lunedì, 31 marzo 2008
- 21:48
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
c'è annozero di santosantoro subito, e come sigla ci sono gli amici di grillo beppe, il quale dice cose che non hanno senso alcuno, la politica controllata dai blog quando si suppone che internet tra qualche anno collasserà, ma tanto i governi italiani durano meno. ma dove cazzo andate a votare teste di cazzo ? dice il grillo e la gente sotto applaude a uno che sputacchia loro addosso e gli dà così en passant dei testa di cazzo... inoltre aggiungici che oggi c'hanno dato quel maledetto Expò del 2015, che 'sto Paese non impari mai nulla è assodato, ma cazzo anche all'estero darci l'opportunità di una tangentopoli mai interrotta? ... non basta loro la nostra storia contemporanea per capire che siamo solo un'isola alla deriva?
Antonella
è lo specchio del travaglio: contro il sistema e dentro il sistema, contro la politica (grillo) e dentro la politica (di pietro), contro la televisione lottizzata e dentro la televisione lottizzata, contro il sinistrismo noglobal e con franca rame (aspettando, ipse dixit, un nuovo de gasperi o einaudi), a favore di papa ratzinger e a favore di luttazzi che lo sbeffeggia... brava gente, ad annozero: si trasmette grillo (e suoi amici) e si legge di pietro, santoro, travaglio... ma tanto i conflitti d'interesse li hanno sempre gli altri. non cambio idea su berlusconi, ma comincio a pensare che non avesse proprio tutti i torti, quando parlava di usi criminosi della televisione... - mdp
p.s. l'Expo ce l'han dato proprio per incrementare la nostra agonizzante economia. a suon di mazzette, come sempre. tu chiamalo, se vuoi, keynesianismo all'italiana.
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

- 12:32
Traslocare, svuotare una casa, renderla lo scheletro della tua vita passata, di solito è struggente. Ti aggiri nei locali vuoti ed ogni macchia sul muro ti parla di un momento. E non ti sembrava così grande, così atrocemente dilatata la casa. E ti senti più vecchio, perché lasci un periodo di te. Non si dovrebbe mai traslocare, oppure farlo sempre, una volta al mese, vivere di alberghi, di accampamenti come i nomadi. Svuotare casa è svuotarti, e a volte è straziante. È questo il mio caso, con una vedova da portare via da troppi ricordi, troppi angoli che ancora grondano dolore. E troppe spese da affrontare. Di seguito, ripropongo un passo scritto oltre un anno fa, quando avevo capito che sarebbe finita così – mdp
CAPOLINEA
Questa casa era l'ultima spiaggia. L'ultima menzogna per essere felici. Invece è satura dei nostri sacrifici, più di prima gravosi, nell'eco di silenzi che la invadono. Posso ascoltarli quando non ci siete, quando rimane orfana delle vostre stentate presenze, per quel poco che serve a riposare i muri e i giorni di pianto, di disperazione e di paura. Questa casa: arrivammo fuggendo da fantasmi concreti, da insistenti sfaceli. Ma ci raggiunsero e ogni risata costò il suo prezzo, come sempre. Questa casa ho lasciato senza più sorrisi. Di corpi al rallentatore che si preparano a lasciarla. Non ha odore d'estate, di canzoni e speranze che sbocciano come foglie. Nemmeno più ricordi. Questa casa è vuota anche se siamo a tavola, fingendo che sia Natale. Questa casa rantola e rinchiude le nostre vite ossute come fotografie ingiallite di momenti più grati.
(da “Presto o tardi”, 2007)
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

sabato, 29 marzo 2008
- 00:29
PER TUTTA LA VITA
Fermo restando che non ha più senso distinguere tra gli anfratti di una Casta che si contende i candidati, d'altronde indifferenti al posto da occupare, basta che ci sia posto, torniamo a dare un'occhiata ai prossimi mantenuti per causa di voto. Daniela Santanché, unici requisiti un restyling al silicone e la comproprietà, insieme a Briatore, di alcuni discutibilissimi templi del lusso festaiolo più volgare; Alessandra Mussolini, di professione nipote di un dittatore; Vladimir Luxuria, bravo a vestirsi da donna e a suo modo rifondato, non nel comunismo ma, lui pure, nel silicone; Giuseppe Ciarrapico, fascista senza tempo dal passato, anche giudiziario, imbarazzante, nonché editore di libri allucinanti (anche per il costo); Casarini & Caruso, i gemelli coltelli noglobal, che ricordano tanto quelli di “Mescal e i suoi companeros”, i predoni dei film di Trinità al soldo di un padrone (dispotico), cui imploravano libertà di saccheggio “perché c'è più gusto”; Marianne in odor di potere, dalla Rai a palazzo Chigi, come la Madia, e avercene di precarie così, fiera, ha dichiarato, della sua “totale inesperienza politica”; dal corpaccione del PD, inoltre, spuntano in demenziale o cinica sarabanda candidature di: bersagli dei terroristi, come Pietro Ichino (e magari venisse eletto: finalmente una persona di valore), vedove di terrorismo in quantità, ma anche ex terroristi come il redivivo Sergio d'Elia, e perfino la di lui compagna, che evidentemente merita la candidatura. Poi ci sono i peones, i soliti politicanti da strapaese, messi lì a far numero, ma che nei rispettivi borghi son dei piccoli boss. Poi i boss veri e propri, i padroni del partiti, che, nel nome della modernità e della novità, galleggiano imperturbabili su tutte le Repubbliche.
Volete votare un simile zoo? Benissimo. Calcolate, però, che voi, a differenza di Travaglio, non avete di norma cari amici, per diretta ammissione, da spedirci, per la serie temere il Mastella che è in noi. Amici tra i quali spiccano, udite udite, quelli di Articolo 21 “contro ogni censura e epurazione” (Padre, non perdonarlo perché sa quel che scrive, su MicroMega). Considerate che voi non fate libri in disprezzo dei Parlamenti che poi invitate comunque a votare (così poi ci scrivete un altro libro...). Considerate che voi, di norma, non vi onorate di avere contribuito a spedire in Parlamento l'ottima Franca Rame, che non ha lasciato tracce a parte, si direbbe una mania parlamentare, il silicone a 75 anni e i travagli sulla politica estera, lacerata tra disciplina di partito e i deliranti auspici sovversivi dell' “amico Luca Casarini” (del resto assai stimato, se la memoria personale non m'inganna, anche dal Travaglio: “Sono andato a sentirlo e l'ho trovato molto, molto intelligente e preparato”, in convergenza parallela, all'epoca, ma sono passati tre anni esatti, all'eligendo papa Ratzinger il quale, parole dell'interessato rese al sottoscritto, “Vedrai che non s'immischierà nelle meschine beghe della politica italiana”). Ed è una fregnaccia opportunistica, ma anche mediocrissima, motivare il voto a oltranza, turandosi il naso, perché sennò i partiti si spartiscono anche un ipotetico tre percento di voti validi. In un contesto occidentale ancora formalmente democratico, un ipotetico Parlamento di una nazione europea “forte” di una imbarazzante minoranza non avrebbe possibilità di sussistere, sarebbe ontologicamente squalificato, tenuto d'occhio, indotto dagli organismi e dagli osservatori internazionali a dimettersi. Continuare a turarsi il naso serve solo a eternizzare l'antipolitica della quale poi non ha senso, oppure ha un senso malizioso, lamentarsi.
Considerate, in ogni caso, che, se non avete amici, o amici degli amici, o parenti che vi preme eleggere, questi sono i nomi; ciascuno dei quali ci costerà qualche milione d'euro l'anno. Per tutta la vita. Per carità, se il gioco valesse la candela, nulla osta: la democrazia è fatta anche di costi, e, mai come in politica, se il candidato è capace e serio, chi più spende meno spende. Ma simili nomi autorizzano una domanda preventiva (con risposta incorporata): sarà vera gloria? - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

venerdì, 28 marzo 2008
- 14:11
Ora io dovrei dar conto qui delle lettere che m'alluvionano del loro stupore, disillusione, stanchezza; della strana sensazione, che non è una sensazione, di una recita cinica, una presa in giro efferata per elezioni che schierano farabutti e coglioni, che premiano ipocriti e buffoni, che schiacciano, come sempre, gli zeri perbene che non contano, non esistono: non sono. Dovrei darne conto. Ma sono troppe quelle lettere, atrocemente troppe, e non mi resta che riassumerle qui.
Tra gli scontenti, i delusi, gl'incazzati, pure quelli, non pochi neanche loro, che s'indignano per le recenti candidature, in Parlamento in libreria, di Casarini (mentre Caruso pretende riconferma): a questi, fermo restando che non vedo, almeno io, di cosa ci si dovrebbe sorprendere; fermo restando che non ho alcun problema, almeno io, con Mondadori ma solo con i furbetti del quartierino pseudoletterario che, nel nome dell'antagonismo, s'offrono al "dittatore" preferito, possono solo rispondere rinviandoli all'articolo "Compagni di merende", che trovano linkato in questo blog, con evidenza, lungo la colonnina di sinistra - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

- 12:04
Un punto di vista "eretico", scandaloso, dissacrante, meritevole di attenzione, sulla Sicilia, ad opera di un siciliano giovane ma intelligentemente critico. Giuseppe Doria si chiama, e questo è il suo corto - mdp
qui
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giovedì, 27 marzo 2008
- 11:21
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mercoledì, 26 marzo 2008
- 21:08
Magdi Allam s'è convertito, alleluja. Si chiamerà: Magdi Amen. Solo che tutto 'sto casino non s'era visto manco per la conversione di san Francesco. Intanto la comunità degli imam contesta la visione a senso unico dell'Islam fornita da Allam: “Non è vero che siamo tutti violenti e intolleranti; appena lo troviamo, l'ammazziamo”. Don Gelmini, da parte sua, dopo il rinvio a giudizio per plurime violenze sessuali su ospiti anche minorenni, ha deciso di ritoccare il nome della ditta: si chiamerà: “Comunità Inculo” - mdp
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- 11:18
OTTANTAMILA
Si parla di Alitalia e Alitalia è sempre quella, cioè una compagnia in caduta libera. Si parla di ferrovie e le ferrovie sono sempre quelle, cioè una società che deraglia (anzi ci ha fatto gentilmente sapere che le servono più soldi ancora, e non per migliorarsi: giusto appena per reggere il livello imbarazzante). Si parla di autostrade e fanno schifo, e costano più care. Si parla di energie, e le energie sempre quelle sono: poche, maledette e subito in bolletta, che aumenta volta per volta grazie anche alle dissennate politiche pseudoambientaliste di chi ha sempre detto “no” a tutto, considerando, chissà perché, un atomo “di destra”.
Si parla di servizi (disservizi), e provate a chiamare un call center qualsiasi di una società qualsiasi. Si parla di qualità, di ricerca, di progresso e siamo, in tutto, all'anno zero. Si parla di pensioni, e puntuale esce la promessa elettorale di aumentarle, con quali alchime non si sa. Si parla di tasse da ridurre, e inesorabile piove il giuramento elettorale di ridurle, con quali illusionismi non si sa (ma si teme). Si parla di sicurezza e i risultati son sotto gli occhi di tutti. Di integrazione e non c'è bisogno di commenti. Di problema del mezzogiorno e, per tacere degli oceani di immondizia, le mafie più le sgomini e più si ricreano dalle ceneri delle retate, perché probabilmente sono invincibili, sono entrate nel dna sociale. Si parla di problema scolastico e abbiamo gli studenti più balbettanti d'Europa. Di problema giovanile e la risposta sono le porcilaie a cielo aperto chiamate rave, dove la cosa più eccitante che può capitare è vedere un altro crepare nel fango come un porco. Si parla di modernità e siamo a guardarci l'ombelico. Di università, che sono ridotte a feudi familiari. Di civiltà, di umanità e non ce n'è traccia in alcuna piega del vivere comune. Si parla di severità contro i pirati e quelli aumentano ogni giorno. Si parla di televisione e, a parte poche, disperate isole orgogliose, si ha la sensazione, straniante, che il livello di volgarità e d'insipienza sia ancora cresciuto, anche se pareva impossibile.
Così anche quello del bordello che solo per convenzione continuiamo a chiamare “politica”. Il modo in cui viene gestita, a chiacchiere, un'autentica tragedia nazionale dal nome Alitalia non lascia speranze neppure d'illusioni. Vediamo statalisti, stalinisti proustiani allearsi a sedicenti liberisti che candidano fascisti, vediamo sedicenti cristiani, divorziati e plurisposati, ammanicarsi con sedicenti riformisti di sinistra in odio al sedicente liberista del quale, per anni, hanno ingoiato ogni nefandezza. Vediamo sindacati corresponsabili dello sfascio sfarfallare, sposare improbabili cordate italiane, soluzioni tedesche, solo per mantenere un osceno regime di sprechi che cinicamente si pretendono, ancora per anni a venire, sulle spalle di quei cittadini che già oggi sopportano perdite di 2,6 milioni d'euro al giorno. E Alitalia seguita a precipitare. Vi sta bene?
Forse sì, come l'immondizia sulle strade, come quella sociale, come tutto il resto in questo Paese vomitevole che si lamenta del carovita, il caroscuola, il carotutto ma schiera un esercito di ottantamila turisti sessuali per le mete più improbabili, pronti ogni anno a calare come avvoltoi immondi sui corpi di bambini inermi.
Si parla, si parla, si parla di tutto e niente, e così si aspettano le elezioni, inutili, farsesche. Di che parlate, vossignorie eleggende, chiuse al caldo delle vostre stanze, calate in pullman da un altro pianeta alla scoperta di un pianeta che non conoscete, solo per questa breve ipocrita incombenza? - Massimodelpapa
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martedì, 25 marzo 2008
- 12:43
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Caro Massimo, a proposito dello scaricabarile, "Voglio i colpevoli", dice la madre del 19enne morto a Segrate nel rave...
Piero, Firenze
Se vuole i colpevoli, ne trova quanti ne vuole: a Segrate erano in tremila. Poi ci sarebbero i fornitori, presumo abituali, del figliolo. Poi il figliolo stesso. Non bastano ancora? Che senso ha cercare altrove? - mdp
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- 10:00
IL RAVE E LE FAVE
Le colpe dei figli ricadono sui padri. Il bamboccione che ha ammazzato due ragazze irlandesi (delle quali non si parla già più) rischia l'apologia essendo stato, povero, incarcerato, senonché, si scopre adesso, è più che recidivo: alcolista provetto, tossicomane sospetto, mina vagante al punto che già gli era stata asportata la patente, tre anni fa. Diceva il babbo, comprensivo, paterno: cose che capitano a tutti. Con una educazione così, è probabile; cose che capitano a chi le fa capitare. Però a molti, non a tutti. A molti, perché è questo un Paese schifoso, crudele e indifferente con le brave persone, comprensivo con mascalzoni, nullità o entrambe le cose, fuse. E sbarellato, tremendamente strafatto sulla logica dei comportamenti.
Dovremmo dolerci perché l'ennesimo stronzo all'ennesimo rave ci ha lasciato (le penne)? Neanche per sogno: peccato, uno soltanto, questa è la vera pessima notizia (seppure mitigata da un benemerito che, nel bresciano, ha fatto secco un drogato balordo). Son pieno di falliti che mi scrivono reclamando, proprio a me, “un approccio responsabile alla sostanza”, la benedizione per chi si fa di mestiere. Ma certo, vi benedico, v'invito a continuare: più insistete, più è garantito che riuscite a togliervi dai coglioni, piattole che oltre non siete. Tanto, sottogente come voi ha finito di vivere quand'è nata, non sposterà mai niente tranne l'aria, c'è da rabbrividire pensando di dover lasciare la nostra vecchiaia nelle mani di tali rimbambiti che oscillano al suono della techno buttando giù pasticchette. Kultura del kulo scoperto, questo è certo.
Comprendeteli pure, compiangeteli. Premiateli. Seguitate a dire che hanno ragione. Che hanno tutte le attenuanti. Blanditeli. Io sono con voi; non gli va più spiegato chi manovra le droghe, a che servono, perché. Non gli va detto, è solo fiato sprecato. Quasi quasi mi convertirei, sapessi che servisse a farne circolare di più: legalizzatela, liberalizzatela, fatene una greppia a cielo aperto così da permettere uno sterminio di massa che lasciasse il pianeta disinquinato da imbecilli, scorie inattive deambulanti, fave oscillanti nella poltiglia che chiamano rave.
Ancora una cosa. 'sti rom ubriachi a falciar passanti, detto in modo comprensivo assai, hanno rotto il cazzo. Si riportassero la loro cultura, i loro stracci e le loro facce indietro da dove l'hanno esportate. Se proprio ci tiene, a far da birillo vivente si presti Livia Turco, e con lei chi li apprezza: quanto a noi, ci faremo una ragione di fare a meno di uno “stilista” in più - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

Solcando i sette mari