mercoledì, 30 aprile 2008
- 17:10
e bravo grillo che vuo' fa' l'amerikano ma solo quando gli conviene. chi di internet ferisce di fisco perisce e di libera informazione appassisce – mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

- 00:36
L'Italia è Italia e resta Italia. Quindi tutti assaltano senza imbarazzo il carro del vincitore di Roma, Alemanno, dipinto come uno statista del rango di De Gaulle. Io di Alemanno conservo due visioni: la prima, a un vecchio Ballarò dove veniva zittito da un Berlusconi che così non si rivolge, presumiamo, neppure al cuoco o all'autista. L'altra la ricorda oggi Francesco Giavazzi sul Corriere: quando Alemanno solidarizzò con la violenza dei taxisti romani, che si sentivano minacciati da un blando provvedimento di liberalizzazioni di Bersani. Questo, dovrebbe far riflettere sullo statista Alemanno. La sua condiscendenza nei confronti di certe caste a un passo dall'eversione. Non che a vent'anni fosse nel Fronte della Gioventù - mdp
Vivo in provincia, ma finalmente l'ho visto anch'io: uno dei mitici banchetti di Beppe Grillo in difesa della democrazia, di quelli dove ti fanno firmare e già che ci sono provano a spillarti anche 10 euro per la maglietta, perchè loro sono contro le multinazionali. A Torino chiedevano pure i documenti che manco la Digos. A tutta prima non li avevo riconosciuti, parevano gli allucinati della fine del mondo coi loro cartelli fitti di scritte apocalittiche e sconclusionate. Solo che c'era dell'altro, c'era una gogna di foto segnaletiche di pennivendoli servi dell'informazione di regime, con relativi peccati. E lì mi sono inquietato: sembravano le schedature di Lotta Continua, ogni tanto qualcuno veniva colpito in nome della giustizia proletaria.
Passi per gli spostati che lo seguono, in buona parte giovani, ma come fa Grillo a non ricordarsi quei trascorsi?
A questo punto non pare più goliardia né scemenza di un giullare che s'è montato la testa. Comincia a soffiare un brutto venticello, di quelli diciannovisti o sessantottini, gonfiato in egual misura da fanatici o interessati. Naturalmente, in nome della libertà – mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

martedì, 29 aprile 2008
- 12:21
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

lunedì, 28 aprile 2008
- 18:51
'AGGENTE E' STUFA (DI VOI)
Anche Roma svolta a destra. Chi se lo sarebbe aspettato, dopo che Rutelli era pure andato a prendere il papa in aeroporto. E poi il sostegno de Totti e de tutti i mejo cantanti, disciamo, da er Piotta a 'a Mannoia, comisci, attori, reggisti, ce sta pure 'a Ferilli, co' Robberto Benigni, co' 'a Dandini, Fabiofazzio e quant'artri. Niente, nun so' serviti a gnente...
A questo punto, mentre nel neonato PD è già notte dai lunghi coltelli, bisognerà pure farsi due conti e capire perchè peggio di così non gli poteva andare: tutto è perduto, anche l'onore. Sulla disastrosa campagna elettorale del buon Veltroni, ha già infierito a sufficienza Giovanni Sartori. Sull'errore esiziale di prendere alla larga i veri problemi seri, tipo l'emergenza clandestini, hanno già sparato tutti. Ma non servirà, oggi sul Corriere c'era una strepitosa intervista di una idiota radicale (anche nel senso di esponente dei Radicali) che, davanti al decimo fatto di sangue in pochi giorni, minimizza: le statistiche sono in calo. Sì, ma non si vive di sole statistiche. Pensare che i Radicali sono in procinto di rientrare dalla finestra del Pidì, dopo esserne usciti dalla porta. E vedrete che stesso viatico piglierà la sconfortante zavorra della sinistra Arlecchino: così la nuova sinistra torna punto a capo, e busca per i prossimi 50 anni.
Forse quello che ancora non si è detto, è semplicemente che questo è un partito di insopportabili: guardate le facce, con relative spocchie. Se l'aria fresca è portata dalla Marianna Madia, sono rovinati. Non è che a destra siano messi meglio, si capisce: solo che, per qualche ragione, non vengono percepiti come altrettanto usurati. Non sanno scherzare (e Dio li salvi dai satiristi di fronda), non sanno ridere, se ci provano sono strazianti, si capisce che fingono, che fanno un (infruttuoso) sforzo fisiologico. Sembrano stitici della vita. Senonché in politica contano anche le impressioni, eccome se contano, e quelli de sinistra sono riusciti nell'impresa di suonare in un colpo solo meno credibili, meno affidabili, meno nuovi e affabili, che è tutto dire, dei contraltare di destra. Forse Ricolfi dovrebbe scrivere un nuovo libro: “Perchè stiamo sul cazzo a tutti”.
Troppe pagine ha da girare, la sinistra che vuole dirsi moderna e zapatera. Anzi, troppe pagine ha da strappare, disciamo: chiediamo troppo se, invece dei paracadute parlamentare per i rispettivi fallimenti, aspettiamo che escano definitivamente di scena le Melandri, le Finocchiaro, le Turco, i Rutelli, i Fassino, i Gentiloni, i Petruccioli e altri due o trecento volti ormai inutili, anzi controproducenti? Se ci aspettiamo che non entrino i rincalzi con le facce dei Sofri jr, i Diaco e gli annessi e connessi? Che se ne stiano alla larga i Lerner (bravo, bella strategia di comunicazione), i Davi (idem), i Costanzo e la pletora di consiglieri che lavorano per il re di Prussia?
Se aria nuova ha da essere, allora: aria. Repulisti. Pulizie di primavera. Ma non ci illudiamo, perché sarebbe come snaturare se stessi: la sinistrella questo è, così come la mal/destra quello è (la resa dei conti arriverà anche per loro, ma chissà quando, fino a che gli antagonisti semplificheranno la vita a questo modo).
Almeno, dalle parti del Pidì, traessero le dovute conclusioni (del tracollo), possibilmente evitando di crogiolarsi nella confortevole, ma superata, ignoranza crassa delle masse che non li hanno capiti, che premiano sempre il peggio, che non ricordano i sacri valori della resistenza, che non sono progressiste dentro, che sono qualunquiste fuori ecc. Perchè il polveroso populismo de sinistra ha questo di demenziale: che scomoda sempre 'aggente, ma per dirne male appena può. Tradendo quell'inguaribile disprezzo su cui fonda la pretesa di compatirla, rieducarla, guidarla. E invece 'aggente non si fa più guidare. Da loro, quantomeno - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

domenica, 27 aprile 2008
- 21:03

Sono andato a vedere i Rolling Stones, Shine a Light, e non ho voglia di parlarne. Secondo me sbaglia chi si accosta a una cosa del genere con occhio clinico. Analitico. Devi solo spalancare il cuore. Voglio dire, sono trent'anni che mi fanno felice: c'erano sempre, non se ne sono mai andati. Sapevo ogni volta di poterci contare. Da loro ho imparato a osare e a durare. Ad essere me stesso e a vincere. A resistere e a esistere. A uscirne sempre fuori. A tirar fuori qualcosa di buono dal mio casino. A fottermene di tutto e di tutti. A stare al centro dell'attenzione e a stare sopra un palco ad accendere una emozione. Il coraggio e l'incoscienza. La strafottenza e l'eleganza. La dissacrazione e la follia. Io non credo che si scioglieranno mai, io penso che sappiano di avere questa missione. Non avrebbe senso, fino a che sono vivi. Perchè non stanno al mondo, ma contengono il mondo. Loro fanno parte di noi, noi apparteniamo a loro - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

sabato, 26 aprile 2008
- 13:24
L'audiolibro MassimoAscolto, disponibile da lunedì 5 maggio, si arricchisce in extremis: includerà due nuovissime composizioni, per un totale di 26 tracce. Questa la scaletta definitiva.
TUTTO IL MIO ASPETTARE
SEI FOTOGRAFIA*
SVANITI POETI
ANIMATO
QUANDO LE LUCI SI SPENGONO
IL CANTO DELLA PIOGGIA
NOVEMBRE
LO SCRIGNO
COME MIELE SUL PANE (anteprima audio qui a fianco)
LA DIGA
BALLERINA
FRANTUMI
IL DUBBIO
SPAVENTAPASSERI
L'ULTIMO CIELO
TORMENTA
CONSOLATORI*
INVANO
IL COLTELLO
LA REPLICA
IL SALE DELLA TERRA
CENERE
PORTE
COME UN PESCE FELICE
IO SONO IL VENTO
PUPAZZI
*(dal vivo a Rende, 21-01-08 con Paolo Benvegnù)
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

venerdì, 25 aprile 2008
- 10:30
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

- 10:29
Io capisco le feste, le ricorrenze, gli anniversari, le parate, le bandiere e zumpappà: quello che non sopporto è l'obbligo dell'applauso. La Liberazione, maiuscolo, dal nazifascismo è certamente memorabile, ma sono passati 63 anni e la sua perenne attualità che si tinge d'urgenza isterica è una litania che ormai m'insospettisce, la vedo difficile che i reduci novantenni dell'Anpi ci debbano difendere da una nuova dittatura. Il valore dell'antifascismo, chi lo discute, ma se il valore diventa Mito allora soffoca un po', perchè i miti si dilatano e schiacciano tutto; e a me le facce di lo scomoda, questo mito, non piacciono mica tanto: direi, ad occhio, che pensano più alla Liberazione personale che a quella nazionale. Infine, visto che è giorno, io sarei d'accordo con Grillo di abolire l'Ordine dei pennivendoli: non funziona, non serve più a niente, basti pensare che perfino Grillo è giornalista - mdp
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

giovedì, 24 aprile 2008
- 13:07
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Caro Massimo,
è tutto il pomeriggio che leggo il tuo libro su Milano e ora non ce la faccio più. Non è come una volta che riuscivo a non dormire tutta la notte per divorare un libro.
Mi sento un po' sfinita. Ho voglia di piangere, ho voglia di scrivere.
Voglio Milano di quando ero bambina, e andavo io per la mano alla mamma sotto i tigli di Via Colombo e di via Celoria, voglio la Cascina Rosa con i suoi fossi, dove un giorno, proclamando drammaticamente la mia infelicità, avevo minacciato di buttarmi (avevo forse cinque anni, e mio padre mi prese dolcemente in giro).Voglio i prati di fronte al Besta, dove andavamo a catturare i grilli, voglio Piazza Leonardo, senza macchine e con le aiuole intatte; le cancellate del Politecnico grondanti di glicini in fiore; Via Saldini, dove ho studiato i primi anni universitari, rivoglio indietro i miei anni giovani, che per tutta la vita ho cercato di dimenticare.
Scrivo e piango, vedi cosa hanno combinato le tue parole. Non voglio l'altra Milano; forse esiste, forse hai ragione, ma non posso nè cambiarla nè viverci; forse è meglio l'esilio; forse per tutti la vita è un esilio e invano cerchiamo di nascodercelo. Basta. Ma queste emozioni devi conoscerle.
Carla
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

mercoledì, 23 aprile 2008
- 10:52
DACIA, IN CHE MONDO VIVI?
Per capire quanto la sinistra in Italia sia nata vecchia, e che Berlusconi saremo destinati a tenercelo anche come mummia, leggetevi Dacia. Dacia Maraini. Che sul Corriere ha riempito una colonna di sproloqui in panegirico di Pippa Bacca, presunta artista la cui unica forma d'arte era girovagare per il mondo in costume da sposa, finché un balordo turco l'ha annientata. Anche come retaggio, di artistico c'è poco: la “merda inscatolata” dall'avo, Piero Manzoni. Le si deve pietà, non esaltazione (Alda Merini le ha addirittura dedicato un'ode); men che meno c'è da credere allo scomposto protagonismo dei parenti, precipitatisi alle trasmissioni più sconce a celebrare la morte della figlia, sorella, fidanzata... La pretesa di tingere Milano intera di verde, colore-ossessione di Pippa, è stata una guittata demenziale e non molto più lucide le celebrazioni di una che non aveva capito nulla del mondo in cui vagava. “La lezione d'amore di Pippa Bacca”, titola Dacia. Quale amore? Quello sterile, col fiore in bocca, autoreferente e in fondo egoistico di chi concepisce la propria vita come una perenne gita salmodiando “pace, amore, cuore” senza aggiungere né spostare niente? Quello cinico e indifferente di chi sta intorno a una donna mai cresciuta e la asseconda? O non piuttosto l'altro, meno eclatante ma più solido, più faticoso, di chi si (s)batte, ti resta al fianco, vuol cambiare le cose e insomma ci puoi sempre contare? Spiacente, ma la lezione di Pippa era semmai di uno sbando narcisista drammaticamente infantile. Pippa, in fondo, non è (apparentemente) diversa da Dacia, che infatti la apologizza: entrambe scambiano il mondo che vorrebbero per quello che è. Se i conti non tornano, al diavolo la realtà. Sarebbe da ripassarsi la problematica sugli estremisti ideologici che arrivano regolarmente a risultati opposti dai loro presupposti, ma transeat. Il punto è che, almeno, Pippa era in (stralunata) buona fede. Dacia no, lei sdottoreggia seduta sulla poltrona da intellettuale raffinata che guarda con indulgente compatimento una povera farfalla sprovveduta, cui nessuno ha insegnato che il mondo non è Disneyland. Conclude Dacia: “Perché non cominciare a interrogarsi, ma seriamente, sul mistero di una certa sessualità maschile che ritiene l'erotismo un processo di dolore e di morte?”. Forse perché non c'è niente per cui interrogarsi, la formula è di retorica altisonante per coprire il nulla: quale mistero c'è in un animale pregiudicato, un bruto che piglia la prima che trova e la distrugge? Poteva essere un bambino, un altro uomo o una sprovveduta in costume da sposa. Finiamola, di risolvere sempre tutto con quel femminismo onirico, consolatorio e decrepito che inganna anzitutto le donne - Massimodelpapa
Un'avventura vissuta da ABSOLUTELYFREE

Solcando i sette mari