'istituto, abbiamo chiamato Massimo del Papa. E' la terza volta che lo vedo in mezzo a noi.
S'immerge in noi.
Ricordo la prima volta che è venuto e che l'ho ascoltato. L'incontro era incentrato soprattutto sugli effetti negativi dei mass media e di come, a noi giovani, ci fondano il cervello. Anzi no... Non ce lo fanno mettere in funzione, non pensiamo più, andiamo dietro a modelli, non troviamo più noi stessi, non abbiamo più la passione per le cose. Ero rimasta allibita. Mi aveva fatto comprendere cosa c'è dietro un'immagine su una rivista. La merda che c'è dietro. Non mento se dico che rimasi tutto il giorno in silenzio. Il mio animo aveva ricevuto la spinta necessaria a farlo crescere. Se prima si vergognava a muoversi, adesso aveva capito che era il momento di darsi una svegliata, imporsi alla società che omologa. Perché io sapevo e so di avere qualcosa che altri non hanno.
Massimo è venuto una seconda volta a febbraio. Stessa emozione forte, tanto da prendere il coraggio di mandargli una cosa che avevo scritto per liberarmi da tante situazioni brutte del mio passato e del mio (allora) presente. Un racconto... un racconto a tratti autobiografico. Mi rispose subito e m'incoraggiò tanto. Ma tanto. Allora incominciai a sentirmi sicura.
Oggi Massimo ha fatto un vero spettacolo nella mia scuola. Le sue parole come al solito hanno stregato, c'era silenzio, sentivo attenzione. Il motivo è normale: quando dài quello che c'è dentro di te, non puoi che ricevere altrettanto. In questo caso attenzione, simpatia, stima. Anche questa volta Massimo ha parlato di noi giovani. Per un migliaio di ragioni. Di come dobbiamo essere noi stessi, non lasciarci condizionare, essere pronti nella vita a qualsiasi cosa e soprattutto avere passione, una passione viscerale per qualcosa. C'è chi ce l'ha nella scrittura, c'è chi ce l'ha nella musica.
Io e lui abbiamo la passione che ci spinge e ci fa superare tutto. Tutto quanto.
Massimo è stata una figura che mi ha cambiato la vita. Lui, insieme ad altre persone mi hanno fatto capire che la mia strada è verso la direzione dell'Arte, della Musica. Delle emozioni profonde che sconquassano ma che dopo lasciano quel sapore dolce e amaro, quella ferita profonda, quel senso di vuoto e pieno necessario per noi tutti, grandi e piccoli.
Ha parlato dello spettacolo del 26 di ottobre e della magia di quella serata. Delle mie parole sussurrate... di come eravamo perfettamente in sintonia. Non ci sono parole adatte, bisognava esserci di persona. Sono, anzi, siamo fortunati perché abbiamo vissuto, acchiappato il momento e lo abbiamo gustato dolcemente.
Tutto questo, Massimo, non l'ho ricamato. E' quello che veramente ho dentro, e lo sai. Ti ringrazio. Non voglio farti soffrire dicendoti questo ma... sei stato come un padre affettuoso che incoraggia con i giusti modi la figlia. Io ho letto ciò che hai scritto di recente e con queste mie parole voglio solo, anche per un secondo, farti sorridere. Con poche, pochissime parole dette e scritte, con i gesti, hai fatto tanto alla mia persona e per questo nutro profondo riconoscimento, stima e rispetto per te.
Grazie.
NinaZafaz
http://www.ninazafaz.splinder.com/

Ciao Massimo mi chiamo giorgio ho 19 anni e stamani 24/11/07 ero uno tra i tanti presenti al tuo intervento durante l'assemblea del liceo delle scienze sociali di Arcodosso. Alcuni tuoi pensieri si sono identificati con i miei cioè mi son accorto che alcuni miei pensieri erano simili ai tuoi: la delusione del mondo, dell'italia, nemmeno lo sport dà più soddisfazione... mi scuso per l'eventuale caos di concetti, ma non ho mai espresso pienamente ciò che penso quindi sono frenetico...

Giorgio

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giovedì, 22 novembre 2007

- 09:35

L'AMORE E' CIECO
Non ho capito: tg 1 del 21 novembre, ore 13,50 circa. Parte un servizio, invero curioso, su una suggestiva cena al buio, organizzata da persone non vedenti. Finché le luci si accendono sul presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che dichiara un paio di banalità di circostanza. Ma davvero l'affettuosa attenzione per il Potere non si arresta neppure davanti a certe condizioni, davvero tutto fa brodo pur d'osssequiare la brodaglia politica?

I Savoia, transitando per la cantina, passano alla cassa: vogliono 260 milioni di euro dallo Stato italiano per risarcimento da esilio. Come se di affari, sporchi, non ne avessero fatti abbastanza in questi anni repubblicani. Per informazioni, rivolgersi a Licio Gelli. Avanti, Savoia: appena li fai entrare, allungano la manina. Poi dicono degli zingari.
mdp

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Solcando i sette mari

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La massima di Massimo

In questo Paese, meno sono seri e più sono presi sul serio

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OGNI VENERDI', ALL'INTERNO DEL PROGRAMMA “SOTTERRANEI POP”, CONDOTTO DA ELISENO SPOSATO FRA LE 23 E LE 24 SU RLB – RADIO LIBERA BISIGNANO, LA RUBRICA
Ascolta in streaming segui

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La presentazione e... ascolta in anteprima
cliccando sull'immagine

Scorribande


DA OTTOBRE
MAI TARDI TOUR 2007-2008

23 novembre, ore 9,30
Castel del Piano
Liceo Scientifico
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra gli studenti

24 novembre, ore 9,30
teatro di Arcidosso
"Uno che scrive"
Massimo Del Papa incontra le scuole

24 novembre, centro giovani di
Abbadia san Salvatore
ore 18,30
Incontro con
Carlo Petrini, autore del libro
"Calcio nei coglioni"
Giuseppe Narducci
sostituto procuratore di Napoli
Titolare dell'inchiesta
sull'ultimo calcioscandalo
intervistati da
Massimo Del Papa

17 gennaio, ore 21,00
Giulianova (Te), piazza Dante
RiCoverAbili
mostra di vinili e copertine di pregio
Massimo Del Papa presenta

1 marzo, Chiusi, ore 16,30
sala conferenze S. Francesco
"Uno che scrive"
+
Mai tardi tour

9-11 maggio, Abbadia s. Salvatore (SI)
In/formazione 2
"Dalla parte del tolto"
vedi spazio locandina

3 giugno, 0re 21,00
Casa del Castello
di Domagnano
San Marino
incontro su
Informazione e Giustizia
con Carlo Lucarelli

3 luglio, ore 22,15
Campi Bisenzio (FI)
NoGap Festival
sConcerto tour
Massimo Del Papa &
Paolo Benvegnù
live
4 agosto, ore 21,30
Lapedona
La Storiella
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù
22 agosto, ore 21,30
Centobuchi (AP)
Brevevita
sConcerto tour
Massimo Del Papa, Paolo Benvegnù
23 agosto, ore 21,30
Pescara
sConcerto tour
Massimo Del Papa
Paolo Benvegnù



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I miei libri





Exile on main street



Decomposizioni



C'era una volta un re



Milano funeral



Annus Horribilis

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Il mio mestiere è questa vita


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Presto o tardi

Disponibile dal 14 Ottobre 2007
Per informazioni rivolgersi all'autore

babysnakes garage


Un'altra pagina di Babysnakes, con approfondimenti, inchieste, materiale vario

Compagni di merende


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Bluffone


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